Spifferi dalle finestre: come trovarli e chiuderli prima del freddo

Finestra con telaio in legno vista dall'interno

Basta la prima mattina davvero fredda per accorgersene: la tenda che si muove a finestra chiusa, un filo d’aria gelida all’altezza della maniglia, il termosifone acceso che non riesce a scaldare l’angolo vicino al vetro. Gli spifferi dalle finestre si trovano in pochi minuti e molti si chiudono con un intervento semplice, ma qualcuno va lasciato al serramentista.

Gli spifferi dalle finestre passano quasi sempre da quattro punti: le guarnizioni tra anta e telaio, quando sono sporche, indurite o schiacciate; la ferramenta, quando l’anta non preme più in modo uniforme sul telaio; il cassonetto della tapparella con la sua feritoia; il giunto tra telaio e muro, in corrispondenza di davanzale e spallette. Per ciascuno esiste un rimedio diverso: pulizia e cura delle guarnizioni, registrazione dell’anta da parte di un tecnico, sigillatura o isolamento del cassonetto, nuova sigillatura del giunto. L’obiettivo è fermare le correnti d’aria, non sigillare la casa: il ricambio d’aria resta necessario.

In sintesi

  • Cerca gli spifferi a finestre chiuse e con il vento, lungo tutto il perimetro dell’anta, sul cassonetto e sotto il davanzale.
  • Guarnizioni: si puliscono con acqua tiepida e un panno morbido; se sono deformate vanno sostituite.
  • Anta che non chiude bene: la regolazione della ferramenta, secondo il produttore Maico, spetta a personale specializzato.
  • Cassonetto e giunti col muro sono spesso la falla più grande.
  • Mai chiudere le aperture di aerazione dei locali con caldaie o apparecchi a gas.

Da dove entrano gli spifferi dalle finestre?

Dai punti in cui due parti si toccano senza essere davvero sigillate. Una finestra moderna chiude ermeticamente grazie a due elementi che lavorano insieme: la guarnizione, che si comprime quando l’anta si chiude, e la ferramenta, che con i suoi punti di chiusura tira l’anta contro il telaio. Se la guarnizione perde elasticità o la ferramenta si allenta, in quel tratto resta una fessura. Le finestre più vecchie, magari senza guarnizioni, perdono aria lungo tutto il perimetro.

Poi ci sono le parti che stanno intorno alla finestra. Il cassonetto della tapparella è una scatola spesso poco isolata, aperta verso l’esterno, con una feritoia da cui scende il telo e un foro per la cinghia. Il controtelaio e il giunto tra telaio e muratura possono avere sigillanti crepati o mancanti, soprattutto sotto il davanzale. Se vuoi capire meglio come è fatto un serramento e come si comportano i diversi materiali, trovi una panoramica nella guida su caratteristiche e materiali degli infissi.

Condensa sul vetro di una finestra scorrevole
Vetri freddi e condensa lungo il telaio aiutano a capire dove passa l’aria. Foto di Danielle Dolson su Unsplash

Come si trovano gli spifferi in casa?

Con tre prove semplici, da fare in una giornata ventosa e fredda, con le finestre chiuse e la cappa e gli aspiratori spenti: il vento rende gli spifferi più facili da sentire.

  • Il dorso della mano. Bagnati leggermente il dorso della mano e passalo lentamente lungo il perimetro dell’anta, attorno alla maniglia, sugli angoli, lungo il cassonetto e sotto il davanzale. Dove senti freddo concentrato c’è un passaggio d’aria.
  • Il foglio di carta. Apri l’anta, appoggia un foglio sul telaio e richiudi. Prova a sfilarlo: se scorre senza resistenza, in quel punto la guarnizione non viene premuta. Ripeti in alto, in basso, sul lato maniglia e sul lato cerniere, perché l’anta può chiudere bene da una parte e male dall’altra.
  • Il fumo di un bastoncino d’incenso. Avvicinalo ai punti sospetti: se il fumo si piega o si disperde, l’aria passa. Fallo solo con l’incenso tenuto in mano e sotto controllo, lontano da tende e tessuti, e non usarlo nei locali dove c’è una caldaia o un apparecchio a gas. La candela accesa, suggerita spesso, è meglio evitarla.

