Cos’è la “workation” e perché a molti sta cambiando la vita

La parola Workation nasce dall’unione della parola work e la parola vacation ed è proprio quello rappresenta: la possibilità di lavorare in remoto da un luogo di villeggiatura.

Una famosa frase diceva “scegli il lavoro che ami e non lavorerai neanche un giorno in tutta la tua vita.” Per chi sposa la filosofia della Workation come stile di vita è proprio così.

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I vantaggi della Workation

Non tutti possono permettersi di lavorare in vacanza. Oppure neanche riescono a pensare di unire il lavoro alla vacanza. Ma per tutti quelli che già lavorano in remoto la modalità workation è senza dubbio la soluzione ideale.

Per queste persone l’ambiente domestico potrebbe infatti non essere il luogo adatto dove lavorare. Rappresentare per qualche ragione, una fonte aggiuntiva di stress. In questi casi, il cambio di location può invece aiutare a migliorare la concentrazione e la produttività.

La tendenza si sta sviluppando anche in Italia ed ha subìto un’accelerazione proprio con la pandemia. In seguito al diffondersi dello Smart Working molte persone sono state costrette a lavorare da casa. Per alcuni questo modo di lavorare è stato motivo di stress ha tolto stimoli e concentrazione. La workstation può quindi voler dire lavorare in nuovi ambienti e nuovi spazi.

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Cos’è la “workation” e perché a molti sta cambiando la vita .Shutterstock di kitzcorner

Come svolgere la vacanza-lavoro in Workation

La workstation è perciò una modalità di lavoro agile che combina lo smart working alle destinazioni di vacanze. E mentre ancora in molti discutono su i pro e i contro dello smart working, chi sceglie il workstation ha già deciso. Anziché restare chiusi tra le mura domestiche questi lavoratori possono spostarsi dove vogliono. Riscoprire il contatto con la natura o visitare posti nuovi.

Questa tendenza ha subito un’accelerazione con la pandemia, nel 2020. Da allora sono cambiate molte abitudini delle persone, anche quelle che riguardano il modo di viaggiare e di lavorare.

La moda del workstation è difatti un trend che influisce anche sul settore turistico e può essere considerata una grande occasione di rilancio per le aziende del settore dell’ospitalità. Un mezzo per incentivare il turismo e rilanciarlo, considerato il calo di visite registrato negli ultimi anni. Proprio per questo ci sono strutture alberghiere che hanno visto un potenziale in questa moda ed hanno iniziato a creare servizi ad hoc.

Si parla di servizi fondamentali come il Wi-Fi per lavorare in remoto ma anche camere con postazioni di lavoro complete di tutto il necessario per permettere agli ospiti di lavorare come in un vero ufficio.

Realtà più strutturare forniscono persino pacchetti per la workation dedicati sia ai lavoratori che alle loro famiglie.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Da un’indagine Istat del 2020 è emerso che già da marzo ad aprile dello stesso anno, la percentuale di impiegati che svolgono il proprio lavoro da remoto ha raggiunto l’8,8%, contro l’1,2% precedente alla pandemia.
  • Stando ai risultati di un sondaggio di Airbnb condotto su un campione di 2000 lavoratori italiani, il 66% degli intervistati avrebbe dichiarato l’intenzione di recarsi, nei mesi successivi, lontano da casa per portare avanti le proprie attività in smart working. 
  • Inoltre, sebbene il 34% preferirebbe optare per una vacanza di prossimità. I luoghi più ambiti sono per 39% gli alloggi vicino al mare, il 20% chalet di montagna e il 13% case al lago.

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