Vivere senza plastica per una settimana: intervista a Wildflowermood

Vivere senza plastica oggi non è più un invito, ma una esigenza vera, reale, immediata. Urge un cambio di rotta nello stile di vita di ognuno di noi.

Dopo aver parlato di Stop alla plastica: la normativa del Parlamento Europeo, il caso dei supermercati senza plastica in Olanda e il record #plasticfree in Sicilia, Habitante ha deciso di intervistare Francesca Ruvolo, nomade digitale, che ci racconterà la sua esperienza: vivere senza plastica per una settimana.

Credits: Wildflowermood youtube channel

Francesca aka Wildflowermood è una giovane youtuber italiana che da anni viaggia raccontando le sue esperienze in video. Laureata in Comunicazione e Marketing, ha sempre avuto una passione per i viaggi e le lingue straniere. Una passione che la sta portando e, le auguriamo, la porterà lontano.

Scopriamo Wildflowermood proprio grazie ai social network: è su instagram che Francesca ci invita a guardare il suo video su come vivere senza plastica per una settimana. Ma vogliamo saperne di più!

Credits: Wildflowermood

Nei tuoi video mostri un modo di vivere più naturale, eco-sostenibile sì, ma realmente vicino alla natura. Come è nata l’idea di mollare tutto (comodità comprese) e trasferirti a Bali?

“È stato un processo molto naturale iniziato 4 anni fa. Appena laureata alla magistrale, infatti, sono partita per il Messico da sola e ho conosciuto moltissimi nomadi, alcuni digitali ed altri no, che riuscivano a combinare la passione per i viaggi con il loro lavoro. Da lì ho deciso che avrei usato al meglio le mie conoscenze in marketing per impostare tutto il mio lavoro online.

Ho vissuto in Messico, a New York e ho fatto un viaggio di 6 mesi in Sud America. A giugno del 2017 ho deciso di voler lavorare per me stessa, creando la mia presenza online con Wildflowermood.

Infine, a dicembre del 2017 sono venuta a Bali, ne avevo spesso sentito parlare ed ero molto curiosa. Una volta arrivata qui me ne sono innamorata: oltre alla bellezza naturale e allo stile di vita, ho trovato un “concentrato” di persone molto simili a me, giovani “nomadi” con molte idee in testa, chi aveva già successo e chi stava ancora provando a crescere. Lo scambio di idee ed energia con queste persone è stato ciò che mi ha fatto chiamare questa terra casa.”

E’ possibile oggi vivere senza plastica e in modo sostenibile? Il web ci propone anche altri youtuber internazionali che hanno colto la sfida di vivere una settimana #plasticfree. Tu sei la prima italiana che ci è riuscita: raccontaci quali sono state le maggiori difficoltà e i vantaggi riscontrati.

“È sicuramente possibile, ma non facile! Come mostro nel mio video, spesso usiamo la plastica senza neanche rendercene conto o senza aver fatto una scelta “cosciente”, perché talmente radicato nella nostra cultura.

Nel video mostro come nel primo giorno della mia sfida fallisco proprio nelle prime ore! Prendendo un caffè alla macchinetta non avevo pensato al fatto che il bicchierino fosse di plastica. Inoltre, mi era stato aggiunto il cucchiaino di plastico “di default”, senza averlo chiesto e senza che ne avessi bisogno, visto che prendo il caffè senza zucchero.

Fare la spesa poi è stato davvero difficile perché mi sono resa conto che l’80% dei prodotti erano avvolti nella plastica, spesso inutilmente come nel caso della frutta e verdura.

Da lì ho capito che non potevo fare la spesa al supermercato, ma che dovevo andare ad un mercato locale per comprare prodotti sfusi. A fine settimana ho dimostrato che vivere plastic free è possibile, ma certamente ancora non facile.

Se le grandi aziende iniziassero a fare dei cambiamenti, scegliendo un imballaggio sostenibile, e il governo si impegnasse alla sensibilizzazione sul tema plastica sarebbe tutto più facile.”

La lotta allo spreco e al consumo spasmodico di plastica è un trend in ascesa. Pensi che comporterà un reale cambiamento di mentalità o il “vivere senza plastica” finirà come molti fenomeni virali?

“Penso e voglio sperare che questo non sia un trend! Non stiamo parlando della moda dei pantaloni a zampa di elefante o dei capelli a caschetto, ma della distruzione del nostro pianeta. Se non prendiamo azione adesso, non si potrà più tornare indietro.”

Chiaramente, da nomade digitale, viaggi molto per il mondo. Come riesci a conciliare il viaggio con uno stile di vita sostenibile e vivere senza plastica? Hai dei consigli per chi vive, o vorrebbe vivere, come te in viaggio?

“Beh, sono stati proprio i viaggi ad aprirmi gli occhi! Le bottiglie di plastica nel mare cristallino delle Filippine, fare il bagno qui a Bali e dover schivare sacchetti della spesa, i pesci spiaggiati pieni di plastica nello stomaco…

Viaggiare mi ha fatto avvicinare alla natura e agli effetti dell’uomo su di essa, quindi passare ad una vita sostenibile è stato spontaneo, se non un dovere da parte mia.

Il consiglio migliore che posso dare è quello di informarsi e prepararsi. Spesso si pensa che fare la differenziata risolvi il problema, ma siamo arrivati ad un punto nel quale la differenziata non è abbastanza, bisogna fermare la produzione.

Ogni bottiglietta di plastica che consumiamo in 5 minuti, sparirà da questo pianeta in 450 anni! I pesci che mangiamo hanno probabilmente ingerito microplastica, quindi la stiamo mangiando anche noi. Quindi chiediti: è così importante bere un cocktail con due cannucce di plastica?

Quando ti rendi conto dell’impatto che le tue abitudini hanno su tutto ciò che ti circonda, cambiare le tue abitudini sarà molto più facile.”

Credits: www.unsplash.com

“Vivere senza plastica”: quali sono le differenze comportamentali tra gli italiani e gli abitanti di altri Paesi che hai conosciuto?

“Certamente! Nei paesi occidentali siamo molto informati e preparati a fare la differenziata, ma siamo anche i maggiori consumatori di plastica.

Nel sud est asiatico, ad esempio, l’uso della plastica è stato introdotto da pochi anni. Quindi sono abituati ad usare in passato solo contenitori organici come, ad esempio, le foglie di banano per avvolgere il cibo. Ora, con l’arrivo della plastica, non sono informati su come smaltirla.

Spesso vedo che la buttano per terra o che la bruciano di fronte le loro case. L’informazione è sempre la chiave per risolvere il problema.”

Cosa ami di più del vivere senza plastica?

“Essere consapevole delle mie scelte.”

Regalaci tre curiosità sul viaggio e il vivere green.

“Ti fa sentire parte del cambiamento, riesci a sentire una maggiore connessione con la natura e ti fa sentire cosciente e non passivo nelle tue scelte giornaliere.”

Grazie a Francesca Ruvolo aka Wildflowermood.

Immagine in evidenza: Shutterstock – Vikentiy Elizarov

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Curiosità 1 – Una busta di plastica viene usata in media per 12 minuti. Verrà però smaltita in 1000 anni.
  • Curiosità 2 – Abbiamo prodotto più plastica negli ultimi 10 anni che nell’ultimo secolo.
  • Curiosità 3 – Solo il 9% della plastica che utilizziamo viene riciclata.

 

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Written by

Esperta in architettura e comunicazione