Annota i punti trovati finestra per finestra: ti servirà per scegliere il rimedio e, se chiamerai un tecnico, per spiegargli il problema in modo preciso.

Quale rimedio per ogni punto da cui entrano gli spifferi?

Dipende dal punto: alcune falle si chiudono in mezz’ora con un panno, un po’ di talco o una guarnizione adesiva, altre richiedono il serramentista. La tabella riassume i casi più frequenti.

Punto Causa tipica Cosa puoi fare tu Quando chiamare il tecnico
Guarnizione tra anta e telaio Sporco, gomma secca e indurita, tratti schiacciati o staccati Pulizia con acqua tiepida, talco sulla gomma indurita Guarnizione deformata, strappata o mancante: va sostituita con il profilo giusto
Ferramenta e punti di chiusura Anta abbassata o non regolata, pressione di chiusura insufficiente Pulizia e lubrificazione dei punti indicati dal produttore, uso regolare della maniglia Anta che striscia, maniglia dura, chiusura irregolare: regolazione da personale specializzato
Cassonetto della tapparella Scatola non isolata, coperchio che non combacia, feritoia e foro della cinghia aperti Guarnizioni adesive sul bordo del coperchio, spazzolini sulla feritoia, passacinghia con spazzola Cassonetto senza isolamento o deteriorato: coibentazione o sostituzione
Giunto tra telaio e muro, davanzale Sigillante crepato o staccato, fessure nel controtelaio Piccole fessure interne: rimozione del vecchio sigillante e nuovo cordone di silicone o acrilico Fessure ampie, infiltrazioni d’acqua, intonaco rovinato attorno al telaio
Vetro e fermavetri Guarnizione del vetro ritirata, fermavetro allentato Solo controllo visivo Sempre: il vetro non va smontato da soli

Come si curano e si cambiano le guarnizioni delle finestre?

Si puliscono con un panno morbido inumidito di acqua tiepida, senza detersivi né solventi. È l’indicazione della guida all’uso e alla manutenzione delle finestre anta-ribalta di Maico che sconsiglia anche i panni in microfibra. Se la guarnizione è secca e rigida, la stessa guida suggerisce di cospargerla leggermente di talco o fecola di patate. Un’altra abitudine utile: aprire e chiudere l’anta sempre dalla maniglia, perché spingerla afferrando il telaio può rovinare le guarnizioni.

Quando invece la guarnizione è deformata, spaccata o staccata, va sostituita. Maico indica tra i segnali da far verificare a un professionista proprio la presenza di spifferi e di guarnizioni deformate, e nelle istruzioni per gli installatori raccomanda di usare una guarnizione adeguata al profilo. Le guarnizioni adesive universali vendute nei negozi di bricolage sono una soluzione provvisoria utile sulle finestre vecchie che ne sono prive; su un serramento moderno è meglio cercare il ricambio originale, perché un profilo sbagliato può impedire all’anta di chiudersi bene e affaticare la ferramenta.

E se l’anta non chiude più bene?

Nelle finestre anta-ribalta la pressione dell’anta sul telaio dipende da piccoli perni eccentrici, i nottolini, e da cerniere regolabili. In rete si trovano molti video su come girarli da soli, ma il produttore è netto: nelle sue istruzioni Maico riserva le regolazioni, il montaggio e lo smontaggio dell’anta e dei meccanismi alle aziende specializzate, perché cerniera d’angolo e compasso sono parti rilevanti per la sicurezza. Quello che puoi fare tu è la manutenzione ordinaria: azionare la ferramenta almeno una volta al mese, pulire i meccanismi con un panno appena umido e un detergente neutro, lubrificare i punti di chiusura con una piccolissima quantità di lubrificante spray al PTFE (la guida parla di circa una punta di spillo per punto) e muovere poi più volte la maniglia. Per l’uso privato Maico prevede un controllo da parte di uno specialista ogni 3-5 anni, ogni 3 anni entro 10 km dal mare.

Finestra in legno aperta su un edificio
Guarnizioni, cerniere e cassonetto vanno controllati prima dell’inverno. Foto di Richard Wang su Unsplash

Spifferi dalle tapparelle e dal cassonetto: cosa si può fare?

