Come sostituire la plastica in casa

Il problema legato all’inquinamento da plastica si sa, è una questione globale. Scegliere di orientarsi verso uno stile di vita plastic free è un gesto di rispetto sia per l’ambiente sia per la propria salute. Bastano piccole scelte quotidiane per iniziare a cambiare le cose e diminuire l’impatto sull’ambiente. Scopri come sostituire la plastica in casa.

La produzione di materie plastiche

La produzione di materie plastiche, dalla loro scoperta, è cresciuta in maniera esponenziale, e la dipendenza da esse altrettanto. Inoltre, il fattore più preoccupante è che ben il 40% della plastica prodotta è usa e getta. Ciò significa che quotidianamente quantità enormi di plastica vengono disperse nell’ambiente poiché nella maggior parte degli Stati non esiste un sistema di raccolta e riciclaggio efficiente di questo materiale. Tuttavia, piccole scelte quotidiane, partendo dal cambiare le proprie abitudini, possono fare la differenza, come quella di sostituire la plastica in casa.

Come sostituire la plastica in casa

Come sostituire la plastica in casa – shutterstock foto di SewCream

L’utilizzo di plastica nelle nostre case

Gli oggetti di plastica di uso quotidiano sono tantissimi e gran parte di essi è di tipo usa e getta. Per convertire le abitudini verso una vita plastic free è necessario disfarsi prima di ogni altra cosa di tutta la plastica monouso che giornalmente viene dispersa nell’ambiente. Infatti, basta pensare che ogni cittadino italiano produce 1 kg di plastica in 5 giorni.

Secondo il report di Oceanconservancy.org i 10 rifiuti più diffusi sono di origine plastica e prevalentemente di uso domestico. Questi sono mozziconi di sigaretta, imballaggi alimentari, cannucce, cucchiai, coltelli e forchette, bottiglie, buste della spesa, coperchi di plastica e bicchieri e piatti. Altra plastica presente nell’ambiente domestico si trova in giocattoli per bambini, pellicole da cucina, spazzolini da denti, contenitori di detersivi per il bucato e detergenti sia personali sia per la casa, anche se dal 2020 in alcuni prodotti se ne è bandito l’uso.

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Le alternative alla plastica

Per convertirsi ad una vita plastic free la scelta più immediata è quella di puntare ad oggetti di uso comune composti da materiali alternativi, e optare per il riuso. Riducendo, così, l’utilizzo di prodotti monouso, come le cannucce di plastica, i sacchetti della spesa, le gomme da masticare e i bicchieri, le posate e piatti usa-e-getta. Questi infatti, sono difficili da riciclare e sono i principali responsabili dell’inquinamento. Piuttosto è meglio preferire le nuove posate in bambù che oltre ad essere belle da vedere sono utili e hanno un minor impatto ambientale.

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I materiali riciclabili e riutilizzabili

In commercio è possibile trovare materiali riciclabili e riutilizzabili, ideali da preferire agli oggetti e agli accessori di plastica. Eccone alcuni:

  • Acciaio inossidabile – Resistente e facile da pulire, ideale per contenitori riutilizzabili per il cibo e per le bevande.
  • Vetro – Sebbene non biodegradabile, il vetro è un materiale riutilizzabile e riciclabile praticamente all’infinito. Gli oggetti in vetro possono essere riutilizzati come contenitori per svariate funzioni
  • Legno – Risorsa rinnovabile, che può sostituire la plastica in oggetti come utensili da cucina, taglieri, spazzole per la cucina ed anche spazzolini da denti.
  • Tessuto di cera d’api – Perfetto per buste per la spesa e come pellicola per alimenti. Il tessuto rivestito di cera d’api è facile da lavare e da usare, oltre ad avere un’ottima profumazione.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’inquinamento da plastiche più aspro è prodotto dalle nano e microplastiche presenti nella composizione di prodotti per la pulizia e l’igiene personale, soprattutto per il bucato. Per questo è preferibile utilizzare detersivi sfusi o prodotti naturali come bicarbonato di sodio, limone e succo di limone, aceto di vino bianco, prodotti ecologici e naturali.
  • I dati sui rifiuti di plastica pro capite sono allarmanti. Infatti, ogni 5 giorni, un italiano produce in media 1 chilogrammo di rifiuti plastici. Troppi soprattutto a fronte del fatto che su scala europea il 40% della plastica viene persa e non avviata al riciclo.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.