Chi era Giorgio Rosa: ingegnere e ideatore dell’Isola delle Rose a largo di Rimini

Perché “L’incredibile storia dell’isola delle rose” di Sydney Sibilia ha destato così tanta curiosità nel pubblico e chi era Giorgio Rosa? Quando lo scorso dicembre, Netflix ha lanciato il film sulla piattaforma, la pellicola è stata da subito un successo, risultando al primo posto dei titoli più visti su Netflix Italia

L’ingegnere dell’Isola delle Rose: chi era Giorgio Rosa

Il film “L’incredibile storia dell’isola delle rose” di Sydney Sibilia ha riportato all’attenzione del pubblico, una storia in gran parte sconosciuta, soprattutto alle nuove generazioni. Prima ancora del film, la storia dell’isola è stata riportata alla cronaca da un articolo del 2008, pubblicato sul Corriere Romagna, a 40 anni dall’invasione dell’isola artificiale. Una vicenda che fino ad allora era rimasta del tutto dimenticata. Dopo questo articolo e dopo la prima intervista all’ingegner Rosa, i riflettori sono tornati ad accendersi sulla singolare vicenda di quest’isola.

Giorgio Rosa è una persona realmente esistita, un ingegnere bolognese scomparso all’età di 92 anni nel 2017. Alla fine degli anni Cinquanta quando era un giovane laureato in ingegneria meccanica ideò e progettò l’Isola delle Rose. Una piattaforma artificiale di 400 metri quadrati, posta a 500 metri oltre le acque territoriali italiane a largo della costa tra Rimini e Bellaria-Igea Marina. Una zona già all’epoca a vocazione turistico-balneare dell’Emilia Romagna.

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Perché venne distrutta la piattaforma galleggiante

La piattaforma, chiamata L’Isola delle Rose, si autoproclama nel 1968 nazione indipendente. Aveva quindi un suo governo, una sua lingua ufficiale, una moneta  propria e un servizio postale. Persino una bandiera con lo uno stemma composto da tre rose rosse. Una scelta forte che ovviamente attira l’attenzione del Governo italiano dell’epoca e del Mondo intero, che mai riconosce formalmente questa operazione.

Per le sue dimensioni l’Isola delle Rose fu di fatto una micro-nazione. Per decenni considerata alla stregua di un mero tentativo di urbanizzazione del mare per ottenere soprattutto vantaggi commerciali e turistici. Solo dopo l’articolo del 2008 si è cominciato a vedere nel tentativo di Rosa, una scelta visionaria.

Dopo alterne vicende, anche di livello internazionale, il 25 giugno del 1968 l’isola delle Rose venne sequestrata da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. In autunno il Consiglio di Stato si esprime definitivamente in favore della demolizione dell’isola. Così nel febbraio del 1969 la piattaforma viene distrutta. Il 13 febbraio 1969, sono applicati ad ogni palo della struttura 120 kg di esplosivo (1.080 kg totali). Un’operazione che non bastò a far scomparire l’isola perché dopo l’esplosione la struttura portante dell’isola rimase deformata e non cedette. Ci volle una mareggiata a fine febbraio, durata alcuni giorni, per cancellare del tutto l’Isola delle Rose dalla costa dell’Adriatico.  

Come era costruita l’isola delle Rose

Dai documenti raccolti, nelle interviste fatte a Rosa pare che negli ultimi due anni della costruzione, tra il 1967 e il 1968, l’idea della piattaforma quale polo turistico, fosse visto con interesse, da parte degli operatori della riviera romagnola. L’idea nasce comunque soprattutto, con l’ideale utopistico di avere un’isola propria. Per lo scopo il mare si rivelò concettualmente il posto giusto, tra l’altro le piattaforme petrolifere erano già molto utilizzate all’epoca. La piattaforma era fissata al fondale ed era sostenuta da nove piloni in acciaio. La struttura sovrastante era invece in muratura e legno. La costruzione non fu semplice tuttavia le varie problematiche vennero  ingegnosamente risolte da Rosa.

Come il sistema galleggiante per trasportare l’intero telaio formato da tubi vuoti o l’idea di alzare il fondale marino con un sistema di dragaggio. Ma soprattutto il fatto che per effettuare i sopralluoghi utilizza un natante da lui stesso costruito usando il motore di una Fiat 500. La costruzione è quella che si potrebbe chiamare oggi un’architettura galleggiante.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Dopo questo episodio il Governo Italiano decise con la legge del 14 agosto 1974 n° 359, di portare il limite delle acque territoriali a 12 miglia. 
  • Sebbene la maggior parte degli elementi raccontati nel film appartengono alla realtà altri sono pura finzione cinematografica. Come il personaggio dell’amico Maurizio Orlandini o la testimonianza di Rosa al Consiglio d’Europa, a Strasburgo. I ricorsi furono al Consiglio di Stato e vennero persi. Anche le feste raccontate nel film sono finte. Nei 55 giorni di esistenza non furono in molti a salire sull’Isola delle Rose, anche Giorgio Rosa vi si recava di rado. Ci si era stabilito solo il custode e una giovane coppia di Rimini che doveva allestire il bar, i negozi e l’ufficio postale.

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