Chi vive o sta per comprare casa vicino a un elettrodotto si chiede se i campi elettromagnetici delle linee siano un rischio. Ecco cosa dicono l’Organizzazione mondiale della sanità e gli studi, quali limiti fissa la legge italiana, cos’è la fascia di rispetto e come verificare la situazione della propria casa.
Articolo aggiornato a ottobre 2026
I tralicci fanno parte del paesaggio italiano: attraversano campagne e periferie e a volte passano a poche decine di metri dalle abitazioni. Avere un traliccio dell’alta tensione vicino casa preoccupa molte persone, soprattutto per i campi elettromagnetici. La risposta della scienza è più sfumata di quanto si legga in rete: non c’è prova che le linee elettriche causino malattie, ma alcuni studi hanno trovato associazioni che hanno spinto a fissare limiti prudenziali. Vediamo con ordine cosa si sa, cosa prevede la legge e cosa si può fare in pratica.
In sintesi
- Le linee elettriche producono campi elettrici e magnetici a frequenza estremamente bassa (50 Hz), che non sono radiazioni ionizzanti come i raggi X.
- Dal 2001 la IARC, l’agenzia dell’OMS per la ricerca sul cancro, classifica i campi magnetici a bassissima frequenza come “possibili cancerogeni” (gruppo 2B), una categoria che indica prove limitate, non un rischio dimostrato.
- Gli studi hanno osservato un’associazione statistica con la leucemia infantile per esposizioni medie superiori a 0,3-0,4 microtesla, ma secondo l’OMS le prove non bastano a considerarla un rapporto di causa ed effetto.
- In Italia il DPCM 8 luglio 2003 fissa 100 microtesla come limite di esposizione, 10 come valore di attenzione nelle abitazioni e 3 come obiettivo di qualità per le nuove linee e le nuove costruzioni.
- Intorno a ogni linea c’è una fascia di rispetto in cui non si possono realizzare abitazioni, scuole o luoghi con permanenze di almeno quattro ore: per saperne l’ampiezza ci si rivolge al Comune o al gestore della linea.
Che cosa sono i tralicci e quali tensioni portano
Il traliccio è il sostegno metallico, a struttura reticolare, che regge i conduttori delle linee elettriche aeree. Le linee si distinguono in base alla tensione, cioè al livello a cui l’energia viene trasportata:
| Tipo di linea | Tensione | Valori tipici in Italia | Dove si vede |
|---|---|---|---|
| Altissima tensione | Oltre 150 kV | 220 e 380 kV | Grandi tralicci delle dorsali nazionali |
| Alta tensione | Da 30 a 150 kV | 132 e 150 kV | Tralicci tra stazioni e cabine primarie |
| Media tensione | Da 1 a 30 kV | 15 e 20 kV | Pali e piccoli tralicci, linee interrate in città |
| Bassa tensione | Fino a 1 kV | 230 e 400 V | Linee che arrivano nelle case |
Le linee in alta e altissima tensione formano la rete di trasmissione nazionale, gestita da Terna, che conta oltre 75.000 chilometri di linee. Media e bassa tensione costituiscono invece la rete di distribuzione locale. La storia di queste infrastrutture in Italia comincia nel luglio 1892 con la linea Tivoli-Roma, lunga 28 chilometri, che portava in città l’energia prodotta dalla centrale idroelettrica dell’Acquoria, sull’Aniene.

Quali campi produce una linea elettrica
Una linea elettrica genera due tipi di campo, entrambi alla frequenza di rete di 50 Hz:
- Il campo elettrico dipende dalla tensione della linea, si misura in volt per metro e viene schermato facilmente da muri, alberi ed edifici: dentro casa è molto ridotto.
- Il campo magnetico dipende dalla corrente che scorre nei conduttori, si misura in microtesla (µT) e attraversa i muri. Varia durante la giornata con i consumi e diminuisce rapidamente man mano che ci si allontana dalla linea.
