Beeopak, la pellicola alimentare ecologica a base di cera d’api

Beeopak è una pellicola alimentare ecologica in tessuto di cotone biologico imbevuta di una speciale miscela 100% naturale a base di cera d’api biologica. Il prodotto è nato per conservare i cibi freschi a lungo, è in tessuto lavabile riutilizzabile per più di un anno ed è biodegradabile. Habitante ha intervistato la founder e CEO del progetto, Clarien Van De Coevering.

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Beeopak è un prodotto sostenibile che rivoluziona il modo di conservare il cibo. Può dirci di più sull’idea e sulla progettazione?

Beeopak è nato ispirandosi ad un oggetto antico, adattato però alle necessità di oggi, con innovazione ed eleganza. L’idea mi è venuta passeggiando tra gli alberi di nocciole: volevo offrire all’Italia un prodotto nuovo capace di valorizzare il cibo e la cultura che vi è legata.
La sua progettazione è frutto di una grande attività di ricerca: sia per il prodotto in sé, sia per gli ingredienti che lo compongono. Il design è stato disegnato apposta per noi da una freelance di Torino.
Inoltre, ci tengo sempre a sottolineare che Beeopak è multiuso: non soltanto conserva il cibo, ma può avere moltissimi utilizzi anche fuori dalla cucina.

Può spiegarci nel dettaglio i benefici di questo prodotto e delle sue componenti, in particolare sulla cera d’api?

Beeopak nasce da quattro ingredienti: cotone bio certificato GOTS filato per noi in Piemonte, olio di nocciola bio IGP Piemonte ad uso alimentare, resina di pino e cera d’api bio piemontese. Grazie alla cera d’api, Beeopak ha delle proprietà traspiranti e antibatteriche che permettono di conservare al meglio gli alimenti. Inoltre, grazie alla resina, il prodotto aderisce a qualsiasi materiale ed è impermeabile (e quindi lavabile e riutilizzabile). Ogni ingrediente però è fondamentale e rende Beeopak unico.

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Beeopak, la pellicola alimentare ecologica a base di cera d’api – immagine concessa da Roberta Giraudo

Utilizzare la sostenibilità per combattere lo spreco di cibo è sicuramente un modo di agire molto nobile e pian piano sta conquistando l’interesse di gran parte della comunità. Avete però riscontrato delle difficoltà all’avvio del progetto?

La difficoltà più grande probabilmente sta nel far conoscere il prodotto a chi non ne ha mai sentito parlare. Una volta capito come utilizzarlo è impossibile farne a meno, ma siamo talmente abituati ad utilizzare materiali monouso, plastica e a buttare via gli avanzi che inizialmente può sembrare difficile cambiare abitudini.
Soprattutto in Italia il concetto di “beeswrap” è ancora nuovo, mentre all’estero ha già preso piede. Un’altra difficoltà che abbiamo incontrato inizialmente è stata quella di trovare una categoria specifica per noi per poter ottenere la certificazione MOCA: Beeopak è un prodotto particolare.

Le api vengono spesso definite “sentinelle biologiche”. Come percepisce la recezione da parte della clientela, proprio in riferimento alla tutela dell’ambiente e delle api?

Buona parte della clientela ha a cuore il benessere delle api, dal momento che queste svolgono un importante ruolo come impollinatori e sono una specie a rischio. A volte però, riceviamo commenti relativi ad un presunto “sfruttamento delle api” da parte nostra. In questi casi rispondiamo sempre ricordando che la cera d’api che utilizziamo per i nostri prodotti è biologica e km0: questo comporta la presenza di requisiti e norme specifiche che hanno l’obiettivo di garantire il rispetto delle api, del loro ciclo vitale e dei loro ritmi naturali, proteggendole dai rischi esterni. Comprare da produttori biologici e vicini significa sostenerli e valorizzare le loro attività.

Secondo quanto riporta il Sole24Ore, i dati raccolti dalla rilevazione di SWG a febbraio di quest’anno su un campione di 1.200 cittadini italiani confermano che la quota di chi fa la spesa tramite un gruppo di acquisto solidale (i cosiddetti GAS, con cui anche voi collaborate) è passata dal 10% del 2018 al 12,3% del 2020, ovvero circa 800 mila persone in più. Come commenta questo dato?

Questo dato mostra chiaramente che sempre più persone sono interessate a seguire uno stile di vita sostenibile, equo e sano, e non possiamo che esserne contenti! I GAS sono per noi clienti molto importanti, coi quali cerchiamo di mantenere stretti rapporti offrendo loro anche prezzi scontati proprio perché vogliamo sostenere iniziative del genere.

Sulla base della sua esperienza, può dare qualche consiglio ai nostri lettori per evitare greenwashing e sprechi alimentari?

Ad Agosto è uscito un articolo che parla di greenwashing e come evitarlo sul nostro blog in cui abbiamo dato tre consigli principali: prestare attenzione alle certificazioni di enti terzi, imparziali ed autorizzati; alla trasparenza della aziende; e infine cercare di capire se il prodotto ha un prezzo adeguato e quindi viene lavorato eticamente e con materie prime di qualità e del territorio.
Per quanto riguarda gli sprechi alimentari, sicuramente utilizzare Beeopak può aiutare, grazie al fatto che conserva il cibo più fresco e più a lungo, ma in generale penso che serva imparare a cambiare le proprie abitudini: organizzarsi meglio con la spesa, mangiare sempre ciò che sta scadendo, sperimentare nuove ricette per unire avanzi e ciò che si ha in casa.

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Beeopak, la pellicola alimentare ecologica a base di cera d’api – immagine concessa da Roberta Giraudo

Cos’altro può dirci su questo prodotto?

Cerchiamo di essere sostenibili da un punto di vista sia ambientale (usando prodotti naturali, bio e km0) che sociale (svolgiamo attività di formazione e abbiamo diverse collaborazioni con l’obiettivo di creare un impatto sociale positivo) per essere un’azienda etica. Cerchiamo, inoltre, la sostenibilità anche nei dettagli: scegliamo fornitori certificati bio, riutilizziamo gli scarti e diamo loro una seconda vita. Per quanto riguarda il confezionamento, spediamo in scatole di recupero senza usare colla né materiali plastici e per le spedizioni ci affidiamo a corrieri che utilizzano le bici; tutto questo con l’obiettivo di essere un’azienda che non produce rifiuti: non buttiamo via nulla! Utilizziamo la nostra creatività per trovare soluzioni innovative e vicine a noi.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Più del 40% delle specie che garantiscono l’impollinazione rischia di scomparire; in particolare in Europa il 9,2% delle specie di api autoctone sono attualmente minacciate di estinzione (IUCN, 2015).
  • A scala globale, più del 90% dei principali tipi di colture sono visitati dagli Apoidei e circa il 30% dai ditteri (tra cui le mosche), mentre ciascuno degli altri gruppi tassonomici visita meno del 6% delle colture.
  • Circa l’84% delle specie di piante e l’80% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’impollinazione ad opera delle api ed altri insetti impollinatori (dati ISPRA).

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