L’importanza del Made in Italy nel mondo

L’importanza del Made in Italy nel mondo è dovuta a una serie di prodotti di eccellenza che si distinguono per un alto livello qualitativo dei materiali utilizzati, stile raffinato, innovazione, cura dei dettagli, fantasia delle soluzioni adottate, capacità di durare nel tempo.

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L’importanza del Made in Italy nel mondo: l’espressione

Secondo alcune ricerche di mercato, l’espressione Made in Italy è nota nel mondo quasi allo stesso livello di Coca-Cola e Visa. Può però capitare che venga apposta, per indurre in inganno i compratori, anche su prodotti di origine non italiana. Per questa ragione l’uso dell’espressione è regolato da numerose leggi italiane e da accordi internazionali. Il requisito fondamentale è che sia stato progettato, ideato e disegnato in Italia, anche se industrialmente è prodotto altrove.

Le prime grandi industrie sorsero in Italia all’inizio del XX secolo nel cosiddetto triangolo industriale, cioè Milano-Torino-Genova. Dagli anni Settanta del novecento, si è affermato un modello di organizzazione industriale innovativo, chiamato “distretto”.

L’importanza del Made in Italy nel mondo parte dal Medioevo

In Italia la fioritura delle attività artigiane iniziò dopo l’anno mille, quando le città del nord e del centro fondarono i Comuni. Gli artigiani si riunirono in corporazioni per tutelare i loro interessi. Da allora la Bottega Artigiana italiana si è caratterizzata per un patrimonio di conoscenze manuali tramandate di generazione in generazione. La produzione di sarti, orefici, fabbri, restauratori, falegnami, calzolai, vetrai e liutai italiani è ammirata in tutto il mondo. Il Made in Italy ha un ruolo ormai cruciale nell’economia mondiale e nella proliferazione di nuove opportunità lavorative per l’import e per l’export di tutto ciò che viene prodotto in Italia, il cosiddetto Bel Paese, noto all’estero per essere dimora di una eccellente artigianalità. Il marchio Made in Italy infatti cresce ogni anno di circa il 14% e il suo fatturato ammonta a circa 96,9 miliardi di dollari.

I settori di crescita

Il terzo posto spetta ai marchi della telefonia italiana che stanno vedendo una crescita del 12%.

Il secondo e il terzo podio del mercato del Made in Italy sono ricoperti dai marchi di lusso italiani e del prêt à porter, che raccolgono una fetta pari al 40% del mercato locale.

A ricavare maggiore profitto dal Made in Italy sono settori come moda, fashion, food & wine in cui rientrano anche adeguate strategie di comunicazione e marketing digitale.

Il meglio del Made in Italy

Il mercato del Made in Italy alimentare rappresenta la salvezza dell’economia italiana. Coldiretti analizzando i dati relativi al commercio estero dell’Istat, rileva che nell’ultimo trimestre del 2019, il valore delle esportazioni dell’agroalimentare arrivano a ben 21,4 miliardi, registrando un aumento del 5,5%.

Nelle esportazioni negli USA si è registrato un aumento pari al 11%, combattendo dunque le difficoltà legate ai dazi per alcuni prodotti europei. In Europa si è verificato un aumento del 5% relativamente al territorio francese, del 2% per la Germania e la Gran Bretagna. Il settore vinicolo ha riscontrato nei primi 9 mesi del 2019 un valore delle esportazioni di ben 3 miliardi, con un aumento pari al 3% rispetto all’anno 2018.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’Istat afferma che dal 2000 ad oggi l’export agroalimentare è più che raddoppiato a differenza dell’aumento del settore industriale nel suo complesso che è aumentato di 1,76 volte. I prodotti italiani sono esportati soprattutto dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia Romagna, per arrivare principalmente nel mercato tedesco. Invece, rispetto ai paesi esportatori, l’Italia rappresenta il quarto Paese impegnato nell’export di prodotti agroalimentari dopo Germania, Francia, Stati Uniti e Cina.
  • I dati dell’associazione di categoria Assica affermano che tra il gennaio e il settembre 2018 sono state esportate nei Paesi europei più di 110.000 tonnellate di salumi, relativi ad un fatturato di circa 860 milioni di euro.

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