Il materiale a base vegetale per sostituire la plastica monouso

I ricercatori dell’Università di Cambridge hanno creato un materiale a base vegetale per sostituire la plastica.

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Un materiale a base vegetale per sostituire la plastica: di cosa si tratta

Grazie a un film polimero creato imitando le proprietà della tela del ragno, materiale naturale molto resistente, si potrebbero sostituire molti tipi di plastica in uso oggi soprattutto a uso domestico. Il nuovo materiale è stato creato assemblando le proteine delle piante. In questo modo è stata imitata la seta a livello molecolare. Le proteine naturali producono un film rigido di ‘simil-plastica’ elaborabile su larga scala. Si possono poi aggiungere anche dei coloranti naturali e può essere reso impermeabile.

La nuova simil-plastica naturale è inoltre completamente compostabile a casa autonomamente. Verrà lanciata sul mercato dalla società dell’Università di Cambrige, Xampla, che sviluppa soluzioni alternative alla plastica per i prodotti monouso. Già dalla fine di quest’anno verrà prodotta una linea di sacchetti monouso e capsule sostenibili.

Lo studio

“Il risultato dipende da uno studio durato più di dieci anni per capire come la natura genera materiali dalle proteine – spiegano gli autori della ricerca. – Non siamo partiti con l’intenzione di vincere la sfida della sostenibilità ambientale – siamo stati spinti dalla curiosità e dal creare nuovi materiali. Il punto di svolta è stato essere in grado di riconoscere il fenomeno delle proteine che si auto-assemblano, in modo da creare nuovi e innovativi materiali”.

Non si sa infatti ancora molto su come le proteine delle piante si assemblino fra di loro ma si spera che i continui studi aiutino a sostituire progressivamente la plastica in ogni settore.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo i dati WWF, la produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali.

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Sono laureata in giornalismo e lavoro come redattrice, traduttrice e copywriter. Mi piace parlare di tutto con approccio scientifico, soprattutto di enogastronomia. Scrivo di moda e la creo (sono anche ricamatrice e modellista sartoriale).