Soluzione salvaspazio per la casa moderna: i letti a scomparsa

Nonostante il tema degli arredi trasformabili sia piuttosto recente, ci sono arredi come i letti a scomparsa che sono ormai un classico dell’arredamento. Una soluzione salvaspazio adatta nella casa vacanza e non solo.

Con le case sempre più piccole, il tema degli arredi trasformabili è diventato di sempre più attualità nel campo del design. Una categoria di arredi nella quale rientrano anche i letti a scomparsa, la soluzione perfetta per ogni tipo di abitazione. Il letto a scomparsa infatti può essere utile sia come letto per ospiti in una casa di media dimensione, così come la soluzione salvaspazio indispensabile nel monolocale.

Come usare il letto a scomparsa

I letti a scomparsa sono tra i capostipiti degli arredi trasformabili. Questo tipo di mobile è anche detto a ribalta o Murphy Bed dal nome dell’inventore: William Lawrence Murphy. In realtà pare che i letti a ribalta all’epoca di Murphy esistessero già. Egli però, introdusse delle modifiche, incernierando e controbilanciando il letto e depositando una serie di brevetti tra il 1912 e il 1919.

Da allora, il letto a scomparsa è diventato il simbolo dell’arredo salvaspazio. La soluzione perfetta nel monolocale e in tutti quei contesti dove è necessario migliorare la fruibilità dello spazio.

Come organizzare al meglio gli spazi in un monolocale

Come usare un letto a scomparsa

Il monolocale non è il solo contesto in cui questo arredo può rivelarsi  utile. Anche nella casa casa vacanze, avere questo tipo di arredo come letto o persino letti in più, può rivelarsi la soluzione ideale. Si tratta di letti confortevoli tanto quanto un letto tradizionale. La sola differenza è che durante il giorno scompaiono e alla sera, con un semplice gesto, possono essere aperti e diventare dei comodissimi letti.

Questo vale anche per chi non ha spazio per una stanza dedicata agli ospiti. Con questo tipo di letto può assicurarsi la possibilità di accogliere in visita parenti e amici e garantirgli un letto in più in qualsiasi momento.

Alcuni utilizzano i letti a scomparsa anche nella camera dei bambini. Così il letto sparisce e la cameretta diventa la stanza dei giochi pronta a tornare la cameretta con il lettino alla sera.

In alcuni casi può essere utile anche avere un letto a ribalta in ufficio. Ad esempio è l’ideale per chi lavora lontano da casa, in città trafficate, ed è abituato per motivi di lavoro a fare molto tardi in ufficio.

Anche per questo molti  dei modelli di letto a scomparsa sono dei mobili trasformabili ossia si trasformano da letti in scrivania, mensola o contenitore.

Letti a scomparsa

Letti a scomparsa: la soluzione per una casa flessibile – Pixabay foto di Anna Lisa

I vantaggi dei letti a scomparsa

Il motivo principale per il quale conviene scegliere questo tipo di letto è il fatto che è richiudibile in un mobile di dimensioni ridotte e può essere aperto solo quando c’è bisogno di usarlo.

Indipendentemente dal contesto in cui viene usato, il letto a ribalta permette sempre una notevole risparmio dello spazio. Può essere sia letto singolo che letto matrimoniale. All’interno dello stesso, possono essere anche lasciate le lenzuola, in modo tale che il letto, una volta aperto, è subito pronto per l’uso. Per quanto riguarda invece le coperte e i piumini viene sconsigliano di lasciarle all’interno, perché lo spazio potrebbe non essere sufficiente a contenerli e danneggerebbero il sistema.

I letti a scomparsa moderni sono fatti per un utilizzo quotidiano. Anche per questo motivo oggi i sistemi di apertura e chiusura sono facili da gestire, anche se nulla vieta di lasciarli aperti. La cosa importante quando si sceglie un letto a scomparsa è quello di abbinarci sempre un materasso comodo e delle giuste dimensioni, solo così il comfort è garantito.

Mobili salvaspazio per piccole abitazioni

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo il Rapporto “Gli immobili in Italia” 2019, dell’Agenzia delle Entrate la superficie abitativa a disposizione per abitante, come media regionale è di 67 mq per cittadino.
  • Sempre secondo il Rapporto Residenziale dell’Agenzia delle Entrate emerge che in Italia le compravendite immobiliari riguardano sempre meno le case grandi. Nel quarto e ultimo trimestre del 2019 a Milano il 21% delle “transazioni normalizzate” ha riguardato case di meno di 50 mq e il 42% abitazioni dai 50 agli 85 mq.

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