Risaie in Italia: dove si trovano, mappa delle zone e numeri del riso

Persona con cappello di paglia che trapianta piantine di riso in una risaia allagata

Dalle campagne di Vercelli, Novara e Pavia al Delta del Po, fino alle piccole coltivazioni di Sardegna, Toscana e Calabria: ecco dove sono le risaie in Italia, quanti ettari occupano, quali sono i risi a denominazione protetta e quando vedere il paesaggio del “mare a quadretti”.

Articolo aggiornato a ottobre 2026

Le risaie in Italia sono uno dei paesaggi agricoli più riconoscibili d’Europa: in primavera, quando vengono allagate, la pianura tra Piemonte e Lombardia diventa una distesa di specchi d’acqua divisi da argini e canali. L’Italia è il primo produttore di riso dell’Unione europea, e la coltivazione, documentata nel Nord almeno dalla seconda metà del Quattrocento, ha plasmato per secoli il territorio, l’architettura delle cascine e la vita delle comunità.

In sintesi

  • Secondo l’Ente Nazionale Risi, nel 2025 le risaie italiane coprivano 234.732 ettari, in crescita rispetto ai 226.129 del 2024.
  • L’Italia ha il 56,7% della superficie a riso dell’Unione europea; nel 2024 ha prodotto circa 1,4 milioni di tonnellate di risone.
  • Il cuore della risicoltura è la Pianura Padana occidentale: il Piemonte da solo, con le province di Vercelli e Novara, conta circa 114.000 ettari, poi la Lombardia con la Lomellina e il Pavese.
  • Coltivazioni più piccole si trovano in Veneto ed Emilia-Romagna, soprattutto nel Delta del Po, e in Sardegna, Toscana e Calabria.
  • I risi a denominazione protetta sono tre: Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, Riso Nano Vialone Veronese IGP e Riso del Delta del Po IGP.

Dove sono le risaie in Italia

La mappa del riso italiano segue il corso del Po e dei suoi affluenti. La grande maggioranza delle risaie si trova nella pianura tra Piemonte e Lombardia, dove l’abbondanza d’acqua delle Alpi, i terreni argillosi e una rete di canali costruita in secoli hanno reso possibile la sommersione dei campi. Andando da ovest verso est le aree principali sono queste:

  • Vercellese e Biellese (Piemonte): la zona più famosa, con la Baraggia ai piedi delle Alpi e le grandi tenute storiche come quella di Lucedio, nel comune di Trino.
  • Novarese (Piemonte): il prolungamento verso est del distretto vercellese, fino al Ticino.
  • Lomellina e Pavese (Lombardia): oltre il Ticino, una delle aree risicole più estese d’Italia, insieme al Milanese occidentale.
  • Veronese (Veneto): la pianura intorno a Isola della Scala, patria del Vialone Nano.
  • Delta del Po (Veneto ed Emilia-Romagna): le province di Rovigo e Ferrara, con risaie ricavate da terre di bonifica.
Lavoratori con cappelli di paglia in una risaia verde nella campagna vercellese
Le campagne di Vercelli sono il cuore storico della risicoltura italiana.

Quanti ettari di risaie ci sono in Italia

I dati ufficiali sono quelli dell’Ente Nazionale Risi, riportati dalla rivista di settore Riso Italiano: nel 2024 la superficie coltivata a riso era di 226.129 ettari, con una produzione di 1.394.866 tonnellate di risone e una resa media di 6,17 tonnellate per ettaro; nel 2025 la superficie è salita a 234.732 ettari.

Secondo i dati diffusi a settembre 2025 in occasione della rassegna Risò di Vercelli e riportati dall’ANSA, l’Italia ha il 56,7% della superficie a riso europea e il Piemonte da solo conta circa 114.000 ettari, il 52% del totale nazionale. La gran parte del resto è in Lombardia; Veneto, Emilia-Romagna e le altre regioni coprono quote molto più piccole.

