Intervista a MindOnTheRoad: Antonio e Daniela Digital Nomads Consapevoli

Habitante ha incontrato i protagonisti di MindOnTheRoad, un progetto che nasce da due ragazzi “Digital Nomads per passione”. Di seguito l’intervista ad Antonio e Daniela.

Antonio Siciliano 23 anni, e Daniela Sarda 28 anni, sono due digital marketers Nomadi Digitali che condividono la loro esperienza sul loro blog MindOnTheRoad. Oggi raccontano ad Habitante il loro personale percorso verso il Nomadismo Digitale Consapevole. Si sono conosciuti a Roma durante un evento promosso da Start2Impact per tutti quei membri della community che avevano organizzato un’opera di cura verso l’ambiente o le persone, nel loro caso una raccolta di cibo e vestiti per i clochard. Da qui hanno iniziato a conoscersi e confrontarsi in un’ottica di crescita e supportarsi nel percorso di studi per realizzare il loro sogno di vita.

Buongiorno, MindOnTheRoad è un progetto che nasce da quando formate una coppia. Questa cosa vi ha aiutati nell’affrontare il percorso da Digital Nomads?

Antonio: È molto importante nell’affrontare un viaggio partire con qualcuno che condivida i tuoi stessi interessi. Tuttavia, a tratti può essere un po’ ostico. In generale, come dicevo è una cosa bella avere una compagnia costante con cui ti sposti. Durante i viaggi si è fuori dalla propria comfort zone, ma con il proprio partner si crea una “piccola” comfort zone. Il che è sia un bene che un male. Perché, appunto, è bello affrontare le cose insieme, ma allo stesso tempo non riesci a metterti in gioco al 100%.

Daniela: Magari la coppia limita un po’. Infatti, quando viaggi da solo scegli di provare esperienze per scoprire di più te sesso. Mentre, quando si è in coppia, come diceva Antonio c’è quel comfort che non ti fa fare quei “passi personali” per andare alla scoperta del luogo o delle persone del luogo. Il partner è sempre un punto di riferimento e di supporto.

Antonio: Anche considerando il fattore ostello, questa opzione la si sceglie specialmente quando si è in viaggio da soli per la convenienza. Anche se oggi stanno spopolando e costano molto di più.

In ogni caso, a persona un ostello costa minimo, da quello che abbiamo potuto constatare, per un mese 500/600 euro. Quindi, per due persone il prezzo viene raddoppiato. Mentre, prendendo un appartamento in coppia il costo finale è minore, specialmente se confrontato con i prezzi dell’ostello.   

MindOnTheRoad Digital Nomads Consapevoli

Intervista a Daniela e Antonio due Digital Nomads per passione – di MidOnTheRoad

Per voi essere Digital Nomads, da quello che ho potuto leggere sul vostro blog, non ha solo il significato di crescita professionale, ma anche crescita personale. Quindi, da quello che mi dite, è per voi anche crescita di coppia? Prendere scelte, cercare soluzioni agli eventuali problemi che si presentano durante un viaggio, ha fortificato il vostro rapporto?

Daniela: Nel nostro caso, l’obiettivo comune di vivere da Nomadi Digitali e viaggiare insieme ha accelerato la convivenza. Nel senso che, magari/di solito, in una coppia normale ci si frequenta per un periodo abbastanza lungo, per poi valutare, dopo anni, di andare a vivere insieme. Invece, noi abbiamo scelto sin da subito di convivere come Nomadi Digitali, anche per capire se la convivenza ci avrebbe allontanati o avvicinati. Quindi, quando si viaggia, è necessario adattarsi a determinate situazioni, che ti portano a capire come ci si trova con la persona che è al proprio fianco. Ad oggi, abbiamo superato questa prova, nel senso che come coppia ci siamo trovati bene sin da subito anche nella condivisione e nella convivenza.

