Stufetta elettrica: quanto consuma davvero e quale scegliere

Stufetta elettrica accesa in una stanza

Con le prime sere fredde di novembre la stufetta elettrica torna fuori dall’armadio: per il bagno al mattino, per lo studio dove i termosifoni non bastano, per la camera dei bambini. Quest’anno però vale la pena fare due conti prima di accenderla, perché dal 1° ottobre il prezzo dell’elettricità di riferimento fissato da ARERA per i clienti vulnerabili è salito in modo netto.

Una stufetta elettrica consuma esattamente la sua potenza moltiplicata per le ore di funzionamento: un apparecchio da 2 kW acceso per un’ora alla massima potenza assorbe 2 kWh. Con il prezzo di riferimento ARERA del quarto trimestre 2026 per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, 43,43 centesimi al kWh tasse incluse, quell’ora costa circa 87 centesimi. È una soluzione sensata per scaldare poco tempo una stanza sola, non per riscaldare la casa intera.

In sintesi

  • Consumo = potenza in kW x ore di accensione. Una stufetta da 2 kW per 3 ore al giorno consuma 180 kWh in un mese.
  • A parità di potenza e di tempo tutte le stufette a resistenza consumano lo stesso: cambia il modo in cui distribuiscono il calore.
  • Con un contatore da 3 kW la fornitura si interrompe sopra i 3,3 kW: una stufetta da 2 kW più un altro elettrodomestico potente basta a farlo scattare.
  • Le stufette elettriche non hanno l’etichetta energetica, ma dal 2018 devono rispettare i requisiti di ecodesign: conta molto il termostato.
  • Sicurezza: niente prese multiple sovraccariche, tende e tessuti lontani, in bagno solo apparecchi adatti secondo il libretto.

Quanto consuma una stufetta elettrica in un’ora e in un mese?

Quanto consuma una stufetta elettrica dipende da due soli numeri: la potenza, scritta sulla targhetta o sul libretto, e il tempo di accensione. Alla massima potenza il calcolo è immediato: kW per ore uguale kWh. Per il costo basta moltiplicare i kWh per il prezzo che paghi in bolletta, comprensivo di tutte le voci.

Come riferimento abbiamo usato il dato ufficiale più recente: secondo il comunicato ARERA del 29 settembre 2026 sulla Maggior Tutela, dal 1° ottobre 2026 il prezzo per il cliente tipo vulnerabile è di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse, con un aumento della bolletta del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Chi ha un’offerta sul mercato libero deve usare il proprio prezzo, che può essere diverso.

Potenza della stufetta Costo di 1 ora alla massima potenza Consumo in 30 giorni (3 ore al giorno) Costo in 30 giorni
1 kW 0,43 euro 90 kWh 39,09 euro
1,5 kW 0,65 euro 135 kWh 58,63 euro
2 kW 0,87 euro 180 kWh 78,17 euro
2,5 kW 1,09 euro 225 kWh 97,72 euro

Calcolo con 43,43 centesimi al kWh (ARERA, cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, IV trimestre 2026). Sono valori massimi: se la stufetta ha un termostato, una volta raggiunta la temperatura impostata si spegne e si riaccende a intervalli, quindi il consumo reale è più basso. Se la usi a potenza ridotta, rifai il conto con la potenza del livello scelto.

Primo piano del pannello di controllo di una stufetta elettrica
Potenza e termostato determinano quanto consuma davvero una stufetta. Foto di Donald Teel su Unsplash

Quali tipi di stufette elettriche esistono e come scaldano?

Le stufette elettriche si dividono in base a come trasmettono il calore, non a quanto consumano. Quasi tutte scaldano facendo passare corrente in una resistenza, che trasforma in calore l’energia assorbita: a parità di potenza e di ore, quindi, la bolletta è la stessa. Quello che cambia è dove va il calore e quanto in fretta lo senti.

