Scambiare casa con Homelink: Habitante viaggiatore nel mondo intervista Giovanni Pujatti

Continua la nostra rubrica di approfondimento sullo scambio casa.
Questa settimana Habitante ha incontrato Giovanni Pujatti di HomeLink Italia, uno dei siti web più utilizzati per lo scambio casa.

Lo scambio casa è un modo alternativo di viaggiare. Che cos’è HomeLink e come funziona lo scambio casa?

HomeLink è la prima associazione che abbia mai promosso lo scambio casa. Abbiamo iniziato nel 1953 in America e dal quel momento cerchiamo di coinvolgere sempre più persone in tutto il mondo. 

Il principio alla base di questo favoloso modo di scoprire il mondo è semplice: io offro qualcosa a qualcuno e questa persona ricambia a sua volta.
Lo scambio può riguardare case, stanze, appartamenti in affitto ma non solo. È possibile infatti anche ospitare. Questo può avvenire per il semplice piacere di avere gente in casa, per non lasciare incustodite le proprie abitazioni, in cambio di attenzione verso piante o animali o in cambio di alloggio.

Ad esempio, posso offrire la mia seconda casa ad una famiglia inglese che ospiterà poi mio figlio durante il suo viaggio di studio in Inghilterra.

Tutto questo può avvenire in modo simultaneo oppure no. Può sembrare complicato ma in realtà le regole principali da seguire sono 2: 

  1. Lo scambio deve essere reciproco
  2. Sono vietate le transazioni economiche tra le parti

A queste si aggiungono 10 principi per uno scambio di successo che riguardano l’attenzione alla pulizia, a lasciare spazio per gli ospiti, lenzuola pulite…insomma, quello che riguarda il buon senso quando si ospita qualcuno in casa!

Quali sono i plus di questo modo di viaggiare?

Il risparmio. È inutile nasconderlo; soggiornare in casa anziché in albergo permette di contenere i costi, cucinare in autonomia, lavarsi i panni, evitare il noleggio di auto, culle o altro per i bambini.
Voglio tuttavia sottolineare che questo aspetto, anche se suona strano, è marginale!

Scambiare casa è un modo alternativo di viaggiare e di vivere la vacanza. Come nella vita, i veri vantaggi si scoprono lentamente e si apprezzano per più tempo.

Già dopo le prime esperienze inizierete una pratica che vi fornirà un passaporto per il mondo, valido anche in Italia, che vi consentirà di capire il prossimo, aprirvi agli altri e, perché no, vivere il presente per quello che è cercando di limitare il giudizio estremo sulle cose.

Visto il periodo che viviamo trovo sia giusto soffermarsi sul valore di incontrare gli altri. Questo non vuol dire trovarsi a cena con due amici ma aprire le porte della propria casa a qualcuno che conoscete da poco, che farà altrettanto con voi, con onestà. Vi pare poco?
Pensate a come può crescere libero e con una mentalità aperta un bambino che viaggia con la propria famiglia in questo modo.

Come si sposa il concetto di sostenibilità con lo scambio casa?

Abito in un paesino in provincia di Treviso e vedo cosa accade a Venezia. Data la passione (indotta) per i viaggi ho studiato turismo per una vita e posso affermare che ha sicuramente dei lati oscuri.
Lo scambio casa invece è diverso. È un prodotto culturale! Chi viaggia in questo modo non soggiorna al villaggio alle Maldive, non caccia i leoni e generalmente evita il turismo di massa.

Un HomeLinker (come mi piace chiamarli) cerca le mete autentiche, fuori dal classico circuito turistico, ama organizzare viaggi di scoperta, visitare i piccoli paesi e apprezza le realtà locali.
Accompagnato dalla persona con cui scambia, vive come parte della comunità, partecipa alla sagra del Paese e magari anche aiuta! Utilizza i mezzi e viaggia anche fuori stagione.

Dietro allo scambio casa non c’è un fine di lucro. Non è un modo per risparmiare sull’alloggio. È uno scambio reciproco. Ci si adatta a quello che si trova. Non si pretende la neve in agosto, non si cerca per forza di mangiare Hamburger in Estonia.
In buona sostanza, quando si è ospiti in un Paese o una casa, la si apprezza  così com’è e si cerca di lasciarla bene o addirittura meglio di come la si è trovata trovata.

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Ma è sicuro scambiare casa con persone sconosciute?

Assolutamente si! Permettetemi qualche specifica: la prima cosa che ci tengo a precisare è che non si scambia con sconosciuti veri e propri. Si entra a far parte di una comunità nella quale tutti condividono lo stesso spirito. Ci si scambiano dei messaggi con altre persone e, una volta trovata la soluzione giusta si organizza lo scambio. Il dialogo è alla base di HomeLink e in generale del mondo scambio casa.

