Habitante a tavola: il grano marino, un super-food ecosostenibile

Fonte di proteine, ricco di omega 6 e 9, una pianta che cresce in modo del tutto naturale ed è in grado di creare biodiversità intorno a sé. Queste sono solo alcune delle caratteristiche positive del grano marino. Conosciamo meglio quello che è stato definito un super-food ecosostenibile.

Il grano marino: un super-food ecosostenibile

Conosciuto anche come riso di mare, questo super-food, appellativo usato per indicare i cibi che presentano una serie di capacità benefiche per la salute, viene prodotto da alcune piante acquatiche appartenenti alla famiglia delle fanerogame marine e della specie Zostera marina. Non si tratta di alghe ma di vere e proprie piante dotate di tutti gli elementi distintivi quali radici, steli, rizomi, fiori, semi e così via. L’aspetto ricorda molto quello del riso coltivato in risaia. Tra le foglie della Zostera si nascondono una sorta di grappoli con piccoli chicchi commestibili dall’enorme potenziale nutritivo.

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Quali sono le proprietà dei chicchi di Zostera?

Da uno studio comparativo con altri cinque cereali comunemente in commercio, ovvero riso, orzo, grano, avena e mais, è emerso quanto segue. Il grano marino presenta rispetto agli altri cereali:

  • una maggiore quantità di proteine ad alto valore biologico, pari al 13% in più;
  • contiene più carboidrati, nel dettaglio l’82% di cui circa il 50% è amido;
  • sono presenti la vitamine A e la vitamina E, non presenti in nessun altro tipo di cereale;
  • contiene alte concentrazioni di vitamine del gruppo B;
  • è una buona fonte anche di acidi grassi essenziali, quali gli Omega 6 e 9;
  • sono presenti amminoacidi assenti in altri cereali;
  • il riso di mare è privo di glutine.

Queste caratteristiche fanno del grano marino un alimento dalle qualità eccezionali e inimitabili che lo rendono l’ingrediente perfetto in una dieta sana ed equilibrata.

Grano marino

Habitante a tavola: il grano marino, un super-food ecosostenibile – SHUTTERSTOCK di BongkarnGraphic

Perché è considerato un alimento sostenibile?

A rendere il riso di mare un potenziale cibo del futuro non sono solo le sue ottime qualità nutrizionali ma anche la possibilità di coltivarlo nel rispetto dell’ambiente. Considerando che il 71% del pianeta è costituito da acqua, e che il 97,5% di essa è salata, vien da sé che una pianta come quella del grano marino, in grado di crescere e fiorire completamente immersa in tale habitat, può costituire una vera e propria svolta e aprire la strada a una coltivazione innovativa e sostenibile. La Zostera marina è una pianta perenne questo implica che non è necessario piantare nuove colture ogni anno. Ha un’altissima produttività a fronte di una bassissima manutenzione, difatti non ha bisogno di fertilizzanti o pesticidi per crescere. Inoltre gli scienziati affermano che questa pianta è in grado di assorbire anidride carbonica 35 volte più rapidamente della foresta pluviale amazzonica. Tutto questo rende il grano marino un super-food ecosostenibile.

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Chi ha scoperto il grano marino?

Lo scopritore del grano marino è lo chef Ángel León, titolare del ristorante Aponiente, al Puerto de Santa Maria di Cadice, in Spagna. Da anni al centro della scena internazionale per le sue scoperte, in fatto di cibo, davvero innovative come lo zucchero di mare, la mortadella di mare e anche il miele marino estratto dalla ruppia. Lo chef León è da sempre impegnato nella ricerca di alimenti alternativi e sostenibili che possano essere in grado di garantire la sopravvivenza di una popolazione in continuo aumento e diventare così i nuovi cibi del futuro.

León ha affermato di aver trovato un articolo scientifico, datato 1973 e pubblicato su Science, in cui era documenta la dieta dei Seri, una popolazione del Messico. Proprio in questo articolo si parla del grano marino che, quindi, era già stato studiato ma di cui nessuno aveva mai tentato la coltivazione. Cosa che lo chef spagnolo insieme all’Università di Cadice decide di fare. Sono state studiate le condizioni di crescita ideali per la pianta e per la prima volta nelle acque salate di un estuario a breve distanza da Aponiente, nel Parco Naturale della Baia di Cadice, si è riusciti a coltivare questa pianta marina in circostanze controllate. Dal punto di vista culinario il chicco si presenta denso e sodo e ha un sapore particolarmente aromatico e iodato.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo alcuni dati divulgati dal WWF sostituire anche solo un pasto alla settimana di carne con un alimento sostenibile potrebbe far risparmiare 190 chilogrammi di anidride carbonica ogni anno.

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Biologa