Tra sabato 31 ottobre e lunedì 2 novembre molte case italiane si riempiono di crisantemi: uno da portare al cimitero, uno che resta sul balcone, spesso un regalo ricevuto. Passate le ricorrenze, però, la pianta finisce quasi sempre nel bidone dell’umido. I crisantemi in vaso possono invece durare più a lungo e, con qualche attenzione, tornare a fiorire il prossimo autunno.
I crisantemi in vaso vanno tenuti all’aperto, in pieno sole o in un punto molto luminoso e riparato, con un terriccio che drena bene: il substrato non deve mai seccarsi del tutto, ma nemmeno restare inzuppato. Finita la fioritura si accorcia la pianta, la si protegge dal gelo durante l’inverno e in primavera si moltiplica per talea o si divide il cespo. Se il crisantemo è uno di quelli coltivati in serra per la vendita, è più delicato al freddo e conviene considerarlo una pianta di stagione, da godere finché è in fiore.
In sintesi
- Posizione: fuori, al sole e al riparo dal vento; in casa solo per pochi giorni, in un ambiente fresco e luminoso.
- Acqua: terriccio sempre leggermente umido, mai fradicio, con il foro del vaso libero.
- Dopo la fioritura: fusti accorciati a circa 20 cm e vaso in un luogo freddo ma al riparo dal gelo.
- Primavera: talee di 5-7,5 cm o divisione del cespo, poi cimature fino a metà estate.
- Cani, gatti e cavalli: per l’ASPCA il crisantemo è tossico, meglio tenerlo fuori dalla loro portata.
Perché il crisantemo è il fiore di Ognissanti?
Perché fiorisce proprio in quei giorni. L’Enciclopedia Treccani alla voce crisantemo ricorda che la pianta «fiorisce abbondantemente in autunno» e che le forme coltivate nei giardini sono ibridi derivati soprattutto da specie originarie della Cina e del Giappone. In Italia la piena fioritura cade tra fine ottobre e inizio novembre, e la spiegazione più semplice dell’abitudine di portarlo sulle tombe nei giorni di Ognissanti e della commemorazione dei defunti sta tutta qui: è il fiore che la stagione offre in quel momento.
Questa coincidenza di calendario ha un motivo botanico. Il crisantemo è una pianta brevidiurna: come spiega la scheda dell’Iowa State University Extension sulla coltivazione dei crisantemi, fiorisce in risposta a giornate corte e notti lunghe, e una luce artificiale notturna può ritardare o impedire la fioritura. Vale anche sul balcone: un lampione o una lampada da esterno sempre accesa vicino al vaso può essere il motivo per cui l’anno dopo i boccioli non arrivano.

Dove tenere i crisantemi in vaso: dentro o fuori?
Fuori. I crisantemi amano il sole e un terreno fertile e ben drenato, come indica la guida alla coltivazione della Royal Horticultural Society, che consiglia un punto caldo, soleggiato e riparato. Sul balcone l’ideale è un angolo esposto a sud o a ovest, lontano dalle correnti più forti, con il vaso sollevato da terra su piedini o mattoni perché l’acqua defluisca.
Tenerlo in casa ha senso solo per pochi giorni, magari come centrotavola per il pranzo del 1° novembre. In quel caso scegli una stanza fresca e luminosa, lontana dal termosifone e dal sole diretto dietro il vetro: l’Iowa State University indica per i crisantemi da fiorista un ambiente tra 60 e 70 °F, cioè all’incirca tra 16 e 21 °C. Al caldo e all’aria secca del riscaldamento i fiori sfioriscono in fretta. Se in casa hai già un piccolo giardino d’interno, le regole di base sono quelle che trovi nella guida su come curare le piante da interno in inverno.
Acqua, terriccio e concime
La RHS raccomanda annaffiature regolari: il terriccio non deve mai asciugarsi completamente, ma i crisantemi soffrono i ristagni. In pratica bagna quando la superficie è asciutta al tatto, finché l’acqua esce dal foro, e svuota il sottovaso dopo qualche minuto. Per i vasi la RHS suggerisce un contenitore di almeno 30 cm di diametro e un terriccio di buona qualità a base di terra; quelli comprati per Ognissanti sono spesso in vasi più piccoli, quindi seccano prima e vanno controllati più spesso. Durante la fioritura serve un concime ricco di potassio, come quello per pomodori, alle dosi indicate in etichetta. A novembre, con la fioritura ormai avviata, non serve altro.