MindOnTheRoad Digital Nomads Consapevoli

Intervista a Daniela e Antonio due Digital Nomads per passione – di MidOnTheRoad

Di cosa vi occupate?  Quali sono i lavori che rendono possibile la realizzazione di questo sogno? Come diventare Nomadi Digitali oggi?

Antonio: Le possibilità per diventare Nomadi Digitali oggi sono infinite. Io ho conosciuto il digital a 19 anni.  La regola generale per poter vivere viaggiando è quella di scegliere lavori da poter svolgere al computer per non aver bisogno di andare in loco. Per quanto riguarda noi, non facciamo lo stesso lavoro e le modalità secondo le quali lavoriamo sono diverse. Nel senso che io sono dipendente, mentre Daniela è una libera professionista.

Quindi, anche i lavori da dipendente, in alcuni casi come il mio, ti permettono di spostarti. Io sono Pay Per Click Analyst, e mi occupo della creazione di pubblicità su Google, Bing, e tutte le piattaforme su cui si possa fare pubblicità.

Daniela: Invece, io sono Social Media Manager e Copywriter. Quindi, mi occupo della gestione dei Social e delle attività online delle aziende, come la creazione di campagne pubblicitarie. Mentre, Antonio le fa anche su Google, io le faccio esclusivamente sui social. Inoltre, mi occupo anche di scrittura. Scrivo articoli e creo landing page per siti web e ideo brochure sempre per le aziende. Come diceva Antonio, io lavoro come libera professionista, quindi da freelance gestisco da sola tutta la mia attività. Infatti, cerco i miei clienti in autonomia, e considero questa attività come un secondo lavoro.

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Siete sempre in viaggio o comunque avete un posto in cui poter tornare a casa?

Antonio: Ora come ora non abbiamo una casa base. Attualmente paghiamo gli affitti in giro, nelle località che visitiamo. Per adesso siamo a Corralejo a Fuerteventura dove abbiamo affittato un appartamento per un mese. Tuttavia, se volessimo tornare in Italia, c’è la casa dei nostri genitori.

Daniela: Si, in Italia non abbiamo una casa comune. Non c’è qualcosa che abbiamo costruito insieme, ma di base ognuno ha la sua famiglia.

Antonio: A causa della pandemia abbiamo dovuto interrompere per un po’ i nostri viaggi. Invece, l’anno scorso siamo stati in viaggio per tutta l’estate. Abbiamo girato l’Italia in macchina, passando anche da Tursi, che ospita un meraviglioso spazio di Co-Working immerso nella natura. Tuttavia, poi da agosto 2021 ci siamo fermati a Palermo, a casa dei miei genitori, fino al mese scorso. Da quando la situazione pandemica si è tranquillizzata e le restrizioni sono state allentate, abbiamo ripreso a viaggiare.

Daniela: Noi come coppia viviamo insieme da ottobre 2020, a causa della pandemia, come diceva Antonio siamo stati fermi, quindi non abbiamo potuto viaggiare. Il nostro piano era quello di viaggiare sin da subito. L’intenzione era quella di spostarci a Budapest, ma a causa delle restrizioni siamo rimasti in Sicilia.

Quando le restrizioni sono diminuite, ne abbiamo approfittato, e nei weekend abbiamo deciso di visitare ed esplorare la Sicilia, affittando un appartamento tutto nostro. Invece, a giugno dello scorso anno, estate 2021 siamo andati in Sardegna, nella mia regione, per un paio di mesi. Ed è proprio ad agosto, che abbiamo iniziato a fare il giro dell’Italia On The Road in macchina di cui accennava Antonio. La prima tappa è stata la Toscana, poi siamo passati per il Lazio, la Campania e la Basilicata. Da lì siamo tornati in Sicilia, per poi ripartire per Le Canarie, per la prima volta insieme fuori dall’Italia, il mese scorso. Quindi, non abbiamo più una base fissa dove vivere, come veri e propri Digital Nomads.

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Come scegliete le mete? Dietro il mondo dei Digital Nomads c’è una rete composta da strutture ricettive e spazi di Co-working che facilitano questo stile di vita, le prendete in considerazione o seguite le vostre personali preferenze?

