Unesco Italia: alla scoperta dei Trulli di Alberobello

Nel 1996 si aggiungono i Trulli di Alberobello alla Lista dei Beni Unesco. Queste famosissime abitazioni, dalla millenaria storia e tradizione, sono situate nella bellissima Puglia.

I Trulli di Alberobello: cosa sono e quali materiali li caratterizzano

I trulli hanno una storia e una tradizione  antica. Sono delle strutture abitative rurali, delle capanne a base rettangolare, coperte da un tetto a forma conica.

Questi originali edifici sono costituiti da lastre calcaree (tetto) e pietre a secco incastonate. I muri bianchi sono edificati con tecnica a secco, senza utilizzo di malta o cemento e direttamente costruiti sulle fondamenta in pietra calcarea. Questa tecnica di lavorazione risale già alla preistoria e continua a vivere in questa regione.

trulli Alberobello

Unesco Italia: alla scoperta dei Trulli di Alberobello – Foto di Alessandro Ricciuti da Pixabay

La nascita dei Trulli di Alberobello

Queste esclusive abitazioni rurali sono diffuse in tutta la Valle d’Itria, nel sud della Puglia, anche se la concentrazione degli edifici meglio conservati si trova proprio ad Alberobello, con più di 1500 strutture, nei rioni di Monti e Aja Piccola e hanno una storia molto particolare.

In origine i trulli vengono utilizzati come abitazioni dei lavoratori agricoli o di piccoli proprietari terrieri, oppure come dei semplici ripari temporanei.

La località di Alberobello nasce tra il ‘400 ed il ‘500 per mano di alcuni contadini su commissione dei proprietari di quel territorio, ovvero dai Conti di Conversano. A quei tempi però, la Legge nel Regno di Napoli, vieta qualsiasi insediamento urbano senza l’apposita autorizzazione regia, che si può ottenere solo dietro il pagamento di alcuni tributi.

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Qui entra l’escamotage dei Conti che, per raggirare la Legge vigente, fanno costruire ai loro contadini delle abitazioni precarie, che non ricordassero delle case tradizionali. Così quello che era un bosco di querce è diventato Alberobello con i trulli costruiti in pietra a secco, in modo tale che si potessero demolire con facilità, in caso di ispezione regia, senza risultare un insediamento urbano abusivo.

Questo fino al 1797, quando il dominio feudale cessa e il re Borbone di Napoli, Ferdinando IV, decide di assegnare all’area lo status di città regia, con il nome di Alberobello. Questo ha però comportato il disuso di ergere nuovi trulli.

trulli Alberobello

Unesco Italia: alla scoperta dei Trulli di Alberobello – Foto di cy125it da Pixabay

L’inserimento nella Lista dei Beni Unesco dei Trulli

Le costruzioni dei trulli rappresentano un valore immenso sia per l’ingegno umano unito alle risorse del territorio naturale, che per l’unicità e la sopravvivenza delle strutture stesse. Difatti, l’Unesco cita i seguenti criteri dichiarando i Trulli di Alberobello Patrimonio dell’Umanità, il 7 dicembre 1996:

  • sono testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa.
  • Costituiscono un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri una o più importanti fasi nella storia umana.
  • Sono un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.
trulli Alberobello

Unesco Italia: alla scoperta dei Trulli di Alberobello – Foto di Ricardo Gomez Angel su Unsplash

Sempre il Centro del Patrimonio Mondiale afferma che:

“I trulli di Alberobello rappresentano un sito di valore universale ed eccezionale in quanto sono l’esempio di una forma di costruzione ereditata dalla preistoria e sopravvissuta intatta, pur nell’uso continuativo, fino ai nostri giorni”.

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Pillole di Curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Alberobello comprende 6 lotti di terreno che si estendono su una superficie di 11 ettari. All’interno si trovano 2 quartieri della città: il Rione Monti con 1.030 trulli e il  Rione Aia Piccola con 590 trulli.
  • Tra di essi spicca il Trullo Sovrano, un raro esempio di trullo a due piani.
  • I disegni/simboli in cenere bianca che vedete rappresentati sui tetti dei trulli, hanno un significato religioso o mitologico e la punta del pinnacolo ha lo scopo di scacciare le influenze maligne o la sfortuna.

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