Il disagio psicologico del lockdown: come gestire lo stress (buone pratiche) durante la pandemia. Intervista alla dott.sa Paola Zavagnin

Poco più di un anno fa, per la prima volta, sentivamo parlare di lockdown e iniziavamo a fare i conti con nuove abitudini di vita. Oggi ci troviamo ad affrontare nuovamente un periodo di limitazioni, legate alla nuova ondata del Covid-19. Come gestire lo stress durante questo periodo? Habitante ha incontrato la dott.sa Paola Zavagnin, psicologa, abilitata alla pratica della Mindfulness, una dei fondatori del centro di medicina e psicologia integrata conCura di Milano.

Dott.ssa Zavagnin, quali sono le principali manifestazioni di stress che questa pandemia comporta?

“Da qualche giorno quasi tutta Italia è in zona rossa, siamo praticamente in un nuovo lockdown e ci ritroviamo a dover affrontare nuove chiusure e pesanti limitazioni. L’organismo e la mente reagiscono all’emergenza e all’isolamento sociale con molta fatica e, spesso, con grande senso di smarrimento.
Soprattutto, il nostro organismo è costretto ormai da un anno a una condizione che percepiamo come innaturale, limitante e che impoverisce le nostre risorse. Una condizione fisica e psicologica che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha codificato come Pandemic Fatigue” o stress da pandemia, una vera e propria sindrome comportamentale causata dall’emergenza che si manifesta con forte stress emotivo, stanchezza e paura.
Più le notizie che arrivano dai media sono preoccupanti e la percezione che l’emergenza perdurerà a lungo si intensifica, più lo stress da pandemia aumenta.  
I sintomi che più spesso sono correlati alla Pandemic Fatigue sono:

  • Ansia
  • Agitazione 
  • Sbalzi di umore
  • Rabbia
  • Tristezza
  • Irrequietezza
  • Voglia di libertà
  • Rifiuto delle norme imposte
  • Rassegnazione
  • Passività agli eventi
  • Negazione del problema.

Si tratta di stati d’animo che provocano poi l’insorgere di disturbi, di lieve o grande entità in base alla predisposizione individuale quali: tachicardia, insonnia, capogiri, mal di testa, crisi ipertensive, perdita dell’appetito o, al contrario, aumento di peso, disturbi intestinali. In generale c’è un abbassamento delle difese immunitarie dovuto allo stress cronico. Esiste addirittura un tipo di insonnia legata alle preoccupazioni da Covid-19 che viene definita Coronasomnia.”

Come gestire quindi lo stress da Covid?

“È fondamentale fare tesoro delle strategie messe in atto durante i periodi di lockdown già vissuti e non esporsi eccessivamente alle notizie negative: informarsi è doveroso, ma senza ossessione.

Organizzare la giornata e stilare un piano di attività settimanali da fare in casa può aiutare. Ad esempio può essere utile mantenere una regolarità nell’attività fisica, anche attraverso l’ausilio di tutorial, praticare tecniche di rilassamento oppure guardare film o serie TV che consentono di staccare la spina; ascoltare musica. Fare brevi passeggiate attorno a casa, nella natura, in solitaria (come consentito dai decreti) può aiutare a liberare la mente dalla negatività diffusa  Anche coltivare le passioni è utile perché sono tutte attività che ci consentono di non rimanere a rimuginare sulle difficoltà e a rigenerare la nostra mente. E’ importante continuare a prendersi cura di sé: mangiare bene, vestirsi e non rimanere in pigiama semplicemente perché non bisogna uscire, apparecchiare con cura la tavola. Occuparsi della casa e del giardino ci aiuta a non soccombere allo stress e allo scoramento. In ogni caso quando lo stress da pandemia si manifesta con forti sintomi è necessario non sottovalutare il problema e consultare un medico.”

Tra smartworking e dad, le famiglie hanno dovuto riorganizzare spazi e tempi del proprio modo di abitare. Come possiamo gestire quindi il tempo in casa e il rapporto tra le diverse attività (lavoro, hobbies, didattica a distanza, ecc)?

“È fondamentale trovare un equilibrio e riuscire a separare tempi e spazi, creare e mantenere un ordine. Questa è una buona regola in generale ma durante un lockdown è molto più difficile da applicare: il lavoro svolto tra le quattro mura domestiche, non deve diventare la parte preponderante della vita nei momenti di lockdown, altrimenti la sindrome da stress da pandemia non farebbe altro che peggiorare per il carico da sostenere.
Soprattutto dobbiamo imparare a “separare”: non è salutare pranzare davanti al PC o rispondere a una mail di lavoro se stiamo passeggiando in giardino o in un parco. Una separazione di spazi e tempi, unita all’impegno di dedicare del tempo a noi stessi e alle persone a cui vogliamo bene non può che essere salutare per il corpo e per la mente.”

Comfort e relax con i colori anti-covid per le pareti

Fuori da questa emergenza, dott.sa Zavagnin, quali sono i suoi suggerimenti per affrontare lo stress quotidiano?

In generale lo stress deriva dal percepire che stiamo vivendo una situazione difficile. Ci sono alcuni consigli che, se seguiti, ci aiutano a contrastarlo:

  • Provare a “riformulare la situazione”: cioè cercare di capire, nella difficoltà che stiamo affrontando, che cosa possiamo imparare. 
  • Coltivare la gratitudine e la speranza: siamo molto capaci di guardare tutto quello che non va, tutto quello che non c’è nei momenti difficili. È più difficile soffermarsi su quello che, invece, c’è ed è lì per noi. Anche una cosa piccola, spesso scontata, come avere la possibilità di alzarsi e muovere le proprie gambe per raggiungere il posto che vogliamo vedere.
  • Organizzare la giornata e mantenere il più possibile uno stile di vita sano.
  • Praticare la meditazione, lo yoga, il rilassamento e in generale tutto ciò che ci aiuta a “calmare la mente”.
  • Coltivare le relazioni sociali: per quanto in questo momento siano difficili e compromesse, sforzarci di mantenere vivi i rapporti e la condivisione – telefonare alle persone a cui vogliamo bene, parlare con i vicini di casa, fare piccoli gesti di gentilezza, chiedere a qualcuno come sta – è qualcosa che nelle “zone buie” dell’esistenza” può salvarci.”

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La Mindfulness è la pratica che insegna ad affrontare la quotidianità con armonia e equilibrio, aiutando a gestire meglio le proprie sofferenze.
  • Numerose ricerche scientifiche hanno ampiamente dimostrato l’efficacia della meditazione e della mindfulness in particolare nelle tre maggiori malattie psicosomatiche del nostro tempo: lo stress, l’ansia e la depressione.
  • La letteratura scientifica riporta anche notevoli benefici derivanti dall’applicazione della mindfulness in campo oncologico.

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it

Written by

Divido il mio tempo tra la mia professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che pratico fin dall’infanzia e che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. Sono un appassionato di new media con particolare riguardo alla comunicazione pubblica e istituzionale: la partecipazione, la trasparenza, la reputazione sono le aree di maggiore interesse. Ho iniziato molto tempo fa con importanti incarichi nella pubblica amministrazione, passando da progetti di consulenza e formazione in ambito pubblico sul posizionamento di nuovi servizi al cittadino alla ideazione di format culturali. Mi piace pensarmi un divulgatore di best practices nell'innovazione sociale e nel public branding. Attualmente lavoro presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca nell'Area Affari Istituzionali e Comunicazione. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.