L’Appia Antica: candidata come patrimonio dell’umanità UNESCO

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L’Appia Antica: nuovo patrimonio dell’umanità UNESCO

Il ministero della Cultura ha designato l’Appia Antica come nuova candidata del patrimonio dell’umanità UNESCO.

L’antica strada romana “Regina Viarum

“La Regina Viarum unisce territori ricchi di uno straordinario patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico e ha le caratteristiche per divenire uno dei più grandi cammini europei”. Ministro Dario Franceschini

L’Appia Antica è una strada romana, che collegava Roma con Brindisi. Pertanto, rendeva possibili gli scambi commerciali, e non solo, con l’Oriente. Per questo era considerata dai Romani la “Regina Viarum”, la regina delle strade.

Quando, fu progettata alla fine del IV secolo a.C., rappresentava una delle più grandi opere di ingegneria civile al mondo, con un enorme impatto economico, militare ma anche culturale.

Inoltre, questa rappresentò un esempio per la progettazione di tutte le strade costruite successivamente.

Infatti, tra le novità vi era la sua larghezza, poco più di quattro metri, e il fatto che potesse essere percorsa in entrambi i sensi. Inoltre, era munita di larghi marciapiedi così consentirne il passaggio in tutta sicurezza anche a piedi.

Appia Antica UNESCO

L’Appia Antica candidata come patrimonio dell’umanità UNESCO – shutterstock foto di tilalucida

Il territorio lungo l’Appia Antica

Lungo l’Appia Antica il territorio è caratterizzato da luoghi che costituiscono già oggi un patrimonio culturale importantissimo, tra questi:

  • le antiche terme,
  • splendide ville,
  • sepolcri.

La via Appia partiva da Porta Capena, nei pressi del Circo Massimo a Roma, e proseguiva in un primo momento fino a Santa Maria Capua Vetere. E solo successivamente fino a Brindisi, seguendo una semplice linea retta.

Le caratteristiche dell’Appia Antica oggi

Oggi, quasi tutto il percorso dell’Appia Antica è scomparso. Infatti, ne restano pochi tratti percorribili nei dintorni di Roma. Questi sono divenuti meta di turismo archeologico. Non a caso, nel 2016 è nato il Parco archeologico dell’Appia Antica, che ha lo scopo di tutelare e valorizzare i monumenti antichi dell’area della Capitale e dei Comuni di Ciampino e di Marino.

Tra i luoghi più iconici e che vale la pena visitare lungo l’Appia ci sono:

  • le Terme di Caracalla,
  • il Sepolcro degli Scipioni,
  • l’Arco di Druso,
  • la Porta San Sebastiano,
  • Villa di Massenzio con il Circo di Massenzio,
  • il Mausoleo di Romolo
  • il Sepolcro dei Servili,
  • il Mausoleo di Cecilia Metella,
  • i resti della Villa dei Quintili,
  • l’Acquedotto Romano,
  • le catacombe.

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L’Appia Antica: candidata come patrimonio dell’umanità UNESCO

La candidatura dell’Appia Antica, avanzata dal ministero dei Beni culturali come patrimonio dell’umanità UNESCO, nasce da un lavoro congiunto sostenuto da:

  • 74 Comuni attraversati dalla via Appia,
  • 15 parchi,
  • 12 città,
  • 4 regioni,
  • 25 università.

Lo scopo è prima di tutto quello di tutelare quest’antica strada, ma anche di valorizzare e promuovere il sito Via Appia come itinerario turistico unico al mondo.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’Appia fu anche la prima delle grandi strade romane a prendere il nome dal magistrato che l’aveva costruita, Appio Claudio Cieco.
  • In base alla Convenzione l’UNESCO ha fino ad oggi riconosciuto un totale di 1154 siti (897 siti culturali, 218 naturali e 39 misti) presenti in 167 Paesi del mondo.
  • Attualmente l’Italia detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità 58 siti. Per l’Italia, di questi 58 siti  5 sono siti naturali (Isole Eolie, Monte San Giorgio, Dolomiti, Monte Etna, Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa). Invece, nell’ambito dei rimanenti 53 siti del Patrimonio Mondiale, 8 sono paesaggi culturali: Costiera Amalfitana, Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e Tinetto), Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con i siti archeologici di Paestum e il Centro storico di Napoli, Velia e la Certosa di Padula, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Val d’Orcia, Ville e giardini medicei in Toscana, Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.