In Europa l’Italia è leader nel riciclo dei rifiuti

Economia circolare: Francia, Germania e Spagna dopo l’Italia nel riciclo dei rifiuti

In Europa l’Italia è leader nel riciclo dei rifiuti. Infatti, sul terreno dell’economia circolare l’Italia si posiziona al primo posto per gli indicatori più importanti di circolarità dell’Unione Europea. Qui la percentuale di riciclo di tutti i rifiuti ha raggiunto quasi il 68%, il dato più elevato dell’Unione europea. Tuttavia, è ancora in difficoltà per quanto riguarda tre settori: consumo di suolo, eco innovazione e riparazione dei beni.

Ciò è quanto emerge dal Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2022, giunto alla sua quarta edizione. In particolare, lo studio è stato realizzato dal CEN (Circular Economy Network), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni di impresa, in collaborazione con Enea.

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Ma tra le cinque maggiori economie al centro dell’analisi di questo Rapporto (Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna) le differenze sul riciclo dei rifiuti sono consistenti: si va dalle 7,4 tonnellate per abitante dell’Italia alle 17,5 della Polonia. La Germania è a quota 13,4 tonnellate, la Francia a 8,1, la Spagna a 10,3. Inoltre, in Europa nel 2020, a parità di potere d’acquisto, per ogni kg di risorse consumate sono stati generati 2,1 euro di Pil. L’Italia è arrivata a 3,5 euro di Pil (il 60% in più rispetto alla media Ue). Pertanto, per nessuno dei cinque Paesi europei esaminati si è registrato un incremento nella produttività delle risorse.

In Europa l’Italia è leader nel riciclo dei rifiuti

In Europa l’Italia è leader nel riciclo dei rifiuti – shutterstock foto di Prostock-studio

Riciclo dei rifiuti: in Italia la percentuale più elevata

In generale in Italia la percentuale di riciclo di tutti i rifiuti ha raggiunto quasi il 68%: è il dato più elevato dell’Unione europea.

Infatti, tra le cinque economie osservate, l’Italia è quella che al 2018 ha avviato a riciclo la quota maggiore di rifiuti speciali (quelli provenienti da industrie e aziende): circa il 75%.

Per quanto riguarda i rifiuti urbani (il 10% dei rifiuti totali generati nell’Unione europea) l’obiettivo di riciclaggio è del 55% al 2025, del 60% al 2030 e del 65% al 2035.

Così, dopo la Germania, le migliori prestazioni sono quelle di Francia (18%) e Italia (20,1%).

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Economia e risorse con il Pnrr

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza indica due obiettivi di carattere generale per quanto attiene all’economia circolare:

  • rendere performante la filiera del riciclo con interventi volti a consentire il recupero delle materie prime seconde;
  • implementare il paradigma dell’economia circolare, riducendo l’uso di materie prime di cui il Paese è carente e sostituendole progressivamente con materie prime seconde.

Pertanto sono presenti ulteriori investimenti che potrebbero contribuire allo sviluppo dell’economia circolare qui in Italia. Infatti, è l’economia circolare che può fare la differenza in quanto è importante trovare all’interno del Paese le risorse più costose da importare.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Nel 2020, ultimo anno di dati disponibile, il tasso di utilizzo di materia proveniente dal riciclo nell’Ue è stato pari al 12,8%, mentre in Italia il valore ha raggiunto il 21,6%, secondo solamente a quello della Francia (22,2%) e di oltre otto punti percentuali superiore a quello della Germania (13,4%).
  • In media in Europa nel 2020 sono state consumate circa 13 tonnellate pro capite di materiali.
  • Ci sono invece settori in cui l’Italia è in netta difficoltà. Uno è il consumo di suolo: nel 2018 nella UE a 27 Paesi risultava coperto da superficie artificiale il 4,2% del territorio. La Polonia era al 3,6%, la Spagna al 3,7%, la Francia al 5,6%, l’Italia al 7,1%, la Germania al 7,6 %. Anche per l’eco-innovazione l’Italia è tra gli ultimi posti: nel 2021 dal punto di vista degli investimenti in questo settore l’Italia appare al 13° posto nell’UE con un indice di 79.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.