Lavatrice che puzza di muffa: cause, come pulirla e prevenzione

Lavatrice a carica frontale con l'oblò aperto e la guarnizione in gomma in vista

Con l’autunno si torna ad asciugare il bucato in casa e ci si accorge prima di un problema che covava da mesi: la lavatrice puzza di muffa e quell’odore umido, stantio, finisce anche sui panni appena lavati. Quasi sempre non è un guasto ma una questione di residui e di umidità, e si risolve in un pomeriggio con una pulizia fatta bene.

Se la lavatrice puzza di muffa è perché al suo interno si sono accumulati residui di detersivo, ammorbidente e sporco che, con l’umidità e le basse temperature di lavaggio, diventano il terreno ideale per muffe e batteri. I punti critici sono quattro: la guarnizione dell’oblò, il cassetto del detersivo, il filtro della pompa di scarico e la vasca. Si interviene pulendoli uno per uno e facendo un lavaggio di manutenzione a vuoto ad alta temperatura, come indicano i produttori; poi si cambiano due o tre abitudini perché l’odore non torni.

In sintesi

  • L’odore nasce da residui di detersivo e ammorbidente, umidità e lavaggi sempre a bassa temperatura.
  • Si puliscono guarnizione, cassetto, filtro della pompa e vasca, nell’ordine.
  • Il lavaggio di manutenzione a vuoto va fatto alla temperatura e con la frequenza indicate nel manuale del tuo modello.
  • Mai mescolare candeggina con aceto, anticalcare o ammoniaca.
  • Oblò e cassetto socchiusi dopo ogni lavaggio, dosi giuste, bucato steso subito.

Perché la lavatrice puzza di muffa

Una lavatrice a carica frontale è un ambiente chiuso, buio e quasi sempre umido. Se a questo si aggiungono abitudini molto diffuse, l’odore di muffa arriva puntuale. Le cause principali sono queste.

  • Lavaggi sempre a bassa temperatura. Electrolux spiega che l’uso prolungato di programmi a bassa temperatura favorisce l’accumulo di residui di detersivo e ammorbidente nel cassetto, negli ugelli, nella guarnizione dell’oblò e nella vasca, residui che possono causare cattivi odori e macchie. Anche Bosch indica tra le cause il ricorso frequente alle basse temperature.
  • Dosi sbagliate di detersivo. Troppo detersivo lascia residui; per Bosch anche una dose insufficiente, abbinata alle basse temperature, favorisce gli odori nella macchina e sulla biancheria.
  • Ammorbidente. È denso e tende a depositarsi nel suo scomparto e nei condotti. Se ti capita che rimanga acqua nella vaschetta, leggi anche perché la lavatrice non prende l’ammorbidente: spesso la causa è la stessa sporcizia che genera l’odore.
  • Oblò e cassetto chiusi tra un lavaggio e l’altro. L’acqua che resta nelle pieghe della guarnizione non evapora.
  • Filtro della pompa sporco. Pelucchi, capelli e piccoli oggetti trattengono acqua stagnante.
  • Scarico. Bosch segnala che l’odore può arrivare anche dall’ingresso dell’acqua o da uno scarico ostruito o con reflussi.

Con il tempo questi residui formano una pellicola appiccicosa, il biofilm, sulle superfici che restano bagnate: è lì che si annidano i microrganismi responsabili dell’odore. Se l’odore di muffa riguarda anche le pareti, il problema è l’umidità dell’ambiente: la nostra guida all’umidità in casa aiuta a capire da dove viene.

Dove si forma l’odore di muffa nella lavatrice: come riconoscerlo

Prima di pulire conviene capire da dove arriva. Apri l’oblò e tira verso di te il bordo della guarnizione: puntini neri, melma grigiastra o acqua ferma sono il segnale più comune. Estrai il cassetto del detersivo e guarda nel vano dove scorre: incrostazioni scure e muffa sul soffitto del vano sono frequentissime. Se l’odore è più simile a quello di una fogna e si sente anche a macchina spenta, il sospetto cade sullo scarico o sul filtro della pompa.

