Candy, Indesit, Hotpoint, Ignis, Zanussi, Smeg: molti dei marchi di lavatrici più diffusi nelle case italiane sono nati in Italia, ma oggi appartengono quasi tutti a gruppi stranieri e solo una parte delle lavatrici si produce ancora qui. Ecco chi è chi, dove si fabbricano nel 2026 e cosa guardare quando se ne compra una.
Articolo aggiornato a ottobre 2026
Per decenni l’Italia è stata uno dei grandi produttori europei di elettrodomestici: tra la Brianza, le Marche e il Friuli sono nati marchi che hanno portato la lavatrice in milioni di case. Oggi il quadro è cambiato. Le marche di lavatrici italiane esistono ancora, ma dietro quasi tutte ci sono multinazionali cinesi, turche, svedesi o statunitensi, e il marchio non dice più dove l’apparecchio è stato costruito. La redazione ha messo in ordine storia, proprietà attuale e stabilimenti, insieme ai criteri per scegliere bene.
In sintesi
- Le principali marche di lavatrici nate in Italia sono Candy, Indesit, Hotpoint (ex Ariston), Ignis, Zanussi, Rex e Smeg.
- Candy appartiene alla cinese Haier, Indesit, Hotpoint e Ignis a Beko Europe (Arçelik e Whirlpool), Zanussi e Rex alla svedese Electrolux; Smeg è ancora della famiglia fondatrice.
- A giugno 2025 si è chiusa la produzione di lavatrici Candy a Brugherio, dopo circa ottant’anni.
- In Italia si producono ancora lavatrici a Porcia (Pordenone, Electrolux) e lavasciuga e modelli da incasso di fascia alta a Comunanza (Ascoli Piceno, Beko Europe).
- Per scegliere conta l’etichetta energetica in vigore dal 2021: classi da A a G, consumo per 100 cicli, acqua, rumore e classe di centrifuga.
Quali sono le marche di lavatrici italiane
La tabella riassume i marchi nati in Italia e il gruppo a cui appartengono oggi.
| Marca | Origine | Proprietà oggi |
|---|---|---|
| Candy | Brianza, prime lavatrici nel 1945 | Haier (Cina), dal 2019 |
| Indesit | Marchio del gruppo Merloni, nato nel 1975 | Beko Europe, dal 2024 (Whirlpool dal 2014) |
| Hotpoint | Erede del marchio Ariston del gruppo Merloni | Beko Europe |
| Ignis | Comerio (Varese), fondata da Giovanni Borghi nel 1943 | Beko Europe |
| Zanussi | Pordenone, 1916 | Electrolux (Svezia), dal 1984 |
| Rex | Marchio nato in casa Zanussi | Electrolux |
| Smeg | Guastalla (Reggio Emilia), 1948 | Famiglia fondatrice |
Candy
È il marchio più legato all’idea di lavatrice italiana: le prime Candy risalgono al 1945, quando la famiglia Fumagalli cominciò a produrle in Brianza, e per decenni il nome è stato quasi sinonimo dell’elettrodomestico. Nel corso degli anni il gruppo ha acquisito altri marchi, tra cui Hoover in Europa. Tra il 2018 e il 2019 Candy è passata alla cinese Haier, che il 30 giugno 2025 ha chiuso la produzione di lavatrici nello storico stabilimento di Brugherio, avviandone la riconversione.
Indesit, Hotpoint e Ignis
Indesit e Ariston, oggi Hotpoint, sono i marchi del gruppo fondato dalla famiglia Merloni nelle Marche, che per anni ha fatto di Fabriano una capitale dell’elettrodomestico. Nel 2014 il gruppo è passato all’americana Whirlpool, che già possedeva Ignis, il marchio fondato da Giovanni Borghi a Comerio, in provincia di Varese. Nel 2024 le attività europee di Whirlpool sono confluite in Beko Europe, società controllata dalla turca Arçelik con una quota di minoranza di Whirlpool. Non va confuso con Ariston Group, l’azienda italiana di caldaie e scaldabagni, che ha la stessa origine ma non produce lavatrici.
Zanussi e Rex
Fondata a Pordenone nel 1916, Zanussi è stata nel dopoguerra uno dei più grandi produttori italiani di elettrodomestici. Dal 1984 fa parte della svedese Electrolux, che usa ancora i marchi Zanussi e Rex in Italia accanto a Electrolux e AEG.