Antonio: Dietro la scelta delle mete da visitare c’è un mix di entrambe le opzioni. Molto spesso siamo influenzati da ciò che vediamo, magari se un Content Creator parla di un luogo in particolare e per noi è interessante lo prendiamo in considerazione e lo mettiamo in lista.

La cosa fondamentale che ci capita di fare, anche giornalmente, è quella di andare su AirBnb a cercare, inserendo nella barra di ricerca “ovunque”, dove si trova l’offerta di affitto più bassa. Da lì, se interessati creiamo un piano di viaggio utilizzando motori di ricerca come Skyscanner o direttamente il sito della RayanAir, per valutare i voli migliori.

Un altro aspetto fondamentale che consideriamo nella scelta delle località è il fuso orario. Perché essendo dipendente, lavoro seguendo il fuso orario italiano. Pertanto, lavorare con un fuso orario -7, per me sarebbe molto ostico.

Daniela: In una seconda fase, prendiamo in considerazione anche l’ambiente. Nel senso che, vediamo se il posto economico prescelto, ci può dare delle possibilità e se le caratteristiche del luogo sono adatte a ciò che desideriamo fare. Per esempio, incontrare altre persone, vivere il luogo, quindi, uscire, sentirci sicuri, visitare attrazioni, fare attività come escursioni e vivere esperienze indimenticabili.

Invece, per il momento i miei clienti sono solo in Italia, quindi la valutazione e la ricerca di nuovi contatti non ha influito sul luogo da visitare anche se è una cosa che ho preso in considerazione e che mi piacerebbe fare. Ciò che limita un po’ questa attività è la lingua, specialmente ora che siamo in Spagna. Penso che se magari fossimo in un Paese anglosassone avrei più confidenza nel fare questo passo, perché parlo l’inglese in maniera più fluente.

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Questo stile di vita costringe ad accettare dei compromessi. Qual è quello più oneroso che vi è capitato di dover gestire? Magari anche a livello monetario, quanto sono importanti i soldi in questa scelta di vita? Li reinvestite tutti per viaggiare?

Antonio: Per quanto riguarda i soldi, non li reinvestiamo tutti per viaggiare. In generale cerchiamo di risparmiare, conservare e vivere low cost per ottimizzare il più possibile le spese. Ciò non significa privarci di qualsiasi cosa, ma di tutto il superfluo, ovvero di tutte quelle cose non necessarie. In questo modo utilizziamo i risparmi per fare esperienze nuove, come ad esempio il surf al mare e l’escursione in Dune Buggy nelle dune o nel deserto. E farle in due costa! Quindi risparmiamo, per esempio sulla spesa, cercando di non strafare e acquistare il giusto per non buttare il cibo. E ciò ci permette di vivere esperienze nuove, che per noi rappresentano una ricchezza di vita.

Daniela: Risparmiamo anche sui vestiti. Ci distanziamo dalla Fast Fashion stagionale e preferiamo avere pochi vestiti, ma si qualità, per sfruttarli il più a lungo possibile. Da viaggiatori consapevoli siamo vicini a una sorta di minimalismo, compriamo solo le cose che ci servono ed eliminiamo tutte le spese passive.

Antonio: Questi più che compromessi sono abitudini chiave che ci migliorano e ci elevano nell’affrontare nuovi viaggi. Il vero e proprio compromesso è quello di partire soltanto con uno zaino, in cui mettiamo tutta l’attrezzatura necessaria a svolgere l’attività lavorativa, come il drone che prende un terzo dello zaino, e solo quattro maglie e due pantaloni.

Per quanto riguarda invece i mezzi per spostarsi, ciò che ci costa di più sono i voli aerei. Per esempio, qui dalle Canarie non ci sono molti aerei, e il compromesso per visitare questi posti è quello di spendere tanto. Infatti, per tornare in Italia non si riesce a spendere meno di 150 euro a testa.

