Le imprese italiane e la green transition: il 38% ha già investito

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Ebbene sì, la tanto bella Italia è popolata da aziende che vogliono investire sull’aspetto sostenibile, che credono in un mondo migliore. Le aziende interessate sono ubicate maggiormente nel nord Italia e sono impegnate nel settore manifatturiero, alberghiero e turistico. I dati parlano chiaro su le imprese italiane e la green transition: il 38% ha già investito.

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Le imprese italiane e la green transition: i dati

Un’azienda su due, in Italia, sostiene che il processo di transizione che porta ad un’economia sostenibile, può avere un impatto estremamente positivo sull’attività aziendale. Così, molte imprese hanno deciso di iniziare ciò che si può chiamare la “green transition”, inserendola nel loro business plan. In particolare sono stati fatti dei grossi investimenti guidati da tutti i criteri ESG, su asset che possa permettere dei nuovi modelli produttivi. Ma solo il 4% delle aziende italiane pensa che lo sviluppo sostenibile possa non essere un aspetto positivo per l’impresa, ma possa solo essere un freno alla crescita aziendale. Si tratta solo del 37% delle aziende che ha già pensato di avviare un programma green per la propria attività e il 27,8% aveva iniziato già nel 2020. In particolare, si possono analizzare quattro pilastri importanti dietro a cui ogni impresa che ha deciso di intraprendere questa scelta ha posizionato come obbiettivo aziendale:

  • Un cambiamento che porti un risvolto positivo sul business aziendale
  • Possibilità di mettersi al riparo dagli effetti del cambiamento climatico
  • La volontà di investire nell’aspetto sostenibile per modificare i modelli produttivi
  • Un’occasione per poter riformare ciò che sono i modelli di business aziendale
  • Investire nella green transition vuol dire solvibilità di un’azienda ma anche l’affidabilità che l’azienda mostra ai clienti

Le aziende investono sulla green transition: perché?

Il motivo principale per cui una parte di aziende italiane ha deciso di investire sull’aspetto green, è sicuramente dato dal fatto che vogliono crearsi un vantaggio competitivo sulle altre. Il treno della sostenibilità sembra aver assegnato tutti i suoi posti disponibile, infatti, ci sono moltissime aziende che lo vedono come un acceleratore per il proprio business. Investire sull’aspetto sostenibile vuol dire cambiare il modello organizzativo aziendale e stravolgerlo, ma non solo, perché viene anche cambiato il modo di approcciarsi al mercato. Anche l’Unione Europea e il Governo italiano stanno insistendo su questo aspetto, vogliono invogliare le azienda a lanciarsi nel mondo sostenibile, con uno sviluppo green, ed un percorso utile per incoraggiare le aziende ad investire e a cambiare. Tant’è che uno dei principi dell’ESG è proprio quello di vedere la sostenibilità come un parametro per calcolare la solvibilità di un’azienda.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Uno studio condotto da Euler Hermes con Format Research riporta che le imprese italiane, quelle non aderenti allo sviluppo sostenibile aziendale, hanno fatturato 2,5 milioni di euro. Si tratta del 4%.
  • Ai tropici, l’aumento delle temperature della superficie del mare può essere collegato in modo relativamente semplice alla formazione di tempeste, e il caso di tempeste più intense sembra più o meno risolto. Ma alle medie latitudini, dove i processi atmosferici sono più complessi, alcuni modelli climatici prevedono più tempeste mentre altri no.
  • I cambiamenti climatici influenzano le stagioni riproduttive delle piante. Le stagioni di fioritura delle piante sono influenzate dai cambiamenti climatici causati dall’uomo. I documenti storici dei festival giapponesi che celebrano la fioritura dei ciliegi hanno dimostrato che ora stanno sbocciando prima di qualsiasi momento negli ultimi 1.200 anni di conservazione dei registri. I cambiamenti nelle stagioni riproduttive delle piante possono avere un effetto secondario sull’intera catena alimentare, compresi gli impollinatori, influenzando i tassi di sopravvivenza.

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Scrittrice, redattrice e agente immobiliare. Esperta del settore casa e sostenibilità. Specializzata in progettazione di giardini e laureata in Comunicazione. Da sempre, scrive e parla di arredamento, case e giardini. Amante del mondo vintage, country e in particolare, dell'arredamento antico inglese.