Bonus mobili 2026: come funziona e cosa comprare entro il 31 dicembre

Divano verde scuro con cuscini a righe in un soggiorno

Articolo aggiornato al 18 ottobre 2026. Chi ha avviato lavori in casa dal 2025 ha tempo fino al 31 dicembre per sfruttare il bonus mobili 2026 su divano, letto, cucina o lavatrice nuova: dopo quella data, con la legge di oggi, l’agevolazione si ferma.

Il bonus mobili 2026 è una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati a un immobile in ristrutturazione, calcolata su una spesa massima di 5.000 euro (trasporto e montaggio compresi) e recuperata in dieci rate annuali di pari importo. Spetta a chi acquista entro il 31 dicembre 2026 e ha avviato un intervento di recupero edilizio dal 1° gennaio 2025 in poi. In pratica, su 5.000 euro di arredi si recuperano 2.500 euro, cioè 250 euro l’anno per dieci anni.

In sintesi

  • Detrazione del 50% su massimo 5.000 euro per unità immobiliare, in dieci quote annuali.
  • Acquisti entro il 31 dicembre 2026, lavori di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio 2025.
  • Elettrodomestici: almeno classe A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori.
  • Pagamento con bonifico (anche ordinario) o carta; niente contanti né assegni.
  • Per il 2027 la legge in vigore non prevede alcuna proroga.

Come funziona il bonus mobili 2026 e quanto si detrae?

Si detrae la metà della spesa, fino a un tetto di 5.000 euro, indipendentemente da quanto costano i lavori di ristrutturazione. La proroga arriva dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026): il comma 22 dell’articolo 1 ha esteso al 2026 l’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 63/2013, come si legge nel testo della legge di bilancio 2026 su Normattiva. Aliquota e tetto restano gli stessi del 2025.

Voce Regola per il 2026
Aliquota 50% della spesa
Spesa massima 5.000 euro, comprese spese di trasporto e montaggio
Ripartizione Dieci quote annuali di pari importo
Scadenza acquisti 31 dicembre 2026
Lavori collegati Recupero edilizio iniziato dal 1° gennaio 2025
Riferimento del tetto Singola unità immobiliare con le pertinenze, o parte comune ristrutturata

Il tetto vale per ogni unità immobiliare ristrutturata: chi esegue lavori su due appartamenti ha diritto al bonus due volte. Se però la ristrutturazione divide un alloggio in due o ne unisce due in uno, contano le unità censite in catasto all’inizio dei lavori, non quelle che risultano alla fine.

Attenzione a quanto hai già detratto nel 2025

Se i lavori sono iniziati nel 2025 e in quell’anno hai già comprato mobili portandoli in detrazione, il tetto del 2026 si riduce di quella cifra. Lo spiega la pagina della guida dell’Agenzia delle Entrate sul bonus mobili ed elettrodomestici (aggiornata a gennaio 2026), con un esempio: 3.000 euro di arredi detratti l’anno prima lasciano spazio, l’anno dopo, a soli 2.000 euro di spesa agevolata. Chi ha già raggiunto i 5.000 euro nel 2025 per lo stesso intervento non ha più margine.

Quali lavori danno diritto al bonus mobili?

Serve un intervento di recupero del patrimonio edilizio che dia diritto alla detrazione per le ristrutturazioni, iniziato prima dell’acquisto dei mobili. Non conta che i lavori siano pagati prima degli arredi: conta che la data di inizio lavori preceda quella dell’acquisto. Per dimostrarla bastano il titolo abilitativo, la comunicazione preventiva all’Asl quando è obbligatoria oppure, per i lavori che non richiedono pratiche, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Sui singoli appartamenti valgono la manutenzione straordinaria, il restauro e risanamento conservativo e la ristrutturazione edilizia. Tra gli esempi indicati dall’Agenzia delle Entrate: rifacimento del bagno, costruzione di una scala interna, sostituzione dei tramezzi senza cambiare la tipologia dell’alloggio, sostituzione degli infissi esterni con modifica di materiale o tipologia, installazione di una stufa a pellet. Il bonus spetta anche a chi fruisce del sismabonus.