Crisantemi da fiorista e crisantemi da giardino: che differenza c’è?
Quelli venduti in vaso per Ognissanti sono per lo più crisantemi da fiorista, coltivati in serra per fiorire in un periodo preciso. L’Iowa State University spiega che i crisantemi da giardino sono più resistenti al freddo, mentre quelli da fiorista nascono per decorare e di solito non superano l’inverno piantati all’aperto, almeno nei climi rigidi. Anche il servizio di divulgazione della Purdue University nella scheda HO-77 sui crisantemi scrive che i crisantemi da fiorista possono essere messi a dimora per rifiorire in autunno, ma difficilmente sopravvivono a inverni freddi.
Tradotto per chi vive in Italia: in una zona a inverno mite e su un balcone riparato il tentativo vale la pena, in montagna o in pianura con gelate frequenti le probabilità calano. Le varietà da giardino, secondo la RHS, sopportano in genere almeno -5 °C. Se vuoi un balcone che resti verde anche a gennaio, abbina ai crisantemi qualcuna delle piante da giardino che resistono anche in inverno.

Cosa fare dopo la fioritura per farli rifiorire?
Si accorcia la pianta e la si mette al riparo dal gelo. La RHS indica di tagliare l’intera pianta a circa 20 cm di altezza quando la fioritura è finita, a fine autunno. Prima di arrivarci, togli via via i fiori appassiti: la pianta resta più ordinata e la fioritura dura qualche giorno in più.
Svernamento passo per passo
- Taglia i fusti a circa 20 cm quando gli ultimi fiori sono secchi.
- Elimina foglie gialle e rametti morti, che in inverno favoriscono le muffe.
- Sposta il vaso in un luogo freddo ma al riparo dal gelo: per la RHS significa un ambiente con una minima notturna di circa 4 °C, come una veranda chiusa, un vano scala luminoso, un garage con finestra.
- Se non hai spazi riparati e il clima è mite, lascia il vaso fuori in un angolo caldo, avvolgilo con tessuto non tessuto per proteggere le radici e tienilo sollevato da terra.
- Durante l’inverno bagna pochissimo: il terriccio deve restare appena umido.
Lo stesso tessuto non tessuto serve anche per i mobili da esterno: nella guida su come proteggere i mobili da giardino in inverno trovi qualche idea per organizzare il balcone prima delle gelate.
Talee e divisione in primavera
Il modo più sicuro per avere crisantemi vigorosi il prossimo autunno è ripartire da giovani piante. La RHS descrive così le talee basali primaverili: si prelevano germogli lunghi 5-7,5 cm dalla parte esterna del cespo, tagliandoli alla base con un coltello affilato; si eliminano le foglie in basso e si interrano in un miscuglio di metà terriccio universale e metà sabbia grossolana. Con luce intensa ma non sole diretto e una temperatura di almeno 10 °C radicano in circa tre settimane. Chi ha un ambiente più tiepido può anticipare: spostando la pianta a inizio gennaio in un locale a 7-10 °C, da metà febbraio i nuovi germogli sono abbastanza grandi per la talea.
In alternativa, sempre in primavera e quando la vegetazione è ripartita, i cespi più vecchi e meno vigorosi si possono dividere e rinvasare in terriccio fresco. È anche il momento giusto per passare a un vaso più grande.
Cosa fare ai crisantemi in vaso mese per mese?