Per questo, quando si parla di tralicci e salute, l’attenzione è concentrata sul campo magnetico e sull’esposizione prolungata, cioè sulle ore trascorse ogni giorno in casa, a scuola o al lavoro vicino alla linea.
È pericoloso abitare vicino a un traliccio? Cosa dice la scienza
Il riferimento principale è la monografia dell’Organizzazione mondiale della sanità sui campi a frequenza estremamente bassa, pubblicata nel 2007 e disponibile in italiano sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità. Questi sono i punti chiave:
- Classificazione IARC: nel 2001 la IARC ha classificato i campi magnetici a bassissima frequenza come possibili cancerogeni per l’uomo, gruppo 2B. È la categoria che si usa quando le prove sono limitate e non permettono conclusioni certe.
- Leucemia infantile: diversi studi epidemiologici hanno osservato un aumento del rischio nei bambini esposti in casa a campi magnetici medi superiori a 0,3-0,4 µT. Secondo l’OMS, però, le prove non sono abbastanza forti per considerare questa relazione causale: potrebbero pesare limiti degli studi e altri fattori, e gli esperimenti di laboratorio non hanno individuato un meccanismo biologico.
- Altre malattie: per tumori negli adulti, malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative ed effetti sulla riproduzione le prove sono giudicate inadeguate o non a sostegno di un legame.
- Effetti immediati: compaiono solo a intensità molto superiori a quelle che si trovano negli ambienti di vita, ed è proprio per evitarli che esistono i limiti di esposizione.
In sintesi, oggi non c’è prova che vivere vicino a un traliccio faccia ammalare, ma resta un’incertezza scientifica che giustifica un approccio prudente. L’OMS raccomanda misure di precauzione a basso costo, e l’Italia ha scelto valori più severi dei limiti internazionali. Chi ha preoccupazioni specifiche per la propria salute o per quella dei figli può parlarne con il medico.
Quali tralicci sono più “pericolosi”?
Più che la forma del traliccio contano la corrente che passa nella linea e la distanza dalla casa. Le linee in altissima tensione trasportano molta energia e hanno fasce di rispetto più ampie; quelle in media tensione, più numerose e vicine ai centri abitati, producono in genere campi minori e hanno fasce più strette. Lo stesso vale per le cabine elettriche di trasformazione, che hanno a loro volta una distanza di rispetto, calcolata dalle pareti esterne.
Esiste poi un pericolo concreto e immediato, che non ha nulla a che vedere con i campi: la folgorazione. Non bisogna mai arrampicarsi sui tralicci, avvicinarsi ai conduttori con scale, canne da pesca o attrezzi lunghi, far volare aquiloni o droni vicino alle linee, né toccare cavi caduti a terra: in quel caso si chiamano subito i soccorsi e il gestore della rete.
Cosa dice la legge: limiti e fasce di rispetto
La materia è regolata dalla legge quadro 36 del 2001 e dal DPCM 8 luglio 2003, che fissa tre soglie per il campo magnetico degli elettrodotti:
| Soglia | Valore | A cosa serve |
|---|---|---|
| Limite di esposizione | 100 µT (e 5 kV/m per il campo elettrico) | Non deve mai essere superato, per proteggere dagli effetti immediati |
| Valore di attenzione | 10 µT | Precauzione nelle abitazioni, nelle scuole, nelle aree gioco per l’infanzia e nei luoghi con permanenze di almeno quattro ore al giorno |
| Obiettivo di qualità | 3 µT | Da rispettare nella progettazione di nuove linee vicino a questi luoghi e di nuovi edifici vicino a linee esistenti |
I valori di attenzione e l’obiettivo di qualità si riferiscono alla mediana dei valori misurati nell’arco delle 24 ore, in condizioni normali di esercizio della linea.