Dove si forma l’odore Come pulire Ogni quanto (indicazioni Electrolux)
Guarnizione dell’oblò Controllo con un dito per togliere monete e bottoni, poi panno pulito e umido dentro e fuori, senza graffiare Ogni due mesi
Cassetto del detersivo Estrarlo, lavarlo con acqua tiepida, spazzolare la sede e i fori di alimentazione, poi un risciacquo a vuoto Ogni due mesi
Filtro della pompa di scarico Macchina scollegata e acqua fredda, svitarlo, togliere pelucchi e oggetti, sciacquarlo sotto il rubinetto Ogni due mesi o quando compare il codice di errore relativo
Vasca e condotti interni Lavaggio di manutenzione a vuoto ad alta temperatura Una volta al mese
Calcare Ciclo a vuoto con decalcificante specifico per lavatrice Ogni sei mesi, più spesso con acqua dura

Le frequenze sono quelle consigliate da Electrolux per le proprie lavatrici: altri produttori possono indicare intervalli diversi, quindi il riferimento resta sempre il libretto del tuo modello.

Come pulire la lavatrice che puzza di muffa, passo per passo

La sequenza che segue si basa sulla guida di assistenza ufficiale Electrolux sulla pulizia e la manutenzione della lavatrice. Procedi dall’alto verso il basso e lascia per ultimo il lavaggio a vuoto, così porta via anche lo sporco smosso.

1. La guarnizione dell’oblò

Indossa i guanti, apri l’oblò e passa un dito lungo tutta la piega della guarnizione per recuperare monete, forcine e bottoni. Poi pulisci con un panno pulito e umido, sia all’interno sia all’esterno della piega, senza usare oggetti che possano graffiare o tagliare la gomma. Asciuga bene alla fine. Se le macchie nere non vanno via e la gomma appare intaccata, la muffa è penetrata nel materiale: in quel caso può essere necessario farla sostituire dall’assistenza.

2. Il cassetto del detersivo e la sua sede

Estrai il cassetto (di solito c’è una linguetta da premere: il manuale indica come). Lavalo con acqua tiepida pulita, togli e pulisci anche l’inserto dello scomparto ammorbidente, se c’è. Con uno spazzolino raggiungi la sede del cassetto, soprattutto i fori di alimentazione nella parte superiore, dove si forma la muffa che non si vede. Electrolux sconsiglia di usare detersivi o candeggina sul cassetto. Rimontalo e fai un risciacquo senza biancheria.

3. Il filtro della pompa di scarico

Di solito si trova in basso sul frontale, dietro uno sportellino: il manuale indica la posizione esatta. Prima stacca la spina: il filtro non va mai aperto con la macchina in funzione e, se hai appena lavato ad alta temperatura, aspetta che l’acqua si raffreddi. Metti una bacinella bassa e uno straccio sotto, svita il filtro lentamente e lascia defluire l’acqua residua. Togli pelucchi, capelli e oggetti, sciacqualo sotto il rubinetto e riavvitalo in senso orario, ben serrato per evitare perdite. Nella guida dedicata al bucato che non profuma, Electrolux suggerisce, dopo la pulizia del filtro, di versare due litri d’acqua nello scomparto principale e avviare un programma; la stessa pagina ricorda di controllare anche il filtro del tubo di carico, vicino alla valvola, chiudendo prima il rubinetto.

Primo piano del pannello di controllo di una lavatrice con manopola dei programmi
Il programma e la temperatura del lavaggio a vuoto sono indicati nel manuale di ogni modello. Foto di Limi change su Unsplash

4. Il lavaggio di manutenzione a vuoto

È il passaggio che elimina i residui nella vasca e nei condotti che non puoi raggiungere a mano. Per le sue lavatrici Electrolux indica un ciclo cotone breve ad alta temperatura, 90 °C, a cestello vuoto, una volta al mese; se la macchina ha un programma di manutenzione dedicato, usa quello. Alcuni modelli segnalano da soli quando è il momento, in media dopo 60 cicli. In un’altra pagina di assistenza lo stesso produttore parla di un lavaggio di manutenzione ad alta temperatura ogni 30 cicli, con un detergente specifico: segno che la frequenza giusta dipende dal modello e da quanto usi la macchina.

Bosch, nella sua pagina sugli odori all’interno della lavatrice, raccomanda di lavare regolarmente a 60 °C o a temperature superiori e di dosare il detersivo secondo le indicazioni del produttore in base al carico. Prima di avviare il ciclo controlla sul manuale del tuo modello quale programma usare e se il produttore ammette l’aggiunta di prodotti nel cestello.

