Molte case italiane hanno uno split a parete che lavora solo d’estate, mentre in inverno il telecomando resta nel cassetto. Eppure quasi tutti i climatizzatori recenti hanno anche la modalità caldo, e con il prezzo dell’elettricità aggiornato da ottobre la domanda torna puntuale: riscaldare con il condizionatore conviene o fa salire la bolletta?
Riscaldare con il condizionatore conviene quando l’apparecchio è un climatizzatore a pompa di calore con inverter, cioè una pompa di calore aria-aria: per ogni kWh di elettricità che consuma, nella media della stagione restituisce più di un kWh di calore. Dà il meglio negli inverni miti, nelle case ben isolate e per scaldare una o due stanze per poche ore; rende meno con temperature esterne molto basse e non sempre può sostituire da solo l’impianto di riscaldamento. Il dato da guardare è lo SCOP riportato sull’etichetta energetica.
In sintesi
- Un climatizzatore reversibile è una pompa di calore: d’inverno inverte il ciclo e porta in casa calore preso dall’aria esterna.
- Lo SCOP in etichetta misura l’efficienza media in riscaldamento: secondo il Regolamento delegato (UE) 626/2011 la classe A+++ richiede uno SCOP di almeno 5,10.
- Con il prezzo ARERA di 43,43 centesimi per kWh (clienti vulnerabili, dal 1° ottobre 2026), 10 kWh di calore costano circa 1,09 euro con uno SCOP di 4.
- La potenza resa cala con il freddo intenso e durante lo sbrinamento lo split smette per qualche momento di soffiare aria calda.
- Filtri puliti, temperatura moderata e flusso verso il basso fanno più differenza di qualsiasi funzione speciale.
Come fa un condizionatore a scaldare casa?
Lo fa invertendo il ciclo frigorifero: d’estate porta il calore della stanza all’esterno, d’inverno preleva calore dall’aria esterna e lo cede all’ambiente interno. ENEA, nella pagina dedicata ai climatizzatori solo freddo e a pompa di calore, spiega che questi apparecchi trasformano il calore a bassa temperatura contenuto nell’ambiente esterno in calore a temperatura più alta, e che possono anche sostituire la caldaia per climatizzare un’intera abitazione.
Il motivo della convenienza sta in un numero, il COP (coefficiente di prestazione): il rapporto tra il calore ceduto e l’energia elettrica consumata. In una pompa di calore il COP è sempre maggiore di uno, perché la macchina usa l’elettricità soprattutto per spostare calore, non per produrlo. Una stufetta a resistenza, al contrario, trasforma in calore l’energia elettrica che assorbe senza moltiplicarla. Se vuoi approfondire il principio di funzionamento, trovi una spiegazione completa nella guida su come funziona una pompa di calore.
Solo freddo o pompa di calore: come capirlo
Non tutti gli split scaldano. Per saperlo basta controllare sul telecomando e nel manuale se è prevista la modalità riscaldamento, oppure guardare l’etichetta energetica: un modello reversibile riporta anche i dati di riscaldamento, con lo SCOP e la mappa delle stagioni. Gli apparecchi senza modalità caldo non possono essere usati per riscaldare.

Come si leggono SCOP ed etichetta energetica in riscaldamento?
Lo SCOP è il coefficiente di prestazione stagionale: indica, in media sull’intera stagione di riscaldamento, quanti kWh di calore l’apparecchio produce per ogni kWh elettrico. Lo definisce il Regolamento delegato (UE) n. 626/2011 sull’etichettatura energetica dei condizionatori d’aria, tuttora in vigore, che stabilisce anche cosa deve comparire sull’etichetta degli apparecchi che riscaldano: una mappa dell’Europa con tre stagioni di riscaldamento (media, più calda e più fredda) e, per ciascuna, SCOP, classe, potenza di progetto in kW e consumo annuo in kWh. L’indicazione per la stagione media è obbligatoria, le altre due sono facoltative e, se mancano, sono segnate con una X.