Daniela: Il nostro sogno è quello di proseguire il nostro viaggio, tappa dopo tappa senza tornare indietro. Tuttavia, a metà giugno torneremo in Italia perché c’è Il Web Marketing Festival a Rimini. Quindi, parteciperemo a questo evento per un paio di giorni, però successivamente torneremo alle Canarie.

Dopo le Canarie, a settembre torneremo in Italia, prima in Sicilia e poi in Sardegna. Questo per due motivi, parteciperemo a degli eventi con le nostre famiglie, ma anche perché io da freelance con partita iva sono tenuta a stare in Italia per almeno 180 giorni, e vivo questo regola un po’ come un limite, il compromesso che devo necessariamente accettare.

MindOnTheRoad Digital Nomads Consapevoli

Intervista a Daniela e Antonio due Digital Nomads per passione – di MidOnTheRoad

Ogni volta che approdate in una nuova località dovete reinventarvi. C’è chi ha paura di approcciarsi a questa nuova tendenza del Nomadismo Digitale per via della sua ipotizzata precarietà. Voi che ci state riuscendo cosa consigliate a chi ha ancora dei dubbi del genere e qualche timore?

Antonio: A chi lavora da casa e ha ancora dei dubbi consiglio di partire proprio dal primissimo livello, ovvero, iniziare a cercare degli spazi di Co-working e sperimentarli per almeno una settimana. Questo è utile a capire come ci si trova a lavorare fuori di casa. Nel caso in cui si capisce che non è la soluzione migliore, è sempre possibile disdire l’abbonamento. Al contrario, se questa esperienza va bene ed è positiva, è sempre bene iniziare facendo piccoli passi alla volta.

Sconsiglio di partire dall’Italia verso l’Indonesia, specialmente alla prima esperienza. Perché si è lontani da casa, immersi in un’altra cultura con un altro fuso orario e per tornare ci vogliono più di una dozzina di ore.

Noi, come dicevamo, prima di prendere un volo abbiamo sperimentato il Nomadismo Digitale partendo con un giro d’Italia, dove tutto è ben collegato e abbastanza vicino. Quindi, in generale è sempre meglio partire gradualmente. Se lo si vuole, è possibile farlo, il tutto sta nel mindset giusto.

Daniela. È sempre meglio partire gradualmente per comprendere a pieno cosa significa e cosa implica un tipo di viaggio consapevole. Infatti, il viaggio serve a capire sé stessi e superare i propri limiti. Nel momento in cui si fa un passo, che può essere per esempio, abbonarsi a un Co-Working, ma si nota di avere un limite nell’andarci giornalmente, solo una volta superato quel determinato limite si può decidere di passare alla tappa successiva, in maniera graduale e consapevole. Oggi vivere da Nomadi Digitali è di tendenza, ma non deve essere per forza una cosa che si deve volere. Sicuramente il Nomadismo Digitale offre un’ampia gamma di opportunità a chi vuole viaggiare, ma chi non è realmente interessato a viaggiare e a provare nuove esperienze, non si deve sentire costretto ad intraprendere questo percorso, seppur lavora da casa.

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Nei vostri viaggi, scegliete posti particolari, anche barche. Create la workstation adatta ad affrontare le ore di lavoro in questi luoghi o cercate degli spazi di Co-working all’esterno?

Daniela: In barca ci siamo stati solo una notte grazie ad una collaborazione. Non abbiamo effettivamente vissuto la barca nella quotidianità. Tuttavia, tutto dipende molto dallo spirito di adattamento. Se si vogliono vivere determinate esperienze, bisogna essere pronti a tutto per vivere qualcosa in più che altrimenti non esisterebbe.

Antonio: Nel caso in cui ci fossero problemi di connessione, di solito è sempre meglio cercare degli spazi di Co-working all’esterno, però noi prediligiamo lavorare dal luogo in cui ci troviamo. Finché c’è la connessione riusciamo ad adattarci al meglio. Personalmente lavoro con un computer portatile e un monitor portatile, quindi l’unica cosa necessaria per svolgere l’attività lavorativa tranquillamente è avere un piano dove poter poggiare il pc e ovviamente una buona connessione ad Internet.

