Temperatura ideale in casa d’inverno: quanti gradi, stanza per stanza

Termostato digitale rotondo montato a parete

Con i termosifoni già ripartiti in molte città italiane e gli altri pronti ad accendersi a inizio novembre, la domanda torna puntuale in ogni famiglia: a quanti gradi va tenuto il termostato? Trovare la temperatura ideale in casa significa stare bene senza pagare calore che nessuno sente, e la risposta cambia da una stanza all’altra.

La temperatura ideale in casa d’inverno, per la maggior parte delle persone, sta intorno ai 19-20 °C nelle stanze in cui si vive. ENEA ricorda che 19 °C bastano per il comfort, la legge fissa per le abitazioni un tetto di 20 °C con 2 gradi di tolleranza e l’Organizzazione mondiale della sanità indica 18 °C come soglia minima sicura per la popolazione generale. Le camere da letto possono stare più fresche, il bagno un po’ più caldo, mentre neonati, anziani e persone con malattie croniche hanno bisogno di qualche attenzione in più.

In sintesi

  • Zona giorno: 19-20 °C. Secondo ENEA 19 °C garantiscono il comfort necessario.
  • Limite di legge per le abitazioni (DPR 74/2013): media di 20 °C più 2 di tolleranza.
  • Minimo consigliato dall’OMS: 18 °C, di più per anziani, bambini e malati cronici.
  • Camera da letto più fresca (16-18 °C), cameretta del neonato intorno ai 20 °C.
  • Umidità relativa tra 40% e 70% con 19 °C interni, secondo ENEA.
  • Ogni grado in meno può far risparmiare fino al 10% di combustibile.

Qual è la temperatura ideale in casa d’inverno?

Per le stanze in cui si passa la giornata, soggiorno e studio in testa, il valore di riferimento è 19 °C, con la possibilità di arrivare a 20 °C se in casa ci sono persone che sentono più freddo. È la cifra su cui convergono le fonti istituzionali: ENEA, nei suoi dieci consigli per la stagione dei riscaldamenti, scrive che bastano 19 °C per garantire il comfort necessario, mentre l’Agenzia federale tedesca per l’ambiente suggerisce di non superare i 20 °C nella zona giorno.

Il limite inferiore riguarda invece la salute. Nelle linee guida dell’OMS su casa e salute del 2018, il capitolo dedicato alle basse temperature interne propone 18 °C come temperatura sicura ed equilibrata per proteggere la popolazione generale nei mesi freddi, con una raccomandazione definita forte. Lo stesso documento precisa che per anziani, bambini e persone con malattie croniche, in particolare cardiache e respiratorie, può servire un minimo più alto.

La forchetta utile, quindi, va da 18 a 20 °C. Dentro questa fascia la scelta dipende da come è fatta la casa (muri freddi e finestre vecchie danno una sensazione di freddo anche con il termometro a 20), da cosa si fa in quella stanza e da chi ci vive.

Quanti gradi si possono tenere in casa per legge?

Il riferimento è il DPR 16 aprile 2013, n. 74, articolo 3: durante il riscaldamento invernale la media ponderata delle temperature dell’aria nei singoli ambienti riscaldati di ogni unità immobiliare non deve superare 20 °C più 2 °C di tolleranza per le abitazioni (18 °C più 2 per gli edifici industriali e artigianali). Non si tratta quindi di un limite stanza per stanza: il bagno può essere più caldo del corridoio, purché la media resti nei limiti. La riduzione di un grado decisa per la stagione 2022-2023, ricordata nel vademecum ENEA di quell’anno, era temporanea. Date di accensione e ore massime cambiano invece in base alla zona climatica: le trovi nella nostra guida all’accensione del riscaldamento 2026 per zona climatica.

Soggiorno arredato con caminetto e luce naturale
Il soggiorno è la stanza dove si passa più tempo e richiede la temperatura più alta. Foto di Clay Banks su Unsplash

Che temperatura tenere stanza per stanza?

In pratica: 19-20 °C in soggiorno, 18-20 °C in cucina, 16-18 °C in camera da letto e qualche grado in più in bagno solo quando lo si usa. Non esiste una tabella ufficiale italiana con un valore per ogni ambiente: le indicazioni più precise arrivano dall’Umweltbundesamt, l’Agenzia federale tedesca per l’ambiente, e dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano, che nei suoi consigli per il risparmio energetico propone una fascia per ogni stanza. Messe insieme, danno un orientamento chiaro.

Ambiente Temperatura indicativa Fonte
Soggiorno e zona giorno 19-20 °C ENEA (19 °C bastano), Umweltbundesamt (massimo 20 °C), CTCU (circa 20 °C)
Cucina 18-20 °C Umweltbundesamt (18 °C), CTCU (18-20 °C)
Camera da letto 16-18 °C Umweltbundesamt (17 °C), CTCU (16-18 °C)
Bagno 21-23 °C, nei momenti in cui si usa CTCU
Cameretta del neonato intorno ai 20 °C Ministero della Salute

La logica è semplice: più calore dove si sta fermi o ci si spoglia, meno dove ci si muove o si dorme sotto le coperte. La cucina si scalda già da sola quando forno e fornelli sono accesi, ed è per questo che può stare un paio di gradi sotto il soggiorno. Il bagno è l’unico ambiente in cui ha senso salire sopra i 20 °C, ma solo quando serve. Le stanze inutilizzate non vanno lasciate gelare (i muri freddi richiamano condensa), ma nemmeno scaldate come le altre. Per regolare ogni radiatore sul valore giusto, la guida alle valvole termostatiche e al significato dei numeri sulla manopola spiega come procedere: ENEA ricorda che su molte teste il livello 3 corrisponde a circa 20 °C e che per ottenere 19 °C basta posizionarsi poco sotto.