Per i normali split (sono esclusi i portatili a singolo e doppio condotto, che seguono regole diverse) le classi in riscaldamento si calcolano così:
| Classe energetica | SCOP (riscaldamento) |
|---|---|
| A+++ | 5,10 o più |
| A++ | da 4,60 a meno di 5,10 |
| A+ | da 4,00 a meno di 4,60 |
| A | da 3,40 a meno di 4,00 |
| B | da 3,10 a meno di 3,40 |
| C | da 2,80 a meno di 3,10 |
| D | da 2,50 a meno di 2,80 |
Fonte: Regolamento delegato (UE) 626/2011, allegato II, tabella 1.
Due avvertenze. Lo SCOP è una media calcolata in condizioni di prova standard: in una giornata molto fredda il rendimento istantaneo è più basso, in una giornata mite più alto. E la stagione “media” dell’etichetta non coincide con il clima di casa tua: chi vive in una zona fredda farà bene a guardare anche il valore della stagione più fredda, se il produttore lo riporta.
Quanto consuma il condizionatore in modalità caldo?
Dipende dal calore che serve alla stanza e dallo SCOP dell’apparecchio, quindi conviene ragionare per esempi invece che per cifre a forfait. Prendiamo come prezzo di riferimento quello comunicato da ARERA per il quarto trimestre 2026: dal 1° ottobre 2026 il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela paga 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, con un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Chi ha un contratto sul mercato libero deve usare il prezzo complessivo della propria bolletta, che può essere più alto o più basso.
| Per produrre 10 kWh di calore | Elettricità consumata | Costo a 43,43 c€/kWh |
|---|---|---|
| Stufetta a resistenza | circa 10 kWh | circa 4,34 euro |
| Climatizzatore con SCOP 2,5 (classe D) | 4 kWh | circa 1,74 euro |
| Climatizzatore con SCOP 4 (classe A+) | 2,5 kWh | circa 1,09 euro |
| Climatizzatore con SCOP 5,1 (classe A+++) | circa 1,96 kWh | circa 0,85 euro |
L’esempio è un calcolo teorico basato sui valori medi stagionali, non una promessa di risparmio: il consumo reale cambia con l’isolamento della casa, la temperatura esterna, la temperatura impostata e le ore di utilizzo. Mostra però l’ordine di grandezza: a parità di calore, un buon climatizzatore consuma una frazione dell’elettricità di una stufetta. Per il confronto completo con gli apparecchi a resistenza c’è la nostra guida sui consumi della stufetta elettrica.
Conviene rispetto al gas?
Dipende dai prezzi di gas ed elettricità nel tuo contratto, dal rendimento della caldaia e da come è fatto l’impianto: non esiste una risposta valida per tutti. Il confronto tra le diverse fonti, con pro e contro, è raccolto nella guida alla fonte di riscaldamento più economica per la casa. Un uso molto comune e sensato è quello misto: caldaia per la base, climatizzatore per le mezze stagioni o per scaldare in fretta una sola stanza senza accendere tutto l’impianto.

Come impostare il condizionatore d’inverno?
Con una temperatura moderata, il flusso d’aria verso il basso e i filtri puliti. Prendiamo come esempio il manuale d’uso di uno split murale diffuso, il manuale Daikin della serie FTXF-E: le indicazioni sono simili in quasi tutti i modelli, ma vale sempre il libretto del tuo apparecchio.
- Temperatura. Il manuale indica come intervallo consigliato per risparmiare energia 20-24 °C in riscaldamento e invita a evitare il riscaldamento eccessivo e a mantenere l’impostazione a un livello medio. Conviene partire dal valore più basso e salire solo se serve. Per i limiti di legge su temperature e orari del riscaldamento, vedi la guida all’accensione del riscaldamento 2026.
- Flusso d’aria. L’aria calda tende a salire verso il soffitto: in riscaldamento il deflettore va orientato verso il basso. Sul modello Daikin la modalità Comfort lo fa in automatico ed evita che il getto investa direttamente le persone.