Dall’obiettivo di qualità derivano le fasce di rispetto: lo spazio intorno all’elettrodotto in cui il campo magnetico può essere pari o superiore a 3 µT. Il metodo di calcolo è fissato dal decreto ministeriale del 29 maggio 2008, che introduce anche la DPA, la distanza di prima approssimazione, misurata a terra dal centro della linea. All’interno delle fasce di rispetto non sono ammessi edifici a uso residenziale, scolastico, sanitario o con permanenze non inferiori a quattro ore. L’ampiezza non è uguale per tutte le linee: dipende da tensione, corrente e disposizione dei conduttori, ed è il proprietario o gestore della linea a comunicarla alle autorità.
Come sapere se la tua casa è troppo vicina a un elettrodotto
- Chiedi al Comune: le fasce di rispetto degli elettrodotti compaiono negli strumenti urbanistici, e l’ufficio tecnico può dire se un edificio o un terreno vi ricade.
- Chiedi al gestore della linea: Terna per l’alta e l’altissima tensione, il distributore locale per la media tensione. Sono loro a calcolare DPA e fasce di rispetto.
- Fai misurare il campo: le ARPA regionali, le agenzie per la protezione dell’ambiente, controllano gli elettrodotti ed eseguono misure; in alternativa ci si può rivolgere a un tecnico con strumenti tarati. Perché abbia senso, la misura deve durare abbastanza da tenere conto delle variazioni di carico durante la giornata.
- Se stai comprando casa, fai queste verifiche prima della firma: oltre al tema della salute, la presenza di una fascia di rispetto può limitare ampliamenti e nuove costruzioni sul lotto.
Campi magnetici in casa: non solo i tralicci
Anche dentro casa ci sono sorgenti di campi magnetici a 50 Hz: l’impianto elettrico, gli elettrodomestici, i trasformatori. Molti apparecchi, a pochi centimetri di distanza, producono campi anche più intensi di una linea lontana decine di metri, ma si riducono rapidamente allontanandosi e durano solo il tempo dell’uso. Qualche accorgimento semplice: non tenere apparecchi accesi o alimentatori sul comodino accanto al letto, preferire la camera da letto lontana dal quadro elettrico e dai contatori e affidare l’impianto a un elettricista abilitato, che lo realizzi a norma. Se l’impianto è vecchio, la guida su come rifare l’impianto elettrico senza rompere i muri spiega come rinnovarlo con meno lavori.

Domande frequenti
È pericoloso vivere vicino a un traliccio dell’alta tensione?
Non c’è prova che causi malattie. La IARC classifica i campi magnetici a bassissima frequenza come possibili cancerogeni, gruppo 2B, sulla base di prove limitate, soprattutto per la leucemia infantile. Per prudenza la legge italiana fissa valori di attenzione e fasce di rispetto intorno alle linee.
A che distanza da un traliccio si può costruire una casa?
Non esiste una distanza unica: le nuove abitazioni devono stare fuori dalla fascia di rispetto della linea, la cui ampiezza dipende da tensione, corrente e disposizione dei conduttori. La distanza di prima approssimazione si chiede al Comune o al gestore della linea.
Tralicci dell’alta tensione e tumori: cosa si sa?
Alcuni studi hanno osservato più casi di leucemia infantile tra i bambini esposti a campi magnetici medi superiori a 0,3-0,4 microtesla, ma secondo l’OMS le prove non bastano a dimostrare un rapporto di causa. Per gli altri tumori le prove sono giudicate inadeguate.
Quali tralicci sono più pericolosi?
Per i campi magnetici contano la corrente della linea e la distanza, non la forma del traliccio: le linee in altissima tensione hanno fasce di rispetto più ampie. Il pericolo immediato è la folgorazione: non bisogna mai avvicinarsi ai conduttori o arrampicarsi sui sostegni.
Come si misura il campo magnetico in casa?
Con strumenti tarati, per un periodo che tenga conto delle variazioni di carico della linea, perché i limiti di legge si riferiscono alla mediana delle 24 ore. Ci si può rivolgere all’ARPA della propria regione, di solito attraverso il Comune, o a un tecnico specializzato.
