La Casa Bianca: cosa sappiamo della residenza più famosa del mondo

La Casa Bianca è senza dubbio una delle residenze più conosciute del pianeta. Qui vive con la sua famiglia il Presidente degli Stati Uniti in carica. Fino ad oggi in questa dimora hanno vissuto 46 presidenti. Si tratta di un edificio storico con una storia molto lunga e travagliata, iniziata con la sua costruzione nel 1792. Interessante dal punto di vista storico e architettonico, la Casa Bianca ha anche evidenti richiami alle ville Palladiane.

La Casa Bianca: l’edificio ispirato all’architettura neoclassica

La Casa Bianca è la residenza ufficiale del presidente degli Stati Uniti d’America, costruita tra il 1790 e il 1800, per volere di George Washington, primo presidente Usa. Il quale, tra l’altro è stato anche l’unico presidente che non vi ha mai risieduto essendo morto nel 1799. Ufficialmente il primo inquilino della Casa Bianca è stato il presidente John Adams.

Ma quella che conosciamo oggi non è la costruzione originaria. Nel tempo infatti la villa ha subito molti cambiamenti sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

Il progetto per la casa presidenziale iniziò ad essere sviluppato parallelamente con il progetto della città di Washington D.C. intervento pianificato dall’architetto e urbanista francese Pierre L’Enfant.

Fu lui ad immaginare la città come una grande scacchiera il cui fulcro centrale era rappresentato proprio dalla Executive Mansion, appunto la casa del presidente. Grazie ad un viale di 120 metri questa era a sua volta collegata alla sede del Congresso, il Campidoglio. Grazie ad un concorso la progettazione della villa presidenziale è affidata a James Hoban. L’impianto architettonico a cui si dice si sia ispirato è un edificio in Irlanda, la Leinster House, oggi sede del parlamento di Dublino.

Molte trasformazioni si sono succedute, le prime si ebbero con l’insediamento del terzo presidente: Thomas Jefferson. Autore della Dichiarazione d’Indipendenza e amante delle arti e della cultura classica, un visionario e un uomo di grande intelletto. Egli chiese la realizzazione di ingrandimenti e abbellimenti alla casa presidenziale. Interventi ispirati alla famosa Rotonda di Andrea Palladio, le cui forme architettoniche e gli stilemi avrebbero influenzato oltre all’architettura della Casa Bianca anche quella del Congresso. 

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Eventi e trasformazioni della residenza storica

Purtroppo però, nel 1814 l’edificio venne distrutto da un incendio. Ristrutturata del tutto, ne furono demoliti di nuovo gli interni nel 1829 da migliaia di simpatizzanti del presidente Jackson. Ne seguì una nuova ristrutturazione. Ma si dovette arrivare alla nomina del presidente Chester A. Arthur, perché la Casa Bianca subisse un nuovo intervento di ristrutturazione totale.

Con il succedersi dei presidenti questi interventi sono diventati una consuetudine. Il presidente Roosevelt ad esempio chiese l’ammodernamento di pavimenti, solette e strutture, realizzandone il disegno che conosciamo, progettato nel 1935 da Frederick Law Olmsted.

Nel 1945, Truman, decise per un ulteriore intervento drastico. Ad eccezione delle mura perimetrali esterne, fece ricostruire la Casa Bianca in stile neoclassico.

Negli anni seguenti con l’amministrazione Kennedy a parte il restyling del Roseto della Casa Bianca, gli interventi interessarono soprattutto gli interni. Jacqueline Kennedy, moglie del presidente guidò un’ampia ristrutturazione della casa grazie al supporto di una nota società di interior design di Parigi, con cui arreda la casa introducendo mobili e pezzi d’arte. Per ogni stanza individua un tema. Lo stile federale per la Green Room, l’Impero francese per la Blue Room, l’Impero americano per la Red Room, Luigi XVI per la Yellow Oval Room e lo stile vittoriano per lo studio del presidente.

In seguito anche la First Lady Pat Nixon ristrutturò la Green Room, la Blue Room e la Red Room aggiungendo ben 600 manufatti, la più grande acquisizione da parte di qualsiasi amministrazione. Nixon fece realizzare anche una moderna sala riunioni per la stampa sulla vecchia piscina di Franklin Roosevelt e aggiunse nel seminterrato della Casa Bianca la pista da bowling.