Le case e le persone che scambiano sono descritte in modo molto dettagliato quindi è difficile incappare in spiacevoli sorprese. Il sito di HomeLink inoltre prevede un sistema di recensioni che permette di valutare le inserzioni. Così è possibile vedere da quanto tempo una persona è iscritta, quanto è affidabile nel rispondere ai messaggi e quanti scambi ha fatto.
Grazie a questo sistema di recensioni, nel caso qualcuno dovesse ricevere una valutazione pessima o due negative verrebbe comunque espulso dall’associazione. 

Dal 1953 ad oggi non ci sono mai stati casi di furti o danni con dolo. Può capitare un vaso rotto o un piccolo incidente ma si trova sempre una soluzione. Volendo è possibile anche sottoscrivere un fondo di garanzia che interviene a coprire eventuali piccoli interventi.

È anche estremamente raro che qualcuno “tiri il pacco”. Può però accadere che una persona abbia organizzato uno scambio con enorme anticipo e nel mentre sia capitato qualcosa di grave a una delle due parti. In questa sfortunata ipotesi la persona si mobilita comunque per fornire un alloggio. Nei casi estremi in cui questo non fosse possibile la comunità di HomeLink interviene e si offre di ospitare la persona in difficoltà. Si parla tanto di sharing economy ma secondo me siamo in poche realtà a condividere veramente questo spirito.  

Naturalmente, in tutto questo mettiamo sempre a disposizione un rappresentante di HomeLink in ogni Paese per aiutare, consigliare e cercare di trovare sempre una soluzione.

In epoca Covid com’è cambiato lo scambio casa?

Al momento ha subito un parziale arresto. Una casa è sicuramente più sicura di un albergo ma c’è un’emergenza globale. Sono in vigore divieti di spostamento, quarantene e un clima generale che non favorisce sicuramente l’incontro tra i popoli.
Gli HomeLinker hanno comunque continuato a viaggiare ma le possibilità si sono ridotte.
Molto probabilmente con la fine della pandemia qualcosa cambierà ma non mi è dato sapere come. Se le persone avranno di nuovo voglia di scoprire, conoscere e abbattere i pregiudizi, HomeLink sarà come sempre a disposizione! 

scambiocasa HomeLink

Scambio casa: intervista a Giovanni Pujatti di HomeLink – Foto da HomeLink

Hai qualche curiosità o aneddoto da raccontare, accaduto in tutti questi anni di scambio casa?

Vi ho chiesto come pensate possa crescere un bambino che scambia casa. Beh, io lo faccio da quando avevo 3 anni. Passato il numero di 100 scambi, abbiamo smesso di contarli.
Devo quindi iniziare con un racconto “di famiglia”. Alle elementari la mia maestra volle parlare con i miei genitori a proposito di un racconto che avevo scritto.
Disse: “ho chiesto ai bambini di descrivere la loro casa e Giovanni ha scritto: la mia casa a Londra è di tre piani senza ascensore, quella in Francia ha 3 asinelli e una capra.

Ancora oggi mia madre ride per questo racconto ricordando come lo scambio di case fosse inconcepibile negli anni 80. 

Per il resto, non nascondo che mi ha colpito vedere la confezione da 1 gallone (quasi 5 litri) di latte alla fragola in un frigo americano, imparare le regole di “indovina chi?” in un’altra lingua oppure vedere i Simpson anni prima che arrivassero in Italia.

O ancora posso raccontarvi di una famiglia canadese alle prime armi: hanno rinunciato a visitare Venezia perché c’erano troppe auto. Non avevano capito che quello era il parcheggio oltre al quale solo le barche possono circolare.

Scrivendone mi rendo conto che è difficile individuare degli episodi perché in realtà fa parte della mia vita. Sono momenti normali che ho vissuto e mi hanno fatto crescere.

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo. E tu?

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Divido il mio tempo tra la mia professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che pratico fin dall’infanzia e che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. Sono un appassionato di new media con particolare riguardo alla comunicazione pubblica e istituzionale: la partecipazione, la trasparenza, la reputazione sono le aree di maggiore interesse. Ho iniziato molto tempo fa con importanti incarichi nella pubblica amministrazione, passando da progetti di consulenza e formazione in ambito pubblico sul posizionamento di nuovi servizi al cittadino alla ideazione di format culturali. Mi piace pensarmi un divulgatore di best practices nell'innovazione sociale e nel public branding. Attualmente lavoro presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca nell'Area Affari Istituzionali e Comunicazione. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.