Come realizzare in casa il tessuto cerato per alimenti: 3 metodi facili

Uno dei prodotti che più si consuma in cucina è la pellicola trasparente. Questa, come la plastica in genere, non è per nulla amica dell’ambiente. Proprio per questo motivo proponiamo 3 metodi alternativi ed eco-friendly per realizzare tessuto cerato per alimenti.

Come realizzare in casa il tessuto cerato per alimenti: 3 metodi facili

Usata per coprire i cibi da riporre in frigo o avvolgere quelli da portare in ufficio, la pellicola trasparente contribuisce notevolmente ad accrescere il volume di plastica consumato quotidianamente. Questo potrebbe essere ridotto drasticamente con piccoli accorgimenti quali: l’uso di contenitori riutilizzabili e tessuti cerati. Questi ultimi si trovano facilmente in commercio ma è possibile realizzarli anche a casa in modo semplice e veloce applicando uno dei seguenti metodi.

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1- Con il ferro da stiro

Per realizzare dei fogli di tessuto cerato da alimenti con il ferro da stiro il procedimento è il seguente:

  • Preparare dei ritagli di stoffa in cotone 100%, precedentemente lavati a 60°C e stirati.
  • Grattugiate la cera sopra la stoffa. La cera d’api può essere ricavata da vecchie candele, purché siano pure di questo materiale e non colorate, o in alternativa questa può essere acquistata online o in erboristeria.
  • Coprite tutto con un foglio di carta da forno.
  • Ora passatevi sopra il ferro da stiro facendo sciogliere completamente la cera e assicurandovi che questa ricopra interamente la stoffa.
  • A questo punto eliminate la carta da forno e aspettate che la cera sia ben asciutta.
  • Il tessuto cerato è pronto, potrà essere lavato e riutilizzato più e più volte. Se vi accorgete che la cera comincia ad essere disomogenea sarà sufficiente ripetere l’operazione per far tornare il tessuto come nuovo.
Realizzare tessuto cerato - sandwich

Come realizzare in casa il tessuto cerato per alimenti: 3 metodi facili- SHUTTERSTOCK

2- In forno

  • Ritagliate la stoffa e disponetela su una teglia da forno facendo sì che formi un unico strato.
  • Ponete sulla stoffa le scaglie di cera d’api.
  • Mettete in forno a temperatura medio-alta fino a far sciogliere completamente la cera.
  • Togliere la teglia dal forno e aspettare che la cera si raffreddi e diventi dura.
  • A questo punto con l’aiuto di una forchetta sollevate la stoffa e sventolatela per farla ulteriormente raffreddare e asciugare.
  • Il foglio di tessuto cerato ottenuto può essere usato così com’è o in alternativa potete ritagliarne dei pezzi della misura che preferite.

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3- Con cera d’api e olio

Per quest’ultimo metodo viene usato un composto fatto da una parte di olio (di oliva o un altro olio vegetale) e tre parti di cera d’api. Per esempio 2 cucchiai di olio e 6 di cera in scaglie. Di seguito il procedimento:

  • Fate sciogliere la cera a bagnomaria.
  • Aggiungete poi l’olio, senza spegnere il fuoco.
  • Ora abbassate la fiamma al minimo e immergete la stoffa nel composto di olio e cera, mantenendo sempre la modalità a bagnomaria.
  • Rigirate bene la stoffa in modo che si impregni completamente.
  • Una volta intriso per bene togliete il tessuto dal bagnomaria e ponetelo sopra ad un foglio di carta da forno. Aspettate che si asciughi e si indurisca.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo e tu?

  • Tra le tipologie di plastica più usate c’è il PET, polietilenetereftalato. Si tratta di un materiale resistente con una vita media stimata intorno ai 1000 anni, quindi non biodegradabile. La cosa positiva è che questo risulta riciclabile al 100%, quindi se correttamente smaltito può essere trasformato da rifiuto in risorsa. Nonostante questo però in Italia viene riciclato solo il 25% della plastica, contro il 33% della media europea. Si è quindi ben distanti da un riciclo completo dei materiali plastici prodotti.
  • I Paesi scandinavi costituiscono un’eccellenza in quanto riescono a riciclare quasi l’80% della plastica mentre gli Stati Uniti sono quelli che riciclano la percentuale più bassa, il 17% circa.
  • Si stima che nel 2050 si potrà arrivare a produrre nel mondo circa 1800 milioni di tonnellate di plastica.

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Biologa