Dal 1961 una legge emanata dal Congresso ha dichiarato la Casa Bianca un museo. I mobili gli infissi e le opere d’arte non possono quindi essere venduti, essendo oggetti storici d’interesse artistico.

La Casa Bianca: cosa sappiamo della residenza più famosa del mondo e della sua architettura

La Casa Bianca: cosa sappiamo della residenza più famosa del mondo – Shutterstock – Di Life Atlas Photography

Scelte ecologiche nella casa dei presidenti USA

Una casa ci rappresenta. Questo vale per le nostre abitazioni ed anche per quelle dei presidenti che negli anni si sono succeduti. Tanto che ogni presidente ha a disposizione 100.000 dollari per modificare la Casa Bianca. 

Nell’epoca moderna, ma anche in passato, ogni presidente ha lasciato un segno, con interventi che in qualche modo hanno rappresentato anche un messaggio politico. Tra questi ci sono state anche interventi sostenibili.

Il presidente Carter ad esempio, negli anni Settanta, fece posizionare sul tetto della Casa Bianca una serie di pannelli solari per il riscaldamento dell’acqua, poi rimossi durante la presidenza di Reagan.

Anche con l’amministrazione Bush nel 2003 vennero installati 167 pannelli solari. Usati per riscaldare l’acqua per il personale addetto alla manutenzione del giardino, per la piscina presidenziale e la spa.

Decisiva la scelta ecologica fatta nel 2013, dal presidente Barack Obama che fece installare una serie di pannelli solari sul tetto della Casa Bianca. Per la prima volta l’energia solare fu introdotta negli alloggi del presidente. Una scelta in linea con quella della first Lady che per prima richiese la realizzazione di un orto nel giardino della casa Bianca, al fine di dare il buon esempio agli americani in fatto di educazione alimentare.

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Gli interni e gli spazi domestici della Casa Bianca

Anche Joe Biden, il presidente insediatosi il 20 gennaio 2021 avendo nelle sue prerogative la possibilità di modificare le stanze private e i propri uffici della Casa Bianca a suo piacimento, ha deciso di arredare la sala Ovale con un nuovo look.

Ha fatto modifiche agli arredamenti e alle suppellettili presenti nella stanza. Davanti alle tre grandi finestre rivolte a sud ha messo la Resolute desk, un’imponente scrivania e una poltrona nuova di pelle marrone in sostituzione della precedente di colore rosso, un tappeto blu con dettagli floreali e tende dorate. Aggiunti anche dei nuovi busti tra cui uno di Martin Luther King Jr., uno di Robert F. Kennedy. e un busto in bronzo di Cesar Chavez, creato dall’artista Paul Suarez.

La Casa Bianca e il suo terreno, occupano poco più di 18 acri. L’edificio è composto dalla Executive Residence, l’ edificio centrale e da due ali laterali: l’East Wing e la West Wing, a loro volta collegate all’edificio centrale da due colonnati.

La Casa Bianca ha superficie di 5.100 metri quadri di superficie. Si sviluppa su sei piani ed ha 132 stanze, di cui 35 bagni. Vi sono 412 porte, 147 finestre, 28 caminetti, 8 scale e 3 ascensori. Agli esterni è dotata di un campo da tennis, una pista da bowling ad una corsia, un cinema chiamato White House Family Theater, una pista da jogging, una piscina e un campo da golf.

Voci non confermate dicono che sotto la Casa Bianca ci sia una rete di stanze sotterranee lussuose, che servirebbero in caso di emergenza come rifugio per il presidente e il suo staff .

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Tutte le opere d’arte presenti nella Casa Bianca sono prese in prestito dalla National Gallery of Art della Smithsonian Institution.
  • La Casa Bianca può essere visitata sia all’interno che all’esterno. Per farlo è necessario presentare una richiesta. Le visite si svolgono tutti i giorni tranne la domenica dalle 07:30 alle 11:30. Da qualche anno il suo interno è visitabile anche digitalmente grazie a Google Maps e al progetto Google Art Project.
  • La Casa Bianca insieme alla Blair House e al Number One Observatory Circle è una delle tre residenze ufficiali più importanti di Washington D.C.

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