Che cosa sono le Vertical Pharmacy: un nuovo modo di coltivare medicinali e integratori

La Vertical Pharmacy è una serra verticale ideata per coltivare erbe officinali ad alto contenuto di principi attivi destinati principalmente alla produzione di farmaci e integratori.

È stata ideata e realizzata da ENEA e Idromeccanica Lucchini, azienda specializzata nella produzione di serre, sistemi di irrigazione, di aerazione e illuminazione a led. Scopriamo come è nata e come funziona.

Dalle Vertical Farm alle Vertical Pharmacy

Le Vertical Pharmacy sono frutto di un progetto avviato nel 2014 da Idromeccanica Lucchini insieme ad Enea. In quel anno l’azienda avviò la ricerca sulle Vertical Farm, orti verticali senza terra, i cui prodotti crescono in ambienti controllati. Senza pesticidi, grazie a luci artificiali ed innovativi sistemi di nutrimento.

Si tratta di un settore in espansione, le stime dicono che il mercato agricolo verticale mondiale raggiungerà i 9,9 miliardi di dollari entro il 2025. Gli orti verticali sono stati inventati da Dickson Despommier, professore di Scienza della salute ambientale alla Columbia University. L’idea di progettare orti ad impatto zero, in grado di integrare i sistemi tradizionali di coltivazione, gli nacque dopo aver letto le stime ONU relative alla crescita della popolazione mondiale. Si prevede infatti che nel 2050 sulla Terra vivranno oltre 9 miliardi di individui, perciò sarà impossibile sfamare tutti anche perché l’80% delle aree destinate all’agricoltura è usata. Nasce da qui la soluzione alternativa delle Vertical Farm.

La Sky Greens Farm è la prima Vertical Farm, realizzata a Singapore nel 2012. Molte ricerche in questo campo sono state riprese e sviluppate da aziende Giapponesi, per ovviare al problema dell’inquinamento dell’acqua, fondamentale dopo l’incidente nucleare di Fukushima del 2011. 

I progetti sviluppati da Idromeccanica Lucchini ed ENEA, sono la testimonianze che anche in Italia si sta investendo nel settore. Una collaborazione consolidatasi con Expo Milano 2015, dove presentarono all’interno del “Future Food District” il primo prototipo di serra verticale. A questo hanno fatto seguito altri progetti come le BoxXLand, un sistema modulare per coltivare prodotti orticoli in tutti gli ambienti e in ogni clima. 

Le ricerche sviluppate nel campo dell’agricoltura verticale, sono state così applicate sulle specie officinali destinate alla farmaceutica. Recentemente, sono terminate le sperimentazioni preliminari, da qui le innovative Vertical Pharmacy.

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Come funziona la coltivazione in verticale

Le Vertical Pharmacy nascono con l’obiettivo di coltivare erbe officinali utili per produrre integratori e farmaci. 

Da sempre in Italia la produzione di erbe officinali è insufficiente a soddisfare le richieste dei consumatori che sempre più si rivolgono alle cure naturali. L’industria farmaceutica che utilizza principi attivi di origine vegetale, importa ancora prodotti dai mercati esteri, una filiera non sempre controllata come quella italiana o europea.

Le Vertical Farm si presentano invece come un ecosistema perfetto in grado di produrre specie alimentari nutrienti e sane. Capaci di isolare l’ambiente da agenti patogeni e inquinanti esterni.

Questo tipo di serre, sono composte da sistemi altamente tecnologici ed automatizzati, che sfruttano l’illuminazione a led per coltivazioni fuori suolo. Ricreare le condizioni ambientali perfette per ottimizzare la crescita delle piante, massimizzare i loro nutrienti e aumentare la produzione. Infatti in questo modo, la coltivazione avviene su più cicli annuali e non su un solo ciclo. All’interno di ogni piano della serra verticale si possono trovare principalmente due sistemi di coltivazione: idroponica o aeroponica.

La coltivazione idroponica avviene fuori dal suolo. Le piante sono coltivate e nutrite con una soluzione di acqua e elementi nutritivi. La tecnica aeroponica, invece, è un sistema di coltivazione privo di terra o di qualsiasi altro substrato. La pianta è sorretta da strutture di sostegno e le radici sono nebulizzate con soluzioni nutritive ad intervalli regolari e frequenti. Alcune piante risultano più adatte a questa coltivazione, garantiscono una produzione di qualità e un’ottima resa. Come lo zafferano, usato per produrre integratori alimentari a supporto della cura di patologie depressive e oculari. O il ginseng siberiano, una specie ricca di principi energizzanti e stimolanti utilizzati in campo nutraceutico.

Vertical Pharmacy: un nuovo modo di coltivare medicinali e integratori di uso alimentare

Che cos’è la Vertical Pharmacy: un nuovo modo di coltivare medicinali e integratori – Shutterstock Di Anneleven Images

I vantaggi delle Vertical Farm e delle Vertical Pharmacy

Con la coltivazione idroponica e aeroponica si usa fino al 95% di acqua in meno rispetto alle tradizionali tecniche, senza sfruttare suolo e senza pesticidi e insetticidi.

Il risultato sono serre hi-tech illuminate da LED e sigillate, che per questo non richiedono fitofarmaci. Le piante usano poche risorse, perché ogni elemento è somministrato con precisione. Gestione e raccolta sono affidati in parte ai robot, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che regola il sistema.

La rese è straordinaria: per avere l’equivalente di un ettaro coltivato tradizionalmente bastano circa mille metri quadri di Vertical Farm e la qualità è assicurata. In paesi come Giappone e gli Stati Uniti, esistono grandi stabilimenti di coltivazione idroponica verticale posti su aree dismesse. Come Aerofarm, nata dopo un evento disastroso come l’uragano Katrina. Non a caso, fatti come questo, hanno accelerato la ricerca di soluzioni basate sulla resilienza dei sistemi, il riutilizzo degli spazi e una produzione maggiore e di qualità.

In Italia secondo l’ISTAT, ci sono circa 130.000 edifici in disuso e potrebbero essere usate a questo scopo. Se poi ci aggiungiamo il fatto che, secondo l’ENEA, l’Italia ha perso oltre 6 milioni di ettari di coltivazioni negli ultimi 60 anni, la soluzione ad entrambe le questioni non può che essere tecnologica e sostenibile e corrispondere all’idea di far rinascere in spazi in disuso attività di questo tipo. 

Lo si cerca di fare in diverse parti del mondo, e anche in Italia con il progetto Ri-Genera, sviluppato in Veneto da Enea con Coldiretti Padova, Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, Advance Srl, Idromeccanica Lucchini Spa e Gentilinidue.

Da qui nascono anche le Arkeofarm, un modulo progettato insieme a Lucchini, organizzato su più piani, che permette di impiantare una serra in qualunque tipo di immobile, anche se vincolato.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  •  Secondo un’indagine di settore condotta da Federsalus dal titolo “La filiera italiana dell’integratore alimentare” tra il 2019 e il 2020, emerge che l’Italia con il suo 27% è il principale mercato in Europa per questo tipo di prodotti, seguita da Germania 18% e Francia 8%.
  • Il 92% del mercato italiano ha nella farmacia e nella parafarmacia il principale canali di vendita degli integratori, che si confermano la seconda categoria dopo il farmaco su prescrizione.
  • L’utilizzo degli integratori in Italia coinvolge il 65% della popolazione adulta, di cui il 58,4% ne fa un utilizzo abituale.

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