Lavori che non bastano

  • Manutenzione ordinaria nel tuo appartamento: tinteggiatura, sostituzione dei pavimenti, cambio degli infissi esterni senza modifiche, rifacimento degli intonaci interni.
  • Interventi con l’ecobonus: chi detrae lavori di riqualificazione energetica (pannelli solari, impianti di climatizzazione invernale, efficientamento dell’edificio) non può chiedere il bonus mobili.
  • Caldaie a combustibili fossili: dal 1° gennaio 2025 la loro sostituzione o nuova installazione non è più detraibile e quindi non apre la strada al bonus.
  • Box e posti auto pertinenziali: non sono collegabili al bonus mobili.

Un caso che genera spesso confusione riguarda il condominio. Lavori sulle parti comuni, come un rifacimento della facciata condominiale, danno diritto al bonus solo per arredare le parti comuni stesse (guardiola, alloggio del portiere, lavatoi), ciascun condomino per la sua quota. Non coprono i mobili per il tuo appartamento.

Frigorifero in acciaio in una cucina moderna
Con il bonus si possono acquistare anche grandi elettrodomestici, rispettando le classi energetiche minime. Foto di Naomi Hébert su Unsplash

Cosa si può comprare con il bonus mobili ed elettrodomestici?

Si possono comprare mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi, anche per una stanza diversa da quella in cui si sono fatti i lavori, purché nello stesso immobile. L’elenco dell’area tematica dell’Agenzia delle Entrate dedicata al bonus e della relativa guida è questo.

Categoria Ammessi Esclusi
Mobili Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione Porte, pavimentazioni (anche il parquet), tende e tendaggi, altri complementi d’arredo
Grandi elettrodomestici Frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, asciugatrici, lavastoviglie, piani cottura, forni e microonde, stufe e radiatori elettrici, ventilatori elettrici, condizionatori Apparecchi usati e apparecchi che non rientrano tra i grandi elettrodomestici
Classe energetica minima Forni: A. Lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie: E. Frigoriferi e congelatori: F Modelli sotto la soglia, se l’etichetta è obbligatoria
Servizi Trasporto e montaggio dei beni agevolati Altri servizi non sono citati dalla guida

Gli elettrodomestici senza etichetta energetica sono ammessi solo se per quel prodotto l’etichetta non è ancora obbligatoria. Prima di scegliere, vale la pena controllare la classe: la nostra guida all’acquisto della lavastoviglie spiega come leggere l’etichetta, mentre la panoramica sui produttori italiani di lavatrici aiuta a orientarsi tra i marchi. Se stai arredando da zero, la lista delle cose da comprare per una casa nuova è utile per separare ciò che rientra nel bonus da ciò che resta fuori, come tende e piccoli complementi. Sono validi anche gli acquisti fatti all’estero, con la stessa documentazione e lo stesso tipo di pagamento.

Terminale di pagamento con ricevuta stampata
Il pagamento va fatto con mezzi tracciabili e le ricevute vanno conservate. Foto di Towfiqu barbhuiya su Unsplash

Come si paga e quali documenti vanno conservati?

Si paga con bonifico o con carta di debito o di credito; contanti, assegni e altri mezzi fanno perdere la detrazione. A differenza dei lavori edili, non serve il bonifico “parlante” con ritenuta predisposto da banche e Poste per le ristrutturazioni: va bene un bonifico ordinario. Con la carta, la data della spesa è quella in cui la usi (riportata sulla ricevuta), non quella dell’addebito sul conto. Per un acquisto a fine dicembre è un dettaglio che decide l’anno.

