Il pranzo di Natale 2021 sarà più costoso per gli italiani: dati Unioncamere

Il 2021 non solo ci ha portato via tanta libertà e spensieratezza ma ci costerà parecchio anche il fatidico pranzo di Natale. Un giorno in cui tutte le famiglie si riuniscono e le nonne, le mamme rimangono incollate ai fornelli. Ebbene sì, il pranzo di Natale 2021 sarà più costoso per gli italiani: i dati Unioncamere lo confermano. Sarà una chiusura d’anno caratterizzata da rialzi dei prezzi sui prodotti agroalimentari.

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Natale 2021, i prezzi aumentano: dati Unioncamere

Il pranzo di Natale in questo difficile e diverso 2021 costerà molto di più agli italiani, lo confermano le elaborazioni Unioncamere BMTI in merito ai dati recuperati dalle Camere di Commercio. Le quali confermano una chiusura d’anno che riscontra rialzi di prezzo all’ingrosso, in particolare sui prodotti agroalimentari. Addirittura si parla di una crescita doppia cifra su alcuni prodotti da un anno all’altro. Vediamo ora ciò che è aumentato rispetto al 2020:

  • Si attesta un aumento pari al +15, sia per la carne di vitello che per la carne di vitellone.
  • Anche nella carne di pollame, un +13, un +17 per quella di tacchino.
  • Aumento del +122 anche sul prezzo del burro.
  • Aumento del prezzo della semola e della farina, + 89.
Pranzo di natale 2021

Il pranzo di Natale 2021 sarà più costoso per gli italiani: dati Unioncamere – SHUTTERSTOCK DI Famveld

Perché questo Natale 2021 costerà di più?

Quello che è alle porte è un Natale decisamente costoso, in cui gli italiani faranno i conti con l’aumento dei prezzi della carne, della farina, del burro e anche del latte, insomma dei prodotti agroalimentari più utilizzati e acquistati. Ma qual è il motivo che si cela dietro all’aumento dei prezzi di questi prodotti e quindi anche del nostro pranzo di Natale? Si parla di un aumento delle quotazioni delle materie prime forse non più percepito da almeno dieci anni. Proprio la Coldiretti ha chiesto un maggiore intervento per tutelare al meglio la materia prima Made in Italy e anche la produzione in Italia. I rincari più decisi sono stati quelli sui cereali, infatti si attesta un aumento del 22,4% rispetto al 2020, ma anche dello zucchero (+40%) e dei grassi vegetali (+74%). Le famiglie, che si troveranno di fronte all’aumento dei prezzi sulle materie prime, probabilmente decideranno di fare una selezione sui regali di Natale. Ed è stato l’aumento legato alla filiera dei trasporti e alla crisi delle materie prime che ha generato aumenti su aumenti.

Leggere a Natale è meglio: perché?

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo un’indagine condotta dall’ufficio studi di Confcommercio, ciò che gli italiani spenderanno per l’acquisto dei regali di Natale, scenderà in maniera decisiva rispetto a quelli acquistati nel 2020. A livello pro capite le famiglie italiane spenderanno circa 158 euro in meno rispetto al 2020, in cui ne avevano spesi in media 164 euro. Il 2022 inizierà con il botto, per via del fatto che gli italiani subiranno una stangata per luce e gas, con rincari pari tra il 17% e il 25%.
  • Non viene fatta menzione del 25 dicembre nella Bibbia, e neanche si fa menzione di quando nacque Gesù. C’era molto dibattito tra i primi cristiani e fu solo nel IV secolo dC nell’Impero Romano che il compleanno di Gesù fu celebrato il 25 dicembre. La teoria più conosciuta sul motivo per cui questa data è stata fissata, è che sia stata presa in prestito da tradizioni pagane, che si erano già verificate in quel giorno.
  • Nel Medioevo, durante il XVI secolo, le persone credevano che se avessero mangiato un “mince pie” ogni giorno da Natale alla dodicesima notte (5 gennaio), avrebbero avuto la felicità per i prossimi 12 mesi. Queste torte erano conosciute come Christmas Pyes e contenevano di tutto, dal coniglio al montone, dal piccione al fagiano! Erano più grandi delle loro creazioni moderne e avevano una forma ovale, che si diceva rappresentasse la culla di Gesù.

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