Letto con coperta pesante accanto a una finestra
In camera da letto bastano meno gradi, con una coperta adatta alla stagione. Foto di Bearaby su Unsplash

Quanti gradi in camera da letto di notte, e con un neonato?

Per dormire bene serve meno calore di quanto si pensi: la fascia di 16-18 °C indicata per le camere funziona per la maggior parte degli adulti, a patto di avere una coperta adeguata. Se la notte senti freddo, conviene intervenire prima sul letto che sul termostato: la guida su quanti grammi scegliere per il piumone aiuta a trovare il peso giusto per la stagione.

Con un neonato le regole cambiano. Il Ministero della Salute, nell’opuscolo sulla prevenzione della SIDS diffuso dalla Provincia autonoma di Bolzano, indica di mantenere la temperatura della stanza in cui dorme il bambino attorno ai 20 gradi e avverte che l’ambiente non deve mai essere troppo caldo. Vanno evitati anche troppi vestiti e coperte pesanti, che fanno sudare il piccolo. Più calore, in questo caso, non significa più protezione.

Per gli anziani vale l’indicazione dell’OMS: il minimo di 18 °C potrebbe non bastare, soprattutto in presenza di malattie cardiache o respiratorie. In questi casi la zona giorno a 20 °C è una scelta ragionevole, e sul valore da tenere conviene sentire il medico curante.

Che umidità ci vuole in casa d’inverno?

La temperatura da sola non basta a sentirsi bene: conta anche quanta acqua c’è nell’aria. Secondo il vademecum ENEA sull’impostazione degli impianti di riscaldamento, con 19 °C interni il tasso di umidità relativa ideale è compreso tra il 40% e il 70%. Sotto il 40% l’aria è troppo secca e favorisce la diffusione di batteri e virus; sopra il 70% si forma condensa, con il rischio di muffe. L’Umweltbundesamt aggiunge che nelle abitazioni poco o per nulla isolate, d’inverno, è meglio restare sotto il 50%.

Le due cose sono legate: abbassare troppo la temperatura in una stanza molto umida aumenta il rischio che il vapore condensi sulle pareti più fredde. Se vedi vetri appannati ogni mattina o macchie scure negli angoli, la guida su come misurare e ridurre l’umidità in casa spiega cause e rimedi.

Quanto si risparmia abbassando la temperatura di un grado?

ENEA stima che ogni grado in meno possa far risparmiare fino al 10% di combustibile. È un valore massimo, che dipende dall’isolamento dell’edificio e dal tipo di impianto, ma rende l’idea: chi passa da 22 a 20 °C in soggiorno taglia una parte visibile della bolletta senza perdere comfort reale. L’Umweltbundesamt suggerisce inoltre di abbassare la temperatura durante le assenze, a circa 18 °C se si esce per qualche ora e a 15 °C se si parte per qualche giorno. Per gli altri accorgimenti, dalla manutenzione agli orari, c’è la nostra mini guida per risparmiare sul riscaldamento.

Come si misura la temperatura giusta in casa?

Si misura con un termo-igrometro appeso nel punto giusto della stanza, perché il numero impostato sul termostato non sempre coincide con quello reale. È lo strumento che ENEA raccomanda perché misura insieme temperatura e umidità relativa (alcuni modelli segnalano anche il punto di rugiada e hanno un allarme quando l’umidità supera i limiti).

Conta molto dove lo si mette. Le indicazioni che ENEA dà per il cronotermostato valgono anche per un termometro da parete:

  • a circa 1,5 metri da terra, in posizione centrale;
  • su una parete interna, non esposta al freddo;
  • lontano da nicchie, tende, bagni e cucine;
  • ad almeno 1,2 metri da fonti di calore, al riparo dal sole diretto e dalle correnti d’aria.

Un termometro appoggiato sul termosifone o vicino alla finestra darà letture falsate, e porterà a regolare l’impianto nel modo sbagliato. Se il termostato di casa è un semplice modello acceso/spento, ENEA suggerisce di sostituirlo con un cronotermostato, che permette di programmare anche gli orari.

Quali errori fanno sprecare calore?

  • Finestre aperte a lungo o a ribalta. Per cambiare l’aria bastano pochi minuti con le finestre spalancate, da 2 a 4 volte al giorno, meglio a riscaldamento spento. Le finestre socchiuse tutto il giorno raffreddano le pareti senza rinnovare davvero l’aria.
  • Termosifoni coperti. Tende, mobili e copritermosifoni ostacolano la diffusione del calore; ENEA consiglia di lasciarli liberi.
  • Persiane aperte di notte. Abbassare tapparelle e persiane o chiudere tende pesanti riduce le dispersioni verso l’esterno.
  • Usare il termostato come acceleratore. Alzarlo a 24 °C appena si rientra non scalda la casa più in fretta, la fa solo arrivare a una temperatura più alta.
  • Scaldare allo stesso modo tutte le stanze. Corridoi, ripostigli e camere vuote possono stare diversi gradi sotto la zona giorno.

Questa sera prova a fare il giro della casa con un termo-igrometro: segna temperatura e umidità di soggiorno, camere e bagno, confrontale con la tabella e correggi una stanza alla volta, mezzo grado per volta. Se in soggiorno superi i 20 °C, abbassa; se in camera fa freddo, prova prima con il piumone; se l’umidità resta sopra il 70%, arieggia più spesso e brevemente. Dopo qualche giorno avrai trovato il tuo equilibrio, e la bolletta di gennaio te lo confermerà.

Fonti

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