Riposo al fresco in inverno, talee e rinvaso in primavera, cimature fino a metà estate e fioritura in autunno: la tabella mette in fila i lavori, dal novembre di quest’anno a quello del prossimo.
| Periodo | Cosa fare |
|---|---|
| Novembre | Togliere i fiori appassiti; a fine fioritura accorciare a circa 20 cm e preparare il riparo invernale |
| Dicembre e gennaio | Vaso in luogo freddo ma senza gelo, terriccio appena umido; a gennaio, se possibile, spostare a 7-10 °C per anticipare i germogli |
| Febbraio e marzo | Talee dai nuovi germogli (da metà febbraio se la pianta è stata tenuta al tiepido) |
| Aprile | Divisione dei cespi vecchi, rinvaso, talee primaverili |
| Maggio e giugno | Piante di nuovo all’aperto dopo le ultime gelate; prima cimatura quando i fusti arrivano a circa 20 cm |
| Luglio | Ultime cimature delle punte laterali entro metà estate, poi stop |
| Agosto e settembre | Annaffiature regolari, controllo dei parassiti, vaso lontano da luci notturne |
| Ottobre | Boccioli e fioritura; concime ricco di potassio durante la fioritura |
La cimatura consiste nello spezzare con le dita, o tagliare con le forbici appena sopra una coppia di foglie, la punta del fusto: la RHS la consiglia quando le giovani piante raggiungono circa 20 cm, a inizio estate, e poi sulle punte dei rami laterali fino a metà estate. Così la pianta si ramifica e produce più fiori.
Foglie secche, marciume e afidi: come si curano i problemi più comuni?
Quasi sempre si prevengono con le giuste condizioni di coltivazione, più che con prodotti. La RHS osserva che la maggior parte dei parassiti causa danni superficiali e che le malattie compaiono soprattutto quando la pianta non sta bene.
| Sintomo | Causa probabile | Cosa fare |
|---|---|---|
| Foglie basse secche e accartocciate | Terriccio rimasto asciutto, vaso troppo piccolo o pianta tenuta al caldo | Bagnare a fondo, spostare al fresco, eliminare le foglie secche |
| Base dei fusti molle, fiori con muffa grigia | Ristagno d’acqua; muffa grigia (botrite) e altri marciumi, favoriti dal tempo umido | Svuotare il sottovaso, ridurre l’acqua, togliere le parti colpite, arieggiare |
| Patina bianca farinosa sulle foglie | Oidio (mal bianco), frequente con clima secco | Eliminare le foglie colpite, annaffiare con regolarità senza bagnare il fogliame |
| Macchie o pustole insolite sulle foglie | Possibile ruggine bianca del crisantemo, che la RHS descrive come molto dannosa e difficile da controllare | Isolare la pianta dalle altre e farla vedere a un vivaista |
| Insetti verdi o neri sui germogli | Afidi | Controllare spesso e rimuoverli appena compaiono |
| Gallerie chiare nelle foglie | Minatori fogliari | Staccare e buttare le foglie colpite |
Tra gli altri parassiti la RHS cita lumache, forbicine, miridi, ragnetto rosso e nematodi fogliari. Lumache e chiocciole vanno tenute lontane soprattutto dalle piante giovani.
I crisantemi sono pericolosi per cani e gatti?
Sì, sono tossici. La scheda dell’ASPCA Animal Poison Control sul crisantemo classifica le specie di Chrysanthemum come tossiche per cani, gatti e cavalli, per la presenza di lattoni sesquiterpenici, piretrine e altre sostanze irritanti. I segni indicati sono vomito, diarrea, salivazione eccessiva, perdita di coordinazione e dermatite. Se in casa hai un gatto che mordicchia le foglie, tieni il vaso sul balcone o in alto, e se l’animale ne ha mangiato e mostra sintomi contatta il veterinario.
Cosa fare adesso
Appena rientri dal 2 novembre controlla il crisantemo: se è in un vasetto stretto bagnalo, sistemalo nel punto più luminoso e riparato del balcone e togli i fiori sfioriti man mano. Quando l’ultimo fiore è secco, accorcia a 20 cm e decidi dove passerà l’inverno. Se non vuoi buttare subito la fioritura, qualche capolino può finire in un vasetto o in una composizione: la guida su come decorare casa con i fiori secchi spiega come farli seccare e usarli. A febbraio, quando spuntano i primi germogli, segnati in agenda le talee: è da lì che arriveranno i crisantemi del prossimo autunno.
Fonti
- Royal Horticultural Society: How to grow chrysanthemums
- Iowa State University Extension and Outreach: Growing Chrysanthemums in Iowa
- Purdue University Cooperative Extension Service: Chrysanthemums (HO-77)
- ASPCA Animal Poison Control: Mum (Chrysanthemum spp.)
- Treccani: Crisantemo, Enciclopedia on line