Interno del cestello in acciaio di una lavatrice pulita
Dopo il lavaggio di manutenzione il cestello deve risultare pulito e senza odori. Foto di Vlad Deep su Unsplash

Cosa non usare e cosa non mischiare mai

Sul web circolano molte ricette per la lavatrice, spesso con candeggina, aceto, bicarbonato e anticalcare usati insieme o uno dopo l’altro. Alcune combinazioni sono pericolose. L’Istituto Superiore di Sanità spiega che l’ipoclorito di sodio, cioè la candeggina, in presenza di acidi sviluppa cloro, un gas tossico, e a contatto con l’ammoniaca genera clorammine irritanti; per questo non va mai mescolato con altri prodotti. L’aceto e molti anticalcare sono acidi: non vanno quindi mai versati in lavatrice insieme alla candeggina, né subito dopo.

Il portale ISSalute dell’Istituto Superiore di Sanità aggiunge che, salvo indicazione del produttore, non bisogna mai miscelare due prodotti diversi, che il locale va sempre aerato e che in caso di malessere (tosse, respiro affannoso, bruciore a occhi e gola) bisogna allontanarsi dall’ambiente e contattare subito un centro antiveleni.

Altri prodotti da evitare, secondo Electrolux: sul cestello detergenti abrasivi per acciaio e pagliette metalliche; sulla scocca esterna alcol, solventi e spugne abrasive. Quanto ai rimedi casalinghi, nessuno sostituisce la pulizia meccanica di guarnizione, cassetto e filtro: se scegli un prodotto, usane uno alla volta e solo se il manuale non lo sconsiglia per il tuo modello.

Come evitare che l’odore di muffa torni

  • Oblò e cassetto socchiusi. Electrolux raccomanda di lasciarli leggermente aperti dopo ogni utilizzo, perché l’aria circoli e l’interno asciughi. Attenzione solo se in casa ci sono bambini piccoli o animali.
  • Dosi giuste. Segui le indicazioni sulla confezione del detersivo in base al carico e alla durezza dell’acqua, senza abbondare. Anche la scelta del prodotto conta: ne parliamo nella guida al detersivo per lavatrice sostenibile.
  • Non solo lavaggi freddi. I programmi a bassa temperatura fanno risparmiare, ma ogni tanto va alternato un ciclo più caldo, come suggerisce Bosch. Per organizzare i lavaggi senza far salire la bolletta, vedi quando conviene fare la lavatrice.
  • Bucato tolto subito. I panni bagnati lasciati per ore nel cestello chiuso prendono odore e mantengono umida la macchina. Stendili appena finisce il ciclo; se li asciughi dentro casa, segui i nostri consigli per asciugare il bucato in casa senza creare condensa.
  • Guarnizione asciugata. Un passaggio di panno asciutto nella piega dopo l’ultimo lavaggio della settimana richiede pochi secondi.
  • Manutenzione in calendario. Segna sul telefono il lavaggio a vuoto mensile e la pulizia bimestrale di cassetto, guarnizione e filtro.

Quando chiamare l’assistenza

Se hai pulito tutto e fatto il lavaggio di manutenzione ma l’odore resta, il problema può essere più profondo. Rivolgiti all’assistenza del produttore o a un tecnico qualificato in questi casi:

  • l’acqua non scarica o ne rimane molta nel cestello a fine ciclo, anche dopo aver pulito il filtro;
  • l’odore è di fogna e si sente anche a macchina ferma: può dipendere dal tubo di scarico o da un reflusso, che Bosch indica tra le cause da verificare;
  • durante un lavaggio molto caldo l’oblò resta freddo: la guida di assistenza AEG suggerisce proprio questa verifica, perché lo sportello dovrebbe scaldarsi e, se non succede, la macchina potrebbe non raggiungere la temperatura;
  • la guarnizione è annerita in profondità, crepata o perde acqua;
  • compaiono codici di errore che il manuale collega allo scarico o al riscaldamento.

Non smontare mai la macchina oltre il filtro e il cassetto: tubi interni, resistenza e pompa sono lavori da tecnico, con la spina staccata e l’impianto elettrico in sicurezza.

Il piano d’azione per oggi

Togli la spina, svuota e pulisci il filtro della pompa; estrai e lava il cassetto con la sua sede; passa la guarnizione con un panno umido e asciugala. Rimetti tutto a posto e avvia il lavaggio di manutenzione a vuoto indicato nel manuale del tuo modello. Da domani lascia oblò e cassetto socchiusi, riduci l’ammorbidente se ne usi tanto, stendi il bucato appena finisce il ciclo e fissa un promemoria mensile. Se dopo due o tre settimane l’odore è ancora lì, chiama l’assistenza.

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