Cosa significa scegliere tessuti sostenibili?

Nonostante il consumismo sfrenato, finalmente sta ritornando centrale il tema dell’attenzione verso il pianeta. Scegliere tessuti sostenibili è infatti un passo verso un ambiente sempre più pulito.

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Scegliere tessuti sostenibili per far bene all’ambiente

Dalla raccolta differenziata all’abolizione di stoviglie in plastica, ci si sta muovendo passo dopo passo verso un futuro più sostenibile. Ciò riguarda anche la produzione. L’industria tessile tradizionale impatta notevolmente sul consumo globale di acqua e sulle emissioni di gas serra. Per questo è importante prendere una nuova direzione sulla scelta di tessuti ecologici e riciclati per ridurre l’impatto ambientale.

Tessuti eco e riciclati

Tutti i tessuti di origine naturale, derivati da fibre organiche o di origine animale sono da incentivare. Si tratta di lana, seta, lino, cotone e molto altro. Attenzione però: certamente si tratta di materie naturali ma l’importante è anche verificarne la provenienza e la produzione. Le colture e gli allevamenti intensivi, seppur producano da fonti naturali, sono assolutamente insostenibili. Attenzione anche a imparare a riconoscere le vere alternative sostenibili. Quando si parla di ecopelle non si parla di finta pelle ma di pelle trattata in modo ecologico. La pelle finta si chiama similpelle e, al contrario di quanto si possa pensare, non è sostenibile poiché prodotta con materiali di difficile smaltimento.

I tessuti riciclati sono da promuovere perché possono rientrare in un nuovo ciclo produttivo. Ne è un esempio la lana rigenerata da vecchi indumenti di lana o il cotone riciclato che viene miscelato con altre fibre. Esistono poi tipi di pelle nati dagli scarti di mais o funghi

L’importanza di una moda etica

La sfida “green” del settore tessile può portare a una svolta positiva per l’ambiente. Il consumo di acqua ed emissioni per la realizzazione dei tessuti devono diventare più consapevoli. Solo in questo modo è possibile ridurre l’inquinamento.

Promuovere i tessuti ecosostenibili è una richiesta che viene in primis anche dall’Onu nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che vuole costruire nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale.

Per fare un esempio che rende l’idea di quanto si consumi nell’industria tessile, per una maglietta vengono coinvolti:

  • 700 litri d’acqua
  • elevate emissioni di CO2
  • coloranti di sintesi

Per promuovere un’industria più sostenibile, vengono però fortunatamente in aiuto certificazioni di ecosostenibilità che puntano a:

  • incentivare prodotti ricavati nella salvaguardia dell’ambiente e per tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori e dei clienti;
  • diffondere informazioni chiare sui prodotti tessili utilizzati;
  • favorire la scelta di prodotti rispettosi dell’uomo e dell’ambiente.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu? 

  • La produzione mondiale di indumenti è destinata a crescere del 63% entro il 2030 perciò la filiera del tessile sostenibile potrebbe arrivare a rappresentare il 20% del fatturato del settore in Italia (4,2 miliardi). Al momento, il 55% degli italiani è disposto a pagare di più per capi di abbigliamento eco-friendly.

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Sono laureata in giornalismo e lavoro come redattrice, traduttrice e copywriter. Mi piace parlare di tutto con approccio scientifico, soprattutto di enogastronomia. Scrivo di moda e la creo (sono anche ricamatrice e modellista sartoriale).