Unesco Italia: alla scoperta di Crespi d’Adda, la città industriale

In Lombardia, nel Comune bergamasco di Capriate San Gervasio, troviamo la città industriale di Crespi d’Adda. Inserita nella Lista dei Beni del Patrimonio Unesco nel 1995, per essere considerato il villaggio operaio meglio conservato dell’Europa meridionale.

Crespi d’Adda: la richiesta d’inserimento come Patrimonio Unesco

L’inserimento della città di Crespi d’Adda come Bene Unesco è stata una richiesta di alcuni Enti locali del villaggio come tentativo per contrastare un innovativo piano urbanistico della città, proposto dal Comune, agli inizi degli anni ’90.

A seguito di una vera campagna anti modifiche del villaggio, considerato di grande valore dagli abitanti, l’Amministrazione si convince a non proseguire con il progetto e ad appoggiare la richiesta d’inserimento nella lista.

A seguito di varie verifiche e certificazioni, da parte dell’Unesco, il 5 dicembre 1995 il Villaggio operaio Crespi viene riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità per essere uno dei villaggi operai industriali al mondo, meglio conservati.

Crespi d'Adda

Unesco Italia: alla scoperta di Crespi d’Adda, la città industriale – Salvatore Chiariello per shutterstock

Le origini del Villaggio di Crespi d’Adda

Il villaggio di Crespi d’Adda ha una particolare storia. Nel 1877, il fondatore  Cristoforo Benigno Crespi sceglie l’area vicina al fiume Adda e l’acquista, con lo scopo di erigere un cotonificio. L’intento è di affiancare agli stabilimenti e alle fabbriche anche degli alloggi per gli operai e le loro famiglie.

Il progetto d’insediamento è completo di ogni struttura:

  • case per le famiglie operaie, con giardino e orto e ville per i dirigenti.
  • Chiesa: terminata nel 1893 e dedicata al Santissimo nome di Maria, è una copia del  Santuario di Santa Maria di Piazza di Busto Arsizio, città natale di Crespi.
  • Cimitero e ospedale: quest’ultimo è una piccola struttura sanitaria costruita nel 1905 dove le visite e i ricoveri erano a carico della famiglia Crespi.
  • Scuola, teatro e campo sportivo.
  • Stazione dei pompieri e altre strutture.

La città viene completata solo negli anni ’20, in presenza del figlio Silvio Benigno Crespi. Rimane in possesso della famiglia Crespi soltanto fino al 1970, periodo in cui si iniziano a vendere gli edifici (soprattutto le case) ai privati, iniziando a delineare il declino delle attività industriali.

Crespi d'Adda

Unesco Italia: alla scoperta di Crespi d’Adda, la città industriale – kemper71 per shutterstock

Le principali strutture abitative

Tra le più importanti e significative abitazioni edificate si trovano:

  • Casa Padronale: denominata anche il Castello. Residenza privata della famiglia Crespi.
  • Cascina Magna: una struttura residenziale, plurifamiliare, vicina alle case dei dirigenti.
  • Casa dirigenziale: di conformazioni asimmetriche, sono molto articolate e differenti tra loro.
  • Case operaie: dal modello plurifamiliare, si passa a singole abitazioni.

QUI una galleria d’immagini.

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La forma e le posizioni strutturali di Crespi d’Adda

La disposizione morfologica del villaggio di Crespi d’Adda è di forma geometrica regolare, in cui si presenta la strada principale che collega al paese di Capriate.

Gli edifici hanno una precisa posizione

  • fabbriche e uffici situati all’argine sinistro del fiume Adda.
  • Il resto del villaggio disposto su tre linee di conformazione rettangolare, dal lato opposto della strada.

Una caratteristica particolare del villaggio era lo stile univoco delle singole case, una diversa dall’altra, in base anche al ruolo degli operai all’interno della fabbrica. Questo offre una varietà nel paesaggio urbano.

Crespi d'Adda

Unesco Italia: alla scoperta di Crespi d’Adda, la città industriale – Luca Ponti per shutterstock

Con quali criteri è considerata Patrimonio Universale?

Considerato di un valore assoluto nell’ambito dei siti di archeologia industriale, nonché un eccezionale esempio di città aziendale, viene inserito nella World Heritage list a seguito della richiesta diretta degli abitanti di Crespi d’Adda agli uffici Unesco di Parigi. Accettata per le seguenti motivazioni:

Criterio 1: per costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana”.

Criterio 2: “essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili”.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu? 

  • L’area acquistata da Cristoforo Crespi comprendeva 85 ettari di terreno tra i comuni di Capriate e Canonica d’Adda.
  • Il Castello di Crespi è in stile tardo-romantico, di 700 metri quadri.
  • Utilizzando il sistema Edison, Crespi d’Adda è stata la prima città, in Italia, dotata di illuminazione pubblica. E nel 1892 la prima ad avere una linea telefonica privata.
  • Crespi d’Adda rientra nella lista dei 10 luoghi “diversi da tutto” a rischio di scomparire, secondo Frommer’s.

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