Quanto costa fare il cappotto termico alla casa

Negli ultimi tempi, sentiamo molto parlare di coibentazione ed efficienza energetica, ma quanto costa fare cappotto alla casa?

St tratta di un intervento che può influire positivamente sulle prestazioni delle abitazioni in termini di risparmio energetico oltre a portare altri notevoli vantaggi alla casa. Vediamo di cosa si tratta e come gestirlo nel caso si decida di eseguirlo.

Quanto costa fare il cappotto termico

Il cappotto termico è uno degli interventi edilizi tra i più richiesti degli ultimi tempi. Complice di questo sono senza dubbio i recenti incentivi promossi dal Decreto Rilancio ( D.L. n. 34/2020 ) meglio noto come Ecobonus 110%. Grazie ad esso fino a dicembre 2021, l’Agenzia delle Entrate, riconosce importanti incentivi fiscali anche ad opere di coibentazione, eseguite sull’edilizia residenziale. Un intervento molto importante per migliorare l’efficienza energetica delle costruzioni, tanto da essere considerato dalla norma, come uno degli interventi trainanti. Fondamentale cioè per poter accedere anche ad altri incentivi.

Il cappotto termico, consiste nell’applicazione di una serie di strati isolanti sul paramento edilizio. Esistono due tipi di isolamento a cappotto: quello interno e quello esterno all’abitazione. Grazie al cappotto termico è possibile mantenere temperature interne ottimali tutto l’anno. Ridurre la dispersione termica e conservare il caldo durante l’inverno ed impedire al calore di penetrare negli ambienti in estate. Indicativamente il costo di questi interventi oscilla tra i 50 e i 90 euro al metro quadro, valore che comprende sia la fornitura che la posa in opera del cappotto. La variazione di prezzi è evidente e legata al fatto che ci sono molti fattori che possono incidere sul costo. Per questo non è così immediato fare la stima dei costi. La stessa superficie da coprire, influisce sul prezzo finale, ma all’aumentare di essa, si riduce il costo al metro quadro.

Altro aspetto che influisce sui costi è la località. Perché è comprensibile che lo spessore necessario per isolare una casa in Val d’Aosta sia diverso rispetto ad una costruzione in Sicilia. Ovviamente il prezzo dipende anche dal tipo di materiale e dalla soluzione scelta come isolante.

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Cappotto interno e esterno

Anche l’architettura dell’edificio incide sul prezzo finale. Se l’edificio è alto, sarà più complesso posizionare i pannelli aumentando così il tempo e i costi. Altra differenza è quella tra cappotto esterno e interno. In quanto, per coprire le superfici esterne occorre più materiale e quindi i costi risultano più alti rispetto al solo cappotto interno.

L’isolamento a cappotto esterno è la soluzione più diffusa sui piccoli edifici o le villette. Previene la formazione di crepe o muffe sulle pareti esterni, riduce i ponti termici e comporta un maggiore isolamento.

Il cappotto termico interno, invece è molto usato quando è difficile intervenire sulle pareti esterne oppure per la coibentazione del tetto. Consiste nel disporre i pannelli isolanti, di spessore ridotto rispetto a quelli esterni, sulle pareti interne delle abitazioni. Prevede prezzi minori e tempi di posa più brevi. Ma tra gli svantaggi c’è il fatto che riduce gli spazi interni.

L’isolamento a cappotto è una pratica semplice in apparenza, ma può richiedere molto tempo a seconda delle superfici da coprire. La pratica consiste nell’applicare dei pannelli isolanti con colla e tasselli alle pareti, posizionandoli leggermente distanti fra di loro per essere poi uniti grazie alla schiuma espansa. Infine vengono effettuate la rasatura e il rivestimento. L’intero processo, può richiedere diversi giorni anche a seconda dei materiali che si decide di usare. 

Per la coibentazione esistono principalmente due tipi di materiali: quelli sintetici e quelli naturali/minerali. Tra questi ultimi i più comuni sono il sughero, la fibra di legno, la lana di vetro e la lana di roccia. Essi non solo sono ottimi isolanti termici, ma anche acustici. Tra i materiali sintetici invece ci sono: il polistirene espanso o estruso (ESP e XPS) e il PVC. Questi materiali, oltre ad avere ottime caratteristiche isolanti materiali hanno anche un costo notevolmente più basso rispetto a quelli naturali.

Quanto costa fare il cappotto termico alla casa unifamiliare

Quanto costa fare il cappotto termico alla casa – Shutterstock Di Olga_Ionina

Cosa fare e i vantaggi che comporta

Per la posa del cappotto è necessario presentare in Comune una CILA, firmata da un tecnico professionista. La pratica edilizia deve asseverare la conformità del progetto sia alle Norme nazionali che al Regolamento edilizio comunale. Ma prima ancora andrebbe però fatta un’analisi da parte di un termo-tecnico sul tipo di materiale da utilizzare in base alla stratigrafia dei muri, al tipo di serramenti presenti, sulla possibilità di isolare le spallette delle aperture, e molto altro ancora. Inoltre, è importante sapere che la superficie esterna dell’immobile prima dell’installazione del cappotto esterno, deve essere in ottime condizioni. Per questo motivo, prima di applicare il pannello isolante, la facciata deve essere pulita.

La scelta di intervenire con un rivestimento a cappotto su un edificio porta innumerevoli vantaggi prima di tutto dal punto di vista del comfort abitativo. In quanto pareti e tetto, oltre ad essere elementi strutturali, sono molto importanti anche per il mantenimento della temperatura interna. Il cappotto aiuta così ad avere una temperatura indoor gradevole in tutte le stagioni, senza che vengano generati grandi consumi di energia. Né per il riscaldamento né per l’aria condizionata.

Grazie ai pannelli isolanti si riesce a controllare meglio la temperatura interna e riscaldare più velocemente la casa. Di conseguenza si riducono anche i consumi energetici e le bollette sono molto più leggere. Un isolamento ottimale della casa con il cappotto termico esterno, contribuisce quindi anche a ridurre l’impatto ambientale dei riscaldamenti ed anche eventuali fastidiosi rumori esterni.

Altro vantaggio che si può avere dalla realizzazione del cappotto termico è che contribuisce anche ad aumentare il valore della casa nel mercato immobiliare. Intervenire su un edificio per renderlo più efficiente dal punto di vista termico rappresenta quindi anche un investimento a lungo termine.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Un’indagine a campione condotta dall’Osservatorio sulla Casa ha fornito un interessante quadro del tipo di abitazione più diffusa tra gli Italiani. Secondo il sondaggio, il 63% degli intervistati vive in condominio contro il 37% che vive in villetta. Di questi utenti, solo il 19% è locatario dell’abitazione in cui risiede mentre l’81% è il proprietario.
  • La stessa indagine ha evidenziato che nel 2019 coloro che hanno realizzato interventi di ristrutturazione esterna sono stati il 20% degli intervistati mentre quella interna il 26%. Tra coloro che sono locatari, solo il 16% ha fatto lavori sia esterni che interni mentre tra i proprietari di abitazione il 28% ha fatto ristrutturazioni interne e il 20% si è concentrato sulla ristrutturazione esterna della propria casa.

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