Tipo Come scalda Pregi Limiti Uso adatto
Termoventilatore una ventola spinge aria sulla resistenza caldo quasi immediato, piccolo e leggero rumoroso, muove polvere, il calore sparisce appena si spegne usi brevi, stanze piccole
Termoventilatore ceramico come sopra, con elemento riscaldante in ceramica rapido, spesso compatto e con termostato ventola sempre in funzione studio, angolo di lavoro
Radiatore a olio la resistenza scalda un olio sigillato negli elementi, che cedono calore all’aria silenzioso, calore costante, resta caldo anche dopo lo spegnimento lento a partire, pesante camera, studio, ore lunghe
Convettore l’aria fredda entra dal basso, si scalda ed esce dall’alto silenzioso, scalda tutta la stanza in modo uniforme più lento del termoventilatore soggiorno, stanze medie
Alogena, al carbonio, a infrarossi irraggiamento: scalda le persone e gli oggetti davanti calore percepito subito, nessun rumore scalda poco l’aria, luce visibile in alcuni modelli riscaldare una persona ferma, per poco

Termoventilatore o radiatore a olio: quale scegliere?

Per pochi minuti scegli il termoventilatore, per qualche ora il radiatore a olio. Il termoventilatore dà calore subito ma lo perde appena si spegne: è perfetto per intiepidire uno studio prima di sedersi. Il radiatore a olio impiega più tempo, ma accumula il calore negli elementi e lo rilascia in modo dolce e silenzioso, quindi è più adatto alla camera da letto o a un ambiente in cui stai a lungo. In entrambi i casi, il termostato fa la differenza sui consumi.

Quando conviene la stufetta elettrica e quando no?

La stufetta conviene quando serve calore in un solo ambiente, per poco tempo, mentre il resto della casa può restare più fresco. Esempi tipici: il bagno nei minuti della doccia (con un apparecchio adatto), uno studio usato poche ore, una stanza dove i termosifoni sono sottodimensionati.

Non conviene come riscaldamento principale. Tenere accesa una stufetta da 2 kW per molte ore al giorno, tutti i giorni, porta a consumi mensili che la tabella sopra rende evidenti: prima di farne un’abitudine, confrontali con quanto spendi per l’impianto di casa. Se stai valutando alternative, nella guida alla fonte di riscaldamento più economica per la casa mettiamo a confronto le principali soluzioni. E prima di affidarti alla stufetta, controlla di avere acceso l’impianto nei tempi consentiti: il calendario aggiornato è nella guida alle date di accensione del riscaldamento 2026.

Se il problema è il freddo nel letto, una stufetta accesa tutta la notte è la scelta meno efficiente: un apparecchio che scalda solo le lenzuola consuma molto meno, come spieghiamo nell’articolo sul consumo dello scaldaletto.

La stufetta elettrica fa saltare il contatore?

Sì, può farlo, se si somma ad altri elettrodomestici potenti. Come spiega ARERA nella pagina sulla potenza del contatore, nella maggior parte delle case italiane la potenza impegnata è di 3 kW: il contatore interrompe la fornitura quando la potenza prelevata supera quel valore maggiorato di una franchigia del 10%, cioè 3,3 kW.

Una stufetta da 2 kW occupa da sola due terzi di quella potenza. Se nello stesso momento parte la lavatrice in fase di riscaldamento, il forno o il bollitore, il distacco è probabile. Le soluzioni sono tre: usare la stufetta a potenza ridotta, evitare di accenderla insieme ad altri apparecchi che scaldano, oppure chiedere un aumento della potenza impegnata, che secondo ARERA costa circa 26 euro l’anno, IVA inclusa, per ogni kW in più, a cui si aggiungono i costi una tantum della pratica.

Cosa controllare quando compri una stufetta elettrica?

Non cercare l’etichetta energetica: le stufette elettriche non ce l’hanno. Il regolamento delegato (UE) 2015/1186 sull’etichettatura degli apparecchi per il riscaldamento d’ambiente locale esclude espressamente quelli elettrici. Valgono però i requisiti di progettazione ecocompatibile del regolamento (UE) 2015/1188 su EUR-Lex: dal 1° gennaio 2018 un apparecchio elettrico portatile deve avere un’efficienza energetica stagionale non inferiore al 36%.

