In Danimarca due isole artificiali per produrre energia elettrica

Alcuni anni fa la Danimarca ha varato un piano energetico che prevede di arrivare a produrre elettricità al 100% rinnovabile entro il 2030. Inoltre, entro il 2050 vuole raggiungere l’indipendenza energetica, per liberarsi dai combustibili fossili. Infatti, il governo ha annullato tutte le nuove licenze per l’estrazione di idrocarburi nel Mare del Nord. Grazie a un voto parlamentare trasversale, nel giugno del 2020 in Danimarca è stato approvato un progetto per la costruzione di due isole artificiali per produrre energia elettrica sfruttando il vento in mare aperto.

La costruzione delle isole per l’energia in Danimarca

Le tecnologie per sviluppare soluzioni innovative nel campo della transizione energetica esistono e l’attenzione alla tutela ambientale è sempre possibile.

Infatti, il governo danese ha dato il suo consenso alla realizzazione di due isole artificiali che ospiteranno 200 turbine eoliche. Queste, sfruttando il vento in mare aperto, alimenteranno 3 milioni di famiglie.

Tutto ciò è stato concepito all’interno del piano infrastrutturale più grande e ambizioso della storia della Danimarca. Una delle due piattaforme sorgerà vicino all’isola di Bornholm, nel mar Baltico, a una quarantina di chilometri dalle coste svedesi. Mentre l’altra sarà costruita nel mare del Nord, a ovest della penisola dello Jutland, a circa 80 chilometri dalla costa. Inoltre, il governo ha annunciato che presto inizieranno le ispezioni preliminari per la costruzione dell’isola più grande mai realizzata prima d’ora, ovvero quella nel mare del Nord.

In Danimarca le due isole artificiali per produrre energia elettrica

In Danimarca le due isole artificiali per produrre energia elettrica – shutterstock foto di Todamo

Il progetto sostenibile della Danimarca

La Danimarca è uno dei primi paesi dell’Unione Europea a sfruttare l’energia eolica e a sviluppare questo settore con un’ampia produzione di energia elettrica ricavata da fonti eoliche installate a distanza dalle coste. Non a caso, si stima che l’isola per l’energia di Bornholm dovrebbe produrre circa 2 gigawatt. Mentre quella del mare del Nord, dovrebbe riuscire a raggiungere una produzione di 10 gigawatt.

In questo modo la Danimarca assume una posizione avanguardista nel settore dell’eolico offshore. Pertanto, è diventata un Paese da prendere come punto di riferimento. Gli studi e i progetti per la realizzazione degli impianti dovrebbero essere completati nel 2024 per entrare in funzione nel 2030. Il progetto costerà in totale 210 miliardi di corone danesi, ovvero circa 28 miliardi di euro. Data la sua grandezza e complessità, lo Stato avrà la maggioranza della proprietà delle isole, mentre il resto sarà di diverse società private.

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La transizione ecologica della Danimarca

Come da disposizioni Europee, il governo scandinavo ha messo i temi ambientali al centro della propria politica. La Danimarca si impegna a realizzare una vera e propria transizione ecologica. Infatti, punta a raggiungere entro il 2050 la cosiddetta neutralità climatica a emissioni zero, cioè l’equilibrio tra emissioni e assorbimento di anidride carbonica. Confermando così, il suo impegno per la tutela dell’ambiente anche per la mancata approvazione di nuove concessioni per la ricerca di giacimenti di petrolio e di gas naturale nel mare del Nord.

Dal 2050 non si estrarranno idrocarburi dai fondali marini. Notizia che si spera serva a convincere altri Paesi europei. La volontà della Danimarca è esemplare e la scelta di rinunciare al petrolio è unica nel suo genere, in quanto prevede investimenti sul lungo periodo e cambiamenti difficilmente attuabili. Le politiche climatiche sono concentrate su alternative verdi accompagnate da strategie mirate alla produzione di energia pulita.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Per raggiungere gli obiettivi che l’Italia si è data nel Piano Nazionale per l’energia e il clima per il 2030, l’apporto dell’eolico dovrebbe essere di circa cinque volte l’attuale quota installata.
  • La Danimarca si era impegnata a ridurre le proprie emissioni inquinanti già nel 1990, mentre nel 2019 aveva approvato una legge sul clima che prevedeva di ridurle del 70% entro il 2030.
  • Le isole energetiche, oltre a distribuire l’elettricità generata dalle pale eoliche, ospiteranno anche impianti per la produzione di idrogeno green che servirà come carburante pulito per navi, aerei, veicoli da trasporto pesante e macchinari industriali.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.