Con 200 euro al mese in Italia non si coprono affitto, bollette e spesa: i dati Istat sulla povertà lo mostrano chiaramente. Ma 200 euro possono essere il budget per la spesa di una persona, o le uniche entrate in un periodo difficile. Ecco come farli bastare, come ridurre le spese di casa e quali aiuti esistono per chi ha un reddito molto basso.
Articolo aggiornato a ottobre 2026
Chi si chiede se sia possibile vivere con 200 euro al mese di solito si trova in una di queste situazioni: vuole capire quanto si può risparmiare sulla spesa, ha un budget molto stretto per le spese personali perché vive con la famiglia o in una casa condivisa, oppure sta attraversando un periodo in cui le entrate sono davvero minime. Per le prime due la risposta è sì, con organizzazione. Per la terza, 200 euro non bastano a coprire i bisogni essenziali, ed è importante sapere che esistono aiuti a cui rivolgersi.
In sintesi
- Secondo l’Istat, nel 2024 la soglia di povertà assoluta per un adulto che vive da solo andava da circa 716 euro al mese in un piccolo comune della Puglia a oltre 1.224 euro in un’area metropolitana della Lombardia: 200 euro sono molto al di sotto.
- 200 euro possono funzionare come budget per la spesa alimentare di una persona: circa 46 euro a settimana, poco più di 6,5 euro al giorno.
- Pianificare i pasti, comprare legumi, cereali e prodotti di stagione, confrontare il prezzo al chilo e cucinare in casa sono le strategie più efficaci.
- Con un ISEE fino a 9.796 euro, nel 2026 il bonus sociale per luce, gas e acqua arriva in automatico in bolletta.
- Per redditi molto bassi esistono l’Assegno di inclusione, la carta Dedicata a te, i servizi sociali del Comune e le reti di aiuto alimentare.
Si può vivere con 200 euro al mese?
Non se con 200 euro bisogna pagare tutto. L’Istat calcola ogni anno la soglia di povertà assoluta, cioè la spesa minima per un paniere di beni e servizi essenziali: casa, cibo, bollette, trasporti, salute. Secondo il report La povertà in Italia, nel 2024 per un adulto tra i 18 e i 59 anni che vive da solo la soglia era di:
| Dove vive | Soglia di povertà assoluta mensile (2024) |
|---|---|
| Area metropolitana della Lombardia | 1.224,64 euro |
| Area metropolitana del Piemonte | 916,98 euro |
| Piccolo comune della Sicilia | 760,22 euro |
| Piccolo comune della Puglia | 716,36 euro |
Nel 2024 in Italia vivevano in povertà assoluta oltre 2,2 milioni di famiglie, l’8,4% del totale, e 5,7 milioni di persone, il 9,8% dei residenti. Per avere un termine di paragone, la spesa media mensile di una famiglia era di 2.755 euro, quella di chi vive da solo di 1.931,70 euro, e la spesa media per cibo e bevande analcoliche di 532,85 euro a famiglia.
Con 200 euro al mese, quindi, si può vivere solo se le spese principali sono coperte in altro modo: chi abita con la famiglia, chi è ospite o ha un alloggio gratuito, chi usa quella cifra solo per la spesa alimentare. Negli altri casi la priorità è chiedere aiuto, e più avanti spieghiamo a chi.

Come far bastare 200 euro per la spesa di un mese
Come budget per la spesa alimentare di una persona, 200 euro sono stretti ma gestibili. Fanno circa 46 euro a settimana, poco più di 6,5 euro al giorno. Ecco le strategie che funzionano di più:
- Dividi il budget in settimane: è più facile controllare 46 euro alla volta che 200 euro in un mese, ed eviti di spendere troppo nei primi giorni.
- Pianifica i pasti della settimana e scrivi la lista prima di uscire: si compra solo quello che serve e si spreca meno. Qualche idea su come organizzarla è nella nostra guida alla lista della spesa.
- Costruisci i pasti sulle basi economiche: legumi secchi, pasta, riso e altri cereali, pane, uova, latte e yogurt, verdura e frutta di stagione, surgelati semplici come spinaci e piselli. Carne e pesce possono comparire una o due volte a settimana, scegliendo i tagli meno costosi.
- Confronta il prezzo al chilo o al litro, indicato sul cartellino accanto al prezzo della confezione, e prova i prodotti a marchio del supermercato e i discount.
- Approfitta delle offerte antispreco: molti supermercati scontano i prodotti vicini alla scadenza, ed esistono app che vendono a prezzo ridotto le eccedenze di negozi e bar.
- Distingui le scadenze: “da consumarsi entro” indica una data da rispettare, mentre “da consumarsi preferibilmente entro” vuol dire che il prodotto resta sicuro anche dopo, se conservato bene, pur perdendo un po’ di qualità.
- Cucina in casa e in quantità: un sugo, una zuppa di legumi o un ragù preparati in dose doppia si congelano in porzioni. Portare il pranzo al lavoro o a scuola fa risparmiare molto.

