Dalla bioedilizia al risparmio energetico. Intervista a Rina Agostino di Fa’ la casa giusta

Anche nel settore dell’edilizia è ormai sempre più diffusa l’attenzione ai temi legati alla sostenibilità. Ma è una semplice moda o una nuova direzione in cui urge andare?
Habitante ha incontrato Rina Agostino di Fa’ la casa giusta, architetto specializzata in bioedilizia e risparmio energetico, e ha affrontato con lei questi due temi, sempre più oggetto di attenzione non solo da parte di esperti di settore.

Parliamo di Bioedilizia: è una nuova moda o una reale necessità di cambio di passo?

Magari fosse una moda, sarebbe molto più diffusa! A parte gli scherzi, la bioedilizia è una necessità ormai improrogabile, al pari di tutte le azioni che devono essere messe in campo per invertire il senso di marcia che ci sta portando inesorabilmente verso il punto di non ritorno. Lo scorso 30 luglio è stato il cosiddetto “Global Over shoot day” ovvero il giorno in cui l’umanità esaurisce le risorse annuali della Terra. E questo giorno purtroppo viene anticipato di anno in anno.

Il settore edilizio ha una responsabilità enorme da questo punto di vista, e deve quindi fare la sua parte.

Purtroppo, nel sentire comune, il termine “bioedilizia” è ormai diventato sinonimo di “case in legno”, cioè nuove costruzioni per pochi privilegiati. Ma questo è solo un modo, forse il più facile, di applicare i principi bio-edili agli edifici.

Il termine più corretto e completo in realtà è “architettura bioecologica”, che comprende:

  • Bioedilizia; utilizzo di materiali naturali, rinnovabili, a “ciclo chiuso”, cioè ecologici dalla produzione allo smaltimento, per nuove costruzioni o per ristrutturazioni.
  • Bioclimatica; utilizzo passivo delle risorse climatiche presenti in natura (sole, vento, acqua, vegetazione), attraverso la progettazione mirata di dispositivi come serre, camini solari, pergole ecc.
  • Risparmio/efficientamento energetico; isolamento termico e sistemi tecnologici a basso consumo di energia. È ottenibile anche senza bioedilizia: gli stessi edifici Casaclima o NZEB (nearly Zero Energy Building), molto spesso sono realizzati con materiali non ecologici.
  • Architettura; l’impatto anche estetico di un edificio nell’ambiente e la sua capacità di integrarsi con il paesaggio, non per forza mimetizzandosi.
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Pergola bioclimatica – foto di Rina Agostino

A proposito di risparmio energetico, ci può dare qualche consiglio per pratiche quotidiane di risparmio energetico per le nostre abitazioni?

È bene partire dal presupposto che prima di tutto sia necessario ridurre i consumi energetici il più possibile, e solo in un secondo tempo adottare sistemi tecnologici che utilizzino fonti rinnovabili (così come avrebbe più senso ridurre al minimo il consumo di plastica, prima ancora di riciclarla).

Oltre alle ormai, spero, assodate pratiche quotidiane per risparmiare elettricità e acqua, per ridurre i consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento, che sono i più pesanti in termini ambientali, è necessario concentrarsi sull’isolamento della propria abitazione: tetto, pareti, finestre (possibilmente in quest’ordine).

È possibile procedere anche per gradi, ognuno secondo le proprie possibilità e situazioni: chi abita in una casa unifamiliare dovrebbe per prima cosa isolare il tetto, o il sottotetto, perché è la superficie di maggiore dispersione del calore. Sostituire come prima cosa le finestre, magari con serramenti in pvc o alluminio, potrebbe addirittura peggiorare la situazione, perché l’umidità interna andrebbe a condensare sulle pareti non isolate e quindi fredde. Da evitare anche l’isolamento interno delle pareti, salvo casi particolari in cui sia assolutamente impossibile farlo dall’esterno e, in questo caso, mai con prodotti sintetici non traspiranti ( sarebbe come avvolgere il corpo nella pellicola per poi indossare un abito estivo).

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Consiglia l’utilizzo di materiali naturali?

L’utilizzo di materiali naturali non è solo una scelta ecologica, molto spesso infatti questi prodotti hanno anche prestazioni superiori a quelli sintetici.

Per l’isolamento del tetto ad esempio, bisogna fare molta attenzione: il polistirene, largamente usato, sebbene riesca a trattenere il calore interno durante l’inverno, non è assolutamente adatto al clima estivo, perché, essendo molto leggero, privo cioè di “massa”, non è in grado di bloccare a lungo la trasmissione del calore del sole. Molto meglio una fibra di legno, o al limite una lana di roccia.

Il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un tecnico, prima che al rivenditore/installatore. Ogni casa ha le proprie caratteristiche: zona climatica, esposizione, materiali, abitudini di chi la abita, che devono essere analizzate per poter progettare il miglior intervento possibile.

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Ampliamento di una scuola a Buccinasco, con l’utilizzo del legno – foto di Francesco Panzeri, per gentile concessione di Rina Agostino, Fa’ la casa giusta

Rina lei ha ideato e creato Fa’ la casa giusta. Di che cosa si tratta?

Falacasagiusta.com è nato come blog divulgativo sui temi a me cari, in risposta alle tante richieste di consigli tecnici sul tema casa. Oltre ad articoli pensati per “non addetti ai lavori”, si è arricchito nel tempo di brevi video da un minuto che affrontano i temi più richiesti e utili, dando informazioni concrete e pratiche. All’interno del sito è inoltre presente una mappa che aiuta a trovare tecnici e rivenditori bioedili che operano nella propria zona.
In questo momento sto lavorando anche alla costruzione di vere e proprie “squadre di lavoro” distribuite sul territorio, che possano offrire un servizio completo su questi temi.

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Realizzazione cappotto esterno con l’utilizzo di silicati di calcio – foto di Rina Agostino

Come vede il futuro più prossimo dell’architettura in Italia, anche a fronte del momento storico che stiamo vivendo?

In questo momento io vedo una spaccatura netta: da un lato i mega-progetti e le realizzazioni delle cosiddette “archistar”, e dall’altro un appiattimento verso il mero aspetto tecnico. Si realizzano case più efficienti, magari anche utilizzando materiali integralmente naturali (paglia, canapa, terra cruda), dove però l’architettura è quasi completamente svanita.
In mezzo, vi è qualche interessante eccezione, alla quale viene però dato poco risalto.

Credo comunque che sia arrivato per tutti il momento di concentrarsi sulla ristrutturazione e il recupero dell’edilizia abitativa esistente, riservando le nuove costruzioni agli edifici pubblici. Soprattutto le grandi città sono piene di immobili inutilizzati, ma non è più tempo di consumare altro suolo.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo il rapporto Assolegno 2019, l’Italia è al 4° posto in Europa per produzione di edifici prefabbricati in legno.
  • Trentino Alto Adige, Veneto e Lombardia sono le regioni con il maggior numero di case prefabbricate in legno.

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Divido il mio tempo tra la mia professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che pratico fin dall’infanzia e che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. Sono un appassionato di new media con particolare riguardo alla comunicazione pubblica e istituzionale: la partecipazione, la trasparenza, la reputazione sono le aree di maggiore interesse. Ho iniziato molto tempo fa con importanti incarichi nella pubblica amministrazione, passando da progetti di consulenza e formazione in ambito pubblico sul posizionamento di nuovi servizi al cittadino alla ideazione di format culturali. Mi piace pensarmi un divulgatore di best practices nell'innovazione sociale e nel public branding. Attualmente lavoro presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca nell'Area Affari Istituzionali e Comunicazione. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.