Smeg
Smeg, nata nel 1948 a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, è l’unico grande marchio della lista rimasto di proprietà della famiglia fondatrice. È conosciuta soprattutto per il design, dai frigoriferi in stile anni Cinquanta alle cucine, e ha in gamma anche lavatrici e asciugatrici.

Quali lavatrici sono prodotte in Italia nel 2026
Un marchio italiano non garantisce una lavatrice prodotta in Italia, e viceversa. Oggi gli stabilimenti italiani che producono lavatrici sono pochi. A Porcia, in provincia di Pordenone, Electrolux fabbrica lavatrici per i propri marchi; a settembre 2026 il gruppo ha presentato un piano con 463 esuberi nello stabilimento, ancora in discussione al ministero delle Imprese. A Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno, Beko Europe produce lavasciuga e combinazioni da incasso di fascia alta, secondo l’accordo firmato con il governo e i sindacati nell’aprile 2025.
Per sapere dove è stata costruita una lavatrice bisogna guardare l’indicazione del paese di produzione sull’imballo, sulla targhetta dell’apparecchio o nella scheda tecnica del venditore, e chiedere conferma al negozio prima dell’acquisto.
Come scegliere una lavatrice
Dal 1° marzo 2021 lavatrici e lavasciuga hanno una nuova etichetta energetica europea, con classi da A a G al posto delle vecchie A+, A++ e A+++. L’etichetta indica il consumo di energia per 100 cicli del programma eco 40-60, il consumo d’acqua per ciclo, la durata del programma, la capacità massima in chili, la classe di efficienza della centrifuga, da A a G, e la rumorosità in decibel con una classe da A a D. Il codice QR rimanda alla scheda completa nella banca dati europea EPREL.
La capacità va scelta sulle abitudini di casa: 6-7 chili bastano in genere per una o due persone, 8-9 chili per una famiglia di tre o quattro, oltre i 9 chili per famiglie numerose o per chi lava spesso piumoni e coperte. In bagni e lavanderie piccole possono essere utili i modelli slim, meno profondi, o quelli a carica dall’alto, più stretti. Il motore inverter è in genere più silenzioso e durevole, mentre programmi rapidi, partenza ritardata e opzioni vapore sono comodità da valutare in base all’uso. Chi ha poco spazio può considerare una lavasciuga.
Come far durare di più la lavatrice
Una lavatrice dura in media una decina d’anni, ma la manutenzione fa molta differenza. Conviene pulire ogni mese il filtro della pompa, il cassetto del detersivo e la guarnizione dell’oblò, lasciare lo sportello socchiuso dopo il lavaggio, fare periodicamente un ciclo a vuoto ad alta temperatura e non sovraccaricare il cestello. Nelle zone con acqua molto dura un anticalcare aiuta a proteggere la resistenza. Se l’ammorbidente resta nella vaschetta il problema è spesso un sifone intasato, come spiegato nella guida sul perché la lavatrice non prende l’ammorbidente; se l’acqua non scarica, il guaio può essere nei tubi di scarico nel muro.
Per lavare bene servono anche le informazioni giuste: la guida ai simboli di lavaggio aiuta a leggere le etichette dei capi, e chi usa anche l’asciugatrice può sciogliere il dubbio se l’ammorbidente rovina l’asciugatrice.
Domande frequenti
Quali sono le marche di lavatrici italiane?
Le principali sono Candy, Indesit, Hotpoint (ex Ariston), Ignis, Zanussi, Rex e Smeg. Sono nate in Italia, ma solo Smeg è ancora di proprietà italiana.
Quali lavatrici sono prodotte in Italia?
Nel 2026 si producono lavatrici a Porcia (Pordenone) negli stabilimenti Electrolux e lavasciuga e modelli da incasso di fascia alta a Comunanza (Ascoli Piceno) negli stabilimenti Beko Europe. Il paese di produzione va sempre verificato sul singolo modello.
Candy è ancora un’azienda italiana?
No, dal 2019 appartiene alla cinese Haier. A giugno 2025 è terminata la produzione di lavatrici nello stabilimento di Brugherio.
Indesit è italiana?
Il marchio è nato in Italia nel 1975 con il gruppo Merloni, è passato a Whirlpool nel 2014 e dal 2024 fa parte di Beko Europe, controllata dalla turca Arçelik.
Qual è la classe energetica migliore per una lavatrice?
Con l’etichetta in vigore dal 2021 la classe migliore è la A. Oltre alla classe conviene confrontare il consumo in kWh per 100 cicli, il consumo d’acqua e la rumorosità.
