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Edifici abbandonati

Sai quanti edifici abbandonati ci sono in Italia? La situazione del nostro Paese

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L’Italia e la sua lunga serie di edifici dimenticati

Come gli essere umani, anche gli edifici hanno un loro ciclo di vita che, una volta giunto al termine, li porta il più delle volte all’abbandono e in alcuni casi alla demolizione. Ma, è importante sottolineare che, il cosiddetto “âgée“, ha un grosso potenziale per gli occhi di chi lo vuole vedere. In particolare, in Italia, sono stati censiti dall’Istat, ben 7 milioni di edifici abbandonati.

Edifici abbandonati: la situazione del nostro Paese

Quando si decide di passare alla demolizione di un edificio, si decide di eliminare la storia di qualcuno o di qualcosa. La bellezza degli edifici italiani può essere sfoderata in qualsiasi occasione e senza alcun timore. L’Italia è la casa di posti magnifici e di storie che vanno indietro di molte pagine. Il destino di tutte le strutture abbandonate può avere due strade, una è sicuramente la demolizione e l’altra li riporta in vita. Il recupero, la decostruzione e la rigenerazione. Tuttavia, il vero motivo per cui, tanti e troppi edifici storici, vengono abbandonati si riconduce spesso alla crisi. Una crisi, che, ha avuto ripercussioni profonde sul tessuto sia sociale che economico. Un palazzo abbandonato, se recuperato, può essere un guscio caldo e protettivo per tutti quelli che sono in difficoltà. Quindi, perché non farlo? Ecco, alcuni dati importanti in merito alle strutture in disuso sul territorio nazionale:

  • I dati ISTAT e CESCAT parlano di un numero tra 1 e 2 milioni di strutture abbandonate.
  • In sostanza, un 6% del patrimonio demaniale immobiliare sta andando in rovina.
  • Secondo Legambiente, sono ben 5300 i cosiddetti “paesi fantasma” in Italia.
  • Si è passati ad un’urbanizzazione di ben 20 campi al giorni, secondo un rapporto del SNPA.

Futuro dell’architettura: cosa sono gli edifici rigenerativi

Quale destinazione assegnare ad eventuali edifici abbandonati?

Si potrebbe aspirare ad un recupero della maggior parte dei posti abbandonati, e sarebbe un buon via a molti progetti interessanti. Infatti, un’idea di recupero apre le porta a format innovativi, come: il coworking, lo student housing, l’hostelling ed infine anche il co-living.

Questi possono contribuire alla rigenerazione urbana e dare inizio a nuovi spazi per le giovani generazioni. Cruciale è sicuramente il social housing, un nuovo modello di edilizia sociale in grado di fornire alloggi con buoni standard di qualità a famiglie in difficoltà. Il tutto volto a far nascere una comunità e un maggiore sviluppo dell’integrazione. È rivolto a nuclei familiari a basso reddito, a giovani coppie, ad anziani in condizioni svantaggiate e anche a studenti fuori sede. Questa strada porterebbe ad una sostanziale diminuzione di edifici abbandonati e ad un miglioramento di vita per alcuni nuclei familiari in difficoltà. Per esempio, lo scorso 28 febbraio, la giunta del Comune di Civitanova, ha approvato un progetto di social housing. Forse uno dei primi comuni in Italia ad approvare un progetto così mirato e all’avanguardia.

La sicurezza degli edifici: lo stato della normativa sulle facciate e le aree di miglioramento. L’Italia è in ritardo sui fattori di sicurezza?

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati di Legambiente, il Trentino-Alto Adige, nel 2019, ha consumato ben 54 ettari in più rispetto agli anni precedenti. Inoltre, sono state censite 66 strutture in stato di degrado che hanno bisogno di una strategia ben mirata per essere recuperate.
  • In Trentino-Alto Adige sono presenti diverse caserme austro-ungariche in disuso. O almeno, lo sono state sino a poco prima dello scoppio della pandemia di Covid-19. Infatti, alcune di quelle strutture sono state per così dire, spolverate per bene e hanno dato dimora a persone che dovevano affrontare una lunga quarantena.
  • Un esempio di recupero di un edificio abbandonato è Casa Bossi di Novara. La struttura è stata recuperata, una vecchia casa Borghese di metà dell’Ottocento.

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