Come ridurre le spese di casa
Affitto e bollette sono le voci che pesano di più. Qualche intervento può alleggerirle:
- Affitto: una stanza in una casa condivisa costa molto meno di un appartamento da soli. Se valuti questa scelta, ecco pro e contro di vivere da soli o in compagnia. Chi può spostarsi trova affitti più bassi nei piccoli centri: ne parliamo nella guida su dove trasferirsi al mare con pochi soldi.
- Bonus sociale: dal 1° gennaio 2026, secondo ARERA, lo sconto in bolletta su luce, gas e acqua spetta alle famiglie con ISEE fino a 9.796 euro, o fino a 20.000 euro con almeno quattro figli a carico. Non serve una domanda: basta presentare la DSU per ottenere l’ISEE, anche gratis tramite un CAF.
- Offerte di luce e gas: si possono confrontare in modo neutrale sul Portale Offerte di ARERA, l’autorità che regola l’energia.
- Consumi: lavatrice e lavastoviglie a pieno carico, apparecchi spenti invece che in stand-by, riscaldamento a una temperatura moderata e docce brevi al posto del bagno, come spieghiamo nell’articolo sul consumo d’acqua di doccia e vasca.
- Abbonamenti: telefono, internet, streaming e palestra vanno ricontrollati uno per uno. Spesso esistono offerte essenziali più economiche, e quello che non si usa si può disdire.

Gli aiuti per chi ha un reddito molto basso
Se 200 euro sono tutto quello che entra in un mese, non bisogna affrontare la situazione da soli. Ecco i principali strumenti, con i valori in vigore nel 2026:
- Assegno di inclusione: è per i nuclei familiari con almeno un minore, una persona con disabilità, una persona con almeno 60 anni o in condizione di svantaggio seguita dai servizi sociali, con ISEE fino a 10.140 euro. L’importo arriva fino a 500 euro al mese, 630 per i nuclei di soli over 67 o con disabilità grave, con un’integrazione per l’affitto. La domanda si presenta all’INPS, anche tramite patronato.
- Supporto per la formazione e il lavoro: è pensato per chi ha tra 18 e 59 anni e può lavorare. Prevede un’indennità mensile durante i corsi di formazione e i percorsi di inserimento lavorativo.
- Carta Dedicata a te: 500 euro per la spesa alimentare alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro che rispettano i requisiti. Non serve una domanda, perché i beneficiari sono individuati da INPS e Comuni. Per il 2026 le carte vengono attivate dal 4 novembre.
- Servizi sociali del Comune: possono offrire contributi economici, aiuto per l’affitto e le utenze e l’accesso ad altri servizi del territorio.
- Aiuto alimentare: Caritas, Banco Alimentare e molte associazioni gestiscono pacchi viveri, empori solidali e mense, spesso in collaborazione con il Comune.
Per orientarsi, il primo passo utile è un CAF o un patronato, che calcolano l’ISEE gratuitamente e indicano a quali aiuti si ha diritto.
E con 500 o 1.000 euro al mese?
Le stesse soglie Istat aiutano a rispondere. Con 1.000 euro al mese un adulto che vive da solo supera la soglia di povertà assoluta in molte zone d’Italia, soprattutto nei piccoli comuni, ma resta sotto in un’area metropolitana come quella lombarda. Con 500 euro al mese si è sotto la soglia ovunque: si riesce a vivere solo se non si paga l’affitto e si contengono al massimo le altre spese.
Domande frequenti
Si può vivere con 200 euro al mese in Italia?
Non se bisogna pagare casa, bollette e cibo. Secondo l’Istat, nel 2024 la soglia di povertà assoluta per un adulto che vive da solo andava da circa 716 a oltre 1.224 euro al mese, a seconda della zona. 200 euro possono bastare come budget per la spesa di una persona o per le spese personali di chi non paga l’affitto.
Quanto spende in media una persona per la spesa alimentare?
Secondo l’Istat, nel 2024 una famiglia spendeva in media 532,85 euro al mese per cibo e bevande analcoliche. Per una persona sola, un budget di 200 euro al mese è stretto ma gestibile con una buona pianificazione.
Come si risparmia sulla spesa?
Pianificando i pasti, facendo la lista, comprando legumi, cereali e prodotti di stagione, confrontando il prezzo al chilo, scegliendo i marchi del supermercato e cucinando in casa porzioni da congelare.
Che aiuti ci sono per chi ha un reddito molto basso?
L’Assegno di inclusione, il Supporto per la formazione e il lavoro, la carta Dedicata a te, il bonus sociale in bolletta, oltre ai servizi sociali del Comune e alle reti di aiuto alimentare come Caritas e Banco Alimentare.
Il bonus sociale per le bollette va richiesto?
No. Basta avere un ISEE valido sotto la soglia, nel 2026 pari a 9.796 euro o a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico: lo sconto viene applicato in automatico in bolletta.