Le risaie fuori dalla Pianura Padana

Il riso si coltiva anche in alcune aree del Centro, del Sud e delle isole, su superfici limitate ma con una storia interessante:

  • Sardegna: soprattutto nella piana di Oristano, la principale area risicola fuori dal Nord.
  • Toscana: piccole coltivazioni nella Maremma, intorno a Grosseto.
  • Calabria: nella piana di Sibari, sul versante ionico della provincia di Cosenza.
  • Sicilia: dove il riso arrivò con gli Arabi, oggi si contano esperienze di recupero in alcune zone umide.

I risi DOP e IGP

Tre risi italiani hanno una denominazione protetta a livello europeo:

  • Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, riconosciuto nel 2007, coltivato in 34 comuni delle province di Biella e Vercelli, con varietà come Arborio, Baldo, Balilla, Carnaroli, Sant’Andrea, Loto e Gladio;
  • Riso Nano Vialone Veronese IGP, coltivato in 24 comuni della pianura veronese;
  • Riso del Delta del Po IGP, tra le province di Rovigo e Ferrara, con varietà come Arborio, Baldo, Carnaroli e Volano.
Chicchi di riso bianco in un cesto di vimini con alcune spighe di riso
Arborio, Carnaroli, Vialone Nano: molte varietà da risotto nascono nelle risaie del Nord.

Il “mare a quadretti”: quando vedere le risaie allagate

Lo spettacolo più famoso delle risaie è la sommersione primaverile. Tra aprile e maggio, quando i campi vengono allagati per la semina, la pianura vercellese, novarese e lomellina si trasforma in un mosaico di specchi d’acqua che riflettono il cielo e le Alpi: il cosiddetto “mare a quadretti”, raccontato nel nostro articolo sul mare a quadretti delle risaie di Vercelli. In estate le risaie diventano verdi, a settembre dorate, poi arriva la raccolta.

Gran parte dell’acqua arriva da una rete di canali storici. Il più importante è il Canale Cavour, realizzato tra il 1863 e il 1866, che preleva l’acqua del Po a Chivasso e la porta fino al Ticino attraversando il Vercellese e il Novarese. Le risaie ospitano anche una fauna ricca, in particolare aironi e garzette, che nidificano in colonie chiamate garzaie.

Risaie, cascine e paesaggio

Le risaie hanno modellato anche il modo di abitare. Le grandi cascine a corte chiusa del Vercellese e della Lomellina, con abitazioni, stalle, magazzini e aie per essiccare il riso, ospitavano un tempo decine di famiglie e, durante la stagione della monda, le mondine che arrivavano da tutta l’Italia del Nord. Oggi molte di queste cascine sono state recuperate come abitazioni, agriturismi o sedi di aziende agricole. Se ti incuriosisce questa forma di abitare, ne parliamo nell’articolo su perché scegliere di abitare in una cascina.

Restano aperte le sfide ambientali: le risaie sommerse consumano molta acqua e producono metano, e per questo si diffondono tecniche come la semina in asciutta e la sommersione alternata. Le campagne del riso sono anche una meta di turismo lento, da percorrere in bicicletta o a piedi lungo gli argini.

Domande frequenti

Dove sono le risaie in Italia?

Soprattutto nella Pianura Padana occidentale: Vercellese, Novarese, Lomellina e Pavese, tra Piemonte e Lombardia. Ci sono risaie anche nel Veronese e nel Delta del Po, e in misura minore in Sardegna, Toscana e Calabria.

Quanti ettari di risaie ci sono in Italia?

Secondo l’Ente Nazionale Risi, 234.732 ettari nel 2025, contro i 226.129 del 2024.

Qual è la regione con più risaie?

Il Piemonte, con circa 114.000 ettari, il 52% della superficie nazionale, seguito dalla Lombardia.

Quando si vedono le risaie allagate?

Tra aprile e maggio, quando i campi vengono sommersi per la semina. È il periodo migliore per vedere il “mare a quadretti” nel Vercellese, nel Novarese e in Lomellina.

Quali sono i risi DOP e IGP italiani?

Il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese DOP, il Riso Nano Vialone Veronese IGP e il Riso del Delta del Po IGP.

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