Quali sono le fasi di una ristrutturazione?

Prima di decidere come rinnovare il proprio appartamento è bene conoscere quali sono le fasi di una ristrutturazione d’interni. Un processo lungo che può richiedere alcuni mesi. Ovviamente, ogni cantiere ha le sue peculiarità e le sue caratteristiche ma le fasi principali sono dei passaggi precisi e necessari affinché un lavoro possa essere realizzato a regola d’arte.

Le fasi di una ristrutturazione: la demolizione

Le tipologie di lavori necessari per eseguire un intervento di ristrutturazione possono essere ricondotte a quattro:

  • demolizione e smaltimento dei detriti,
  • realizzazione delle opere edili,
  • realizzazione dell’impianto idraulico ed elettrico
  • posa in opera di tutte le finiture.

Per programmare nel modo migliore una ristrutturazione in genere i tecnici redigono il cronoprogramma. Un documento che riporta la calendarizzazione degli interventi, molto utile anche per valutare le eventuali interferenze che possono esserci tra le ditte che lavorano nel cantiere.

Infatti, in ogni fase, gli operai devono interagire tra loro e organizzare la presenza in cantiere.

La demolizione è il passaggio iniziale, ma prima di procedere con questa operazione è necessario allestire lo spazio. Ciò significa svuotare la stanza o le stanze in cui si interviene eliminando mobili e oggetti superflui, rimuovere le porte e coprire gli arredi che non si spostano con dei teli, evitando che si depositi su di essi la polvere.

Bisogna anche individuare lo spazio dove verranno depositate le macerie, posando sul pavimento un telo di plastica.

Questo materiale dovrà poi essere rimosso prima di iniziare la fase successiva, ossia quella delle ricostruzioni delle opere murarie.

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Le opere in muratura e gli impianti

La fase della ricostruzione riguarda sia le costruzioni in verticale che quelle in orizzontale e si svolge in parallelo con la posa degli impianti.

Per opere in verticale, si intende sia la costruzione di tramezzi in mattone forato che quella di muri in cartongesso. Per opere di ricostruzione in orizzontale invece si parla della posa del massetto di pavimentazione. È in questa fase che si definisce la posizione di eventuali porte interne e si inserisce il controtelaio.

Per quando riguarda gli impianti, una volta realizzati i muri si devono segnare le tracce. Così, una volta individuate, gli elettricisti possono posare le canaline per impianti elettrici mentre l’idraulico può posare i vari tubi. Quelli di adduzione dell’acqua calda e fredda, quelli di scarico per l’impianto idrico, quelli dell’impianto di riscaldamento e del gas.

Le fasi di una ristrutturazione per rinnovare la casa

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La realizzazione del massetto

Terminata questa fase dedicata agli impianti, il muratore può riprendere con le opere edili e chiudere le tracce degli impianti sul muro. Si passa quindi alla realizzazione dei massetti a terra. Prima di procedere però, anche gli impianti a terra dovranno  essere posizionati e definiti.

Se si decide di rifare il massetto, è bene sapere che questa operazione richiede dei tempi specifici e lunghi. Il massetto, fatto con sabbia e cemento, ha bisogno di tempo per poter asciugare. Una fase importante che precede la posa del pavimento. Il tempo di asciugatura varia a seconda dello spessore del massetto. Più è alto, più tempo occorre perché possa completarsi l’asciugatura.

Trascorso il tempo necessario si può quindi procedere con la posa, prima del pavimento, poi del rivestimenti a parete.

La fase finale: le finiture

Una volta posati i pavimenti si passa quindi alla ripresa dell’intonaco per rifinire e proteggere le pareti. Solo dopo si può passare alla pittura arrivando così all’ultima fase, quella dedicata alle finiture. Gli ultimi passaggi da fare per vedere completata la ristrutturazione totale della casa sono:

  • la posa dei battiscopa
  • l’installazione delle porte interne.

Importante anche la messa in opera dei piccoli componenti dell’impianto elettrico come le placche. In questa fase devono essere installati la caldaia, i termosifoni e delle unità esterne, qualora siano previste nella ristrutturazione. Ultimo step per poter finalmente vedere completati i lavori è quello del montaggio dei punti luce e dei mobili.

I tempi di realizzazione di una ristrutturazione possono variare a seconda del progetto e degli interventi previsti. Sessanta giorni lavorativi sono, in media, il tempo generalmente stimato per la ristrutturazione totale di un appartamento. Tre settimane è invece il tempo indicato per una ristrutturazione più piccola, come quella di un bagno.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Durante un’indagine a campione condotta dall’Osservatorio sulla Casa è stato chiesto agli utenti i motivi principali per cui non avessero ancora effettuato ristrutturazioni alla loro abitazione. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di non averlo fatto perché la casa non necessita di intervento, il 31% ha indicato come motivazione principale la mancanze di budget, il 6% invece la mancanza di tempo per seguire l’intervento e il 5% non lo ha fatto per altre motivazioni. 
  • Nella stessa indagine condotta dall’Osservatorio sulla Casa è stato chiesto agli utenti se fossero a conoscenza delle detrazioni fiscali per le opere di ristrutturazione della prima abitazione. Il 15% ha dichiarato di non esserne a conoscenza mentre l’85% ha dichiarato di essere informato.

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