Il bonus resta valido anche con un finanziamento a rate, a patto che la società finanziaria paghi il venditore con bonifico o carta e che tu conservi copia della ricevuta: in questo caso l’anno della spesa è quello del pagamento della finanziaria. Da tenere in una cartella, insieme ai documenti dei lavori:

  • ricevuta del bonifico o della transazione con carta;
  • documentazione dell’addebito sul conto corrente;
  • fatture con natura, qualità e quantità dei beni (lo scontrino con il tuo codice fiscale e la descrizione dei beni vale come fattura);
  • documentazione della classe energetica degli elettrodomestici, o una dichiarazione che per quel prodotto l’etichetta non è obbligatoria.

Forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici vanno comunicati all’ENEA tramite il portale del bonus casa. Secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019) la comunicazione mancata o tardiva non fa perdere la detrazione, ma conviene farla. La spesa si indica poi nella dichiarazione dei redditi, con il modello 730 o Redditi persone fisiche.

Quali errori fanno perdere il bonus mobili?

L’errore più comune è intestare spese diverse a persone diverse. Il bonus spetta solo a chi detrae le spese di ristrutturazione: se i lavori li ha pagati un coniuge e i mobili l’altro, non spetta a nessuno dei due. Gli altri inciampi ricorrenti:

  1. Comprare prima dell’inizio lavori: la data di avvio deve precedere l’acquisto.
  2. Collegare il bonus a lavori che non lo consentono: tinteggiatura o pavimenti nel proprio appartamento, ecobonus, caldaia a gas.
  3. Pagare in contanti anche solo il trasporto o il montaggio, che devono seguire le stesse regole dei beni.
  4. Dimenticare il tetto già usato nel 2025 per lo stesso intervento.
  5. Contare sugli eredi: le rate non godute non passano agli eredi né all’acquirente in caso di vendita della casa. Chi vende prima dei dieci anni continua però a detrarre le proprie quote.

Bonus mobili 2027: cosa prevede oggi la legge?

Oggi la legge non prevede alcun bonus mobili per gli acquisti del 2027. Il testo vigente dell’articolo 16 del decreto-legge 63/2013 elenca le spese sostenute negli anni dal 2022 al 2026 e si ferma lì. Senza una nuova norma, l’agevolazione termina con gli acquisti pagati entro il 31 dicembre 2026.

La manovra per il 2027 è ancora in preparazione. Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio 2027: il comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 192 riporta gli obiettivi di spesa netta e non contiene misure sui bonus per la casa. Alla data di questo aggiornamento il disegno di legge di bilancio 2027 non risulta ancora approvato dal Governo né presentato alle Camere, quindi non esiste un testo da cui ricavare una proroga del bonus mobili. Quando sarà depositato, andranno verificati tre punti: se il bonus è prorogato, con quale tetto di spesa e da quale data devono essere iniziati i lavori collegati. Le regole generali sulle detrazioni edilizie del prossimo anno sono riassunte nel nostro articolo sul bonus casa 2027 tra legge in vigore e manovra.

Cosa fare adesso se vuoi usare il bonus entro fine anno

Recupera la data di inizio dei lavori (titolo abilitativo, comunicazione all’Asl o dichiarazione sostitutiva) e verifica che sia del 2025 o del 2026 e precedente agli acquisti. Controlla chi ha pagato i lavori, perché lo stesso contribuente deve pagare i mobili. Somma quanto hai già detratto per lo stesso intervento nel 2025 e calcola il margine rimasto sui 5.000 euro. Per gli elettrodomestici, verifica la classe sull’etichetta prima di ordinare. Paga con bonifico o carta entro il 31 dicembre, chiedi fattura o scontrino con il tuo codice fiscale e la descrizione dei beni, e invia all’ENEA la comunicazione per gli elettrodomestici previsti. Se il caso è particolare (più proprietari, condominio, finanziamento), un confronto con il commercialista prima dell’acquisto evita sorprese in dichiarazione.

Fonti

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