Per raggiungere quella soglia contano soprattutto i controlli, ed è lì che conviene guardare:

  • Termostato elettronico: mantiene la temperatura impostata e spegne la resistenza quando non serve. Nel calcolo dell’efficienza previsto dal regolamento vale più di un termostato meccanico.
  • Timer giornaliero o settimanale: accende la stufetta solo quando serve, per esempio mezz’ora prima della sveglia.
  • Rilevamento della presenza: per gli apparecchi portatili è una delle funzioni aggiuntive che il regolamento conta come miglioramento dell’efficienza; nei modelli fissi conta anche il rilevamento della finestra aperta.
  • Più livelli di potenza: permettono di restare sotto la soglia del contatore.
  • Dispositivi di sicurezza indicati nel libretto, come lo spegnimento in caso di surriscaldamento o di ribaltamento, e l’indicazione esplicita se l’apparecchio si può usare in bagno.
Stufetta elettrica accesa in una stanza buia
Una stufetta va tenuta lontana da tende e mobili e non va lasciata accesa senza controllo. Foto di Alirad Zare su Unsplash

Come usare una stufetta elettrica in sicurezza?

La regola principale è non sovraccaricare le prese. I Vigili del Fuoco, nelle indicazioni sulla sicurezza in casa, ricordano che alimentare più apparecchi con una sola presa può provocare un forte riscaldamento con pericolo di incendio, invitano a limitare l’uso di prese multiple e a scegliere adattatori e spine adeguati al carico. Una stufetta assorbe molta corrente: va collegata direttamente a una presa a muro, non a una ciabatta già piena.

  • Tessuti lontani. I Vigili del Fuoco raccomandano di tenere l’arredamento lontano dalle fonti di calore e ricordano che molti incendi domestici partono da materiali combustibili come le tende. Rispetta le distanze indicate nel libretto della tua stufetta e non usarla per asciugare panni.
  • Mai coperta. Non appoggiare nulla sopra o davanti alle griglie di uscita del calore.
  • Cavo e spina. Non tirare il cavo per staccare la spina e non farlo passare sotto i tappeti. Se cavo o spina si scaldano molto, spegni e fai controllare l’impianto da un elettricista.
  • Bagno. I Vigili del Fuoco raccomandano di tenere gli apparecchi elettrici lontano da lavandini, vasche e docce. Usa solo una stufetta che il produttore dichiara adatta al bagno, posizionata come indica il libretto, e verifica che l’impianto abbia l’interruttore differenziale (il salvavita).
  • Bambini e animali. Scegli modelli stabili, con griglie che non si scaldano troppo, e non lasciarli soli accanto alla stufetta accesa.
  • Quando esci o dormi. Spegni la stufetta, o usa un timer che la spenga in automatico.

Se le prese anneriscono, l’interruttore scatta spesso o senti odore di bruciato, non insistere: serve un elettricista abilitato. La stufetta è un rimedio puntuale; se in una stanza fa freddo tutti gli anni, conviene capire perché e valutare con un tecnico altre strade, come quelle che raccontiamo nella guida per riscaldare casa senza termosifoni.

Cosa fare prima di accendere la stufetta?

Bastano sei verifiche, da fare una volta all’inizio della stagione.

  1. Leggi la potenza sulla targhetta e fai il conto: kW per ore per il prezzo al kWh della tua bolletta.
  2. Scegli il tipo in base all’uso: termoventilatore per pochi minuti, radiatore a olio o convettore per ore.
  3. Imposta il termostato su una temperatura moderata e usa il timer.
  4. Non accenderla insieme a forno, lavatrice o bollitore se hai un contatore da 3 kW.
  5. Collegala a una presa a muro, lontano da tende, letti e divani.
  6. In bagno, solo se il libretto lo consente.

Fonti

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