- Modalità. Seleziona esplicitamente la modalità riscaldamento. Funzioni come Econo, che sul modello Daikin limita il consumo massimo riducendo la velocità del compressore, servono quando non hai fretta di raggiungere la temperatura.
- Porte e finestre. Tienile chiuse mentre lo split lavora, e arieggia a macchina spenta per pochi minuti.
- Filtri. ENEA, nei consigli d’uso dei climatizzatori, raccomanda di pulirli prima della prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane, perché possono ospitare muffe e batteri. Lo stesso intervallo si legge nel manuale Daikin.
- Timer. Programmare l’accensione poco prima del rientro evita di lasciare l’apparecchio acceso tutto il giorno.
Perché ogni tanto smette di soffiare aria calda?
È quasi sempre lo sbrinamento, ed è normale. Quando fuori fa freddo e l’aria è umida, sull’unità esterna si forma del ghiaccio che riduce la capacità di riscaldamento; l’apparecchio passa allora in automatico alla funzione di sbrinamento e, per tutta la sua durata, l’unità interna non emette aria calda. Lo spiega lo stesso manuale Daikin, che segnala anche come la capacità di riscaldamento diminuisca quando la temperatura esterna è troppo bassa. Il modello preso ad esempio dichiara un funzionamento in riscaldamento con temperature esterne tra -15 e 24 °C: è un dato specifico di quella serie, per il tuo apparecchio controlla il manuale.
Quali sono i limiti del riscaldamento con il condizionatore?
- Freddo intenso. ENEA ricorda che, quando la sorgente è l’aria esterna, la potenza resa dalla pompa di calore diminuisce al diminuire della temperatura. Nelle zone più fredde lo split può non bastare nelle giornate peggiori.
- Distribuzione del calore. Uno split scalda bene la stanza in cui è installato, molto meno quelle vicine. Per tutta la casa servono più unità interne o un sistema progettato allo scopo.
- Aria secca. Come ogni riscaldamento, scaldando l’aria ne abbassa l’umidità relativa. Un termoigrometro nella stanza aiuta a capire se intervenire, senza esagerare con l’umidificazione.
- Comfort e rumore. Il calore arriva per aria in movimento, che alcune persone percepiscono come fastidiosa; un getto diretto verso il basso e una velocità moderata della ventola aiutano. Il ventilatore e il compressore hanno una rumorosità che varia da modello a modello: i valori sono nella scheda tecnica.
- Manutenzione e sicurezza. La pulizia dei filtri si fa da soli; la verifica del circuito del gas refrigerante e gli interventi sull’impianto spettano a un tecnico qualificato.
Se stai valutando di sostituire un vecchio split o di installarne uno nuovo, le detrazioni fiscali cambiano spesso: prima di decidere verifica le regole in vigore sui siti ufficiali di Agenzia delle Entrate ed ENEA, con l’aiuto dell’installatore. Per abbassare la spesa a prescindere dall’impianto, trovi altre idee nella mini guida per risparmiare sul riscaldamento.
Cosa fare adesso
Prendi il telecomando e verifica che il tuo split abbia la modalità caldo; poi cerca l’etichetta o il manuale e annota lo SCOP. Pulisci i filtri prima della prima accensione, imposta una temperatura moderata con il flusso verso il basso e prova a scaldare per qualche sera la stanza che usi di più, lasciando l’impianto principale più basso. Confronta le letture del contatore elettrico prima e dopo una settimana e calcola il costo con il prezzo della tua bolletta: avrai un dato reale su cui decidere, invece di una stima generica.
Fonti
- ENEA: Solo freddo e pompe di calore
- EUR-Lex: Regolamento delegato (UE) n. 626/2011, etichettatura energetica dei condizionatori d’aria
- ARERA: Elettricità, Maggior Tutela +37,3% nel IV trimestre 2026 per i clienti vulnerabili
- Daikin: Manuale d’uso climatizzatore FTXF-E
- ENEA: Raffrescamento, consigli d’uso