Per quanto i Co-working siano belli per fare network richiedono il sostentamento di una spesa, quella per l’abbonamento. E quindi in generale costano di più. Tuttavia, possono rappresentare la soluzione ideale per chi non si trova a lavorare bene da casa.

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Intervista a Daniela e Antonio due Digital Nomads per passione – di MidOnTheRoad

Cosa vorreste ancora visitare? Quali sono gli obiettivi futuri di MindOnTheRoad?

Daniela: Per ora, dopo il Web Marketing Festival, in progetto c’è il Gran Canaria. Però ci piacerebbe passare l’inverno in un posto meno freddo dove poter svernare.

Antonio: In questo momento, dopo le svariate ricerche su AirBnb, nonostante ci siano già dei posti che ci piacerebbe visitare ci sono le condizioni globali che influiscono sulla nostra scelta. Per esempio, vorremmo andare a Budapest, ma vorremmo evitare di spostarci troppo ad Est, vicino al conflitto.

Ma stavamo pensando di volare anche oltreoceano, magari verso i Caraibi, Cuba, Nicaragua. Oppure nuovamente in Italia, specialmente nei 180 giorni in cui Daniela è obbligata a rimanere in Italia.

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Intervista a Daniela e Antonio due Digital Nomads per passione – di MidOnTheRoad

Dove trovare MindOnTheRoad online?

Daniela: Per tutti i curiosi e quelli che vogliono sapere di più su questo mondo c’è il nostro blog, MindOnTheRoad, che significa letteralmente Con la mente in viaggio. Perché, come dicevamo anche prima, la nostra idea di viaggio parte dal mindset, dalla mente. Non appena si libera la mente inizia il viaggio.

Il nostro è un Nomadismo Digitale Consapevole che dà la possibilità di conoscere te stesso anche attraverso gli altri. Utile a creare relazioni e a scoprire il mondo. Una delle cose che ci ha aiutato di più nel riuscire ad affrontare questo percorso è stato poter incontrare persone che hanno i nostri stessi valori e interessi. Aspetti fondamentali per crescere e non perdersi.

Antonio: Sul Blog pubblichiamo articoli di approfondimento per tutti quelli che vogliono diventare Nomadi Digitali. Quindi, dedicato a tutti gli aspiranti Nomadi Digitali.

Per utili tips su come iniziare a vivere in questo modo ci sono anche canali più veloci come Instagram, Facebook, LinkedIn e YouTube. Su Instagram pubblichiamo contenuti informativi ogni giorno, mentre su You Tube, settimanalmente. Così diamo più informazioni possibili a chi vuole approcciarsi a questo mondo, per ottimizzare il viaggio e l’esperienza, perché più si risparmia, più si viaggia.

Non esitate a scriverci sulle nostre e-mail:

  • Daniela 👉 daniela.work.socialmedia@gmail.com
  • Antonio 👉 antoninodm6@gmail.com
  • MindOnTheRoad 👉 mindontheroadblog@gmail.com

Un ringraziamento speciale ad Antonio e Daniela per averci dedicato il loro prezioso tempo.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati di una ricerca condotta negli Stati Uniti il numero dei Nomadi Digitali è più che duplicato. Da 4.8 milioni nel 2018 a 10.9 milioni nel 2020.
  • Il 52% dei nomadi digitali intervistati ha dichiarato che la sfida più grande di questo stile di vita è trovare una connessione wi-fi affidabile.
  • La maggior parte dei Nomadi Digitali viaggia lentamente. Solo un 17% visita più di 5 Paesi all’anno.
  • Invece, il 30% dei Nomadi Digitali dichiara di lavorare più di 40 ore a settimana. Il 66% dono lavoratori dipendenti, mentre il restante 34% sono lavoratori autonomi.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.