Molto, e spesso con poca spesa. Se l’aria arriva dal coperchio del cassonetto, controlla che combaci bene e applica una guarnizione adesiva sul bordo. Sulla feritoia da cui scende la tapparella si montano spazzolini parafreddo, e anche il foro della cinghia può essere chiuso con un passacinghia a spazzola. Se il cassonetto è vuoto e senza isolante, la soluzione più efficace è farlo coibentare. Nei punti più esposti ricorda anche il consiglio del vademecum ENEA per il riscaldamento domestico: di notte chiudere tapparelle, persiane o tende riduce la dispersione di calore.

Per porte d’ingresso e porte finestre che danno su balconi o scale fredde, un paraspifferi sotto l’anta (a spazzola, in gomma o in tessuto imbottito) è il rimedio più rapido. Se il problema riguarda tutta la casa, gli spifferi sono il sintomo di un involucro poco isolato: leggi la guida all’isolamento termico per rendere la casa più efficiente.

Chiudere gli spifferi significa sigillare tutto?

No, e anzi sarebbe un errore. Gli spifferi sono correnti d’aria che non controlli; il ricambio d’aria è quello che decidi tu aprendo le finestre. ENEA, nello stesso vademecum, consiglia di arieggiare 2-4 volte al giorno per pochi minuti, aprendo bene le finestre, senza lasciarle socchiuse o a ribalta tutto il giorno. Una casa resa ermetica ma poco arieggiata trattiene vapore e umidità, che si depositano sui punti più freddi: è il percorso che porta alla condensa sui vetri al mattino e, nei casi peggiori, alla muffa. Se in casa i valori sono già alti, la guida all’umidità in casa e alle sue cause ti aiuta a capire da dove arriva.

Attenzione a caldaie e apparecchi a gas

Nelle stanze dove ci sono una caldaia a camera aperta, uno scaldabagno, una stufa o un piano cottura a gas, le aperture di aerazione verso l’esterno non si chiudono mai, né con nastro, né con pannelli, né con mobili davanti. Sono previste dalla norma UNI 7129-2:2015, che regola l’installazione degli apparecchi a gas domestici e la ventilazione e l’aerazione dei locali in cui si trovano. Senza un’adeguata ventilazione il monossido di carbonio, come ricorda il comunicato dell’ATS di Brescia sull’intossicazione da monossido di carbonio, può raggiungere concentrazioni elevate; lo stesso documento precisa che i rilevatori di monossido non sostituiscono né la manutenzione degli impianti né la ventilazione. Se l’apertura ti sembra un problema perché da lì entra freddo, non improvvisare: chiedi a un tecnico abilitato se e come si può intervenire.

Quando conviene cambiare le finestre?

Quando il telaio è deformato o marcio, le ante non si regolano più, il vetro è singolo o la condensa si forma di continuo sul serramento nonostante ricambi d’aria corretti. In questi casi guarnizioni e paraspifferi sono una toppa. Il vademecum ENEA su serramenti e infissi, aggiornato al 23 settembre 2026, riporta per le spese sostenute nel 2026 una detrazione del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulle altre abitazioni, che scende rispettivamente al 36% e al 30% per le spese del 2027. L’intervento deve essere una sostituzione e non una nuova installazione, l’infisso deve delimitare un volume riscaldato e tra le spese ammesse c’è anche la coibentazione o sostituzione dei cassonetti. La scheda descrittiva va inviata all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Prima di decidere, fatti fare più preventivi e verifica i requisiti con il tecnico o con il CAF. Per inquadrare la scelta in un progetto più ampio, c’è la guida su a cosa serve la coibentazione della casa.

Cosa fare adesso

Oggi stesso fai il giro delle finestre con la mano bagnata e il foglio di carta, e segna su un foglio i punti critici. Pulisci le guarnizioni con acqua tiepida, cospargi di talco quelle indurite e lubrifica i punti di chiusura. Sistema un paraspifferi sotto le porte più esposte e controlla coperchio e feritoia dei cassonetti. Lascia libere le aperture di aerazione delle stanze con apparecchi a gas e continua ad arieggiare pochi minuti più volte al giorno. Se trovi guarnizioni deformate, ante che strisciano o fessure ampie attorno al telaio, chiama un serramentista con la tua lista in mano: l’intervento sarà più rapido e più mirato.

Fonti

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