Accumulare libri senza mai leggerli: che cos’è il tsundoku

L’arte di accumulare libri senza mai leggerli ha un nome: tsundoku. Scopriamo di più su questa pratica.

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Accumulare libri: cos’è il Tsundoku

Tsundoku è una parola giapponese scelta per indicare l’accumulo di libri che non vengono letti, lasciandoli ammassati sugli scaffali della libreria, sul comodino o in qualunque punto della casa. Si tratta di un termine gergale che risale all’era Meiji che associa i kanji tsunde (impilare), oku (lasciarlo lì) e dokusho (leggere libri). In quel periodo, anche in Inghilterra venne descritto un fenomeno simile dal chierico e bibliografo Thomas Frognall Dibdin. Scrisse il testo Bibliomania, or Book Madness: A Bibliographical Romance per spiegare una “nevrosi immaginaria” che spinge a raccogliere ossessivamente libri di ogni genere per collezionare libri unici o prime edizioni. La Bibliomania però è stata collegata a una pseudo malattia; il Tsundoku invece conserva il lato più divertente dello shopping compulsivo di libri e nasconde la volontà di volerli leggere per davvero.

Un fenomeno unico

Impossibile quindi provare a trovare il corrispettivo di tsundoku in italiano. Ora infatti, è un neologismo all’interno del nostro vocabolario. Se per chi soffre di bibliomania, per questi “compratori anonimi di libri”, vittime di un disturbo che può avere ripercussioni a livello psicologico ma anche economico, ci sono dei veri e propri supporti e dei consigli per combattere il collezionismo fisico, per il tsundoku non è così. Si ha voglia infatti di leggere, solo che per qualche motivo non lo si fa mai.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nel 2019 sono stati venduti 90,1 milioni di libri vari in Italia, realizzando 1,422 miliardi di ricavati. Inoltre, secondo l’Istat, il valore assoluto delle copie stampate in Italia sarebbe di 192 milioni.

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