Come vivere in autosufficienza: miniguida

Vivere in autosufficienza è la soluzione a un futuro con certezze, sostenibile e risparmioso. Imparare a vivere autosufficienti, iniziando ad adottare abitudini semplici e basilari, può rivelarsi una scelta risolutiva e indipendente. Ecco la Miniguida di Habitante con 7 abitudini di partenza per imparare a vivere in autosufficienza:

La Miniguida – Come vivere in autosufficienza: 7  abitudini per iniziare

  1. Fare la spesa per vivere autosufficienti
  2. Trasformare la propria passione in una piccola attività
  3. Ridurre i consumi energetici
  4. Sharing Economy
  5. Banca del Tempo
  6. Il fai-da-te
  7. La “Vecchia Cucina”
La Miniguida - Come vivere in autosufficienza: 8  abitudini per iniziare

Foto di Habitante

Fare la spesa per vivere autosufficienti

Fondamentale punto di partenza per modificare le nostre vite e imparare a vivere autosufficienti è conoscere il corretto modo di fare la spesa per renderci più indipendenti. Importante è informiamoci sulle aziende agricole bio che fanno vendita diretta nella nostra zona, andiamo alla ricerca dei mercati del contadino e dei Gruppi d’Acquisto Solidale, che permettono di fare la spesa al di fuori delle logiche dei centri commerciali e con un maggior rispetto per i lavoratori.

Trasformare la propria passione in una piccola attività

Fare della propria passione il proprio mestiere, oltre ad essere una scelta di vita terapeutica, può rivelarsi la più efficace forma di stile di vita autosufficiente. Per trasformare la propria grande passione in una piccola attività è necessario informarsi bene sulle procedure e sugli eventuali investimenti. In ogni caso è sempre possibile portare avanti le proprie passioni creative almeno come hobby. Chi crea e autoproduce può pensare al baratto come forma di scambio gratuito nel cammino verso una maggiore autosufficienza.

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Ridurre i Consumi Energetici

Se da subito non è possibile essere completamente autosufficienti dal punto di vista energetico, è possibile provare a ridurre drasticamente i consumi e a risparmiare sulle bollette della luce e del gas. Con l’arrivo dei mesi freddi non esageriamo con l’accensione dei termosifoni per raggiungere temperature tropicali in casa e nello stesso tempo prestiamo attenzione a non eccedere con l’uso dei condizionatori in estate. Installiamo lampadine a risparmio energetico e controlliamo la classe energetica degli elettrodomestici prima di acquistarli.

Sharing Economy

Condividere invece di acquistare un bene che diventerà di nostra proprietà, creando una nuova dipendenza. Ecco il concetto alla base della sharing economy che anche in Italia sta coinvolgendo diversi aspetti della vita quotidiana di chi la sceglie. 

Detta economia collaborativa, la SE  è un modo di distribuire beni e servizi che differisce dal tradizionale modello di società che assume dipendenti e vende prodotti ai consumatori. Nell’economia della condivisione, si dice che gli individui affittino o “condividano” cose come la propria auto, casa e tempo personale con altri individui in modo peer-to-peer.

L’economia collaborativa è una nuova modalità di mercato in cui le relazioni tra gli attori avvengono in maniera orizzontale e sono basate su meccanismi di fiducia e reputazione. Grazie alla tecnologia e alla rete internet le transazioni che avvengono sul mercato tradizionale vengono facilitate, offrendo ai consumatori vantaggi in termini di prezzo e di accesso ai beni e servizi desiderati.

Esistono due tipi principali di imprese in economia condivisa:

  • modelli di business commerciali in cui un’azienda fornisce (a pagamento) un’app mobile che fornitori e clienti utilizzano per acquistare e vendere beni o servizi;
  • iniziative senza fini di lucro, generalmente basate sul concetto di librerie di prestito di libri, in cui beni e servizi sono forniti gratuitamente o per un abbonamento modesto.

La Miniguida - Come vivere in autosufficienza: 8  abitudini per iniziare

Banca del Tempo 

Per banca del tempo (abbreviato, BdT) si intende un particolare tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di “tempo”.

Mai come in questo caso il tempo è denaro, anzi, fa risparmiare denaro. Grazie alla rete delle Banche del Tempo ognuno può mettere a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie competenze e ricevere in cambio l’aiuto o il servizio prescelto al momento del bisogno. Ad esempio un insegnante di inglese può mettere a disposizione le proprie competenze per una lezione e riscuotere il proprio credito chiedendo l’aiuto o la consulenza in altri ambiti da parte di uno dei partecipanti alla Banca del Tempo di cui fa parte.

Il fai-da-te

Il lockdown ci ha insegnato tante cose e tra queste possiamo dire per certo che la riscoperta del saper fare e dell’autoproduzione hanno dato un tono positivo alle nostre vite cambiate drasticamente.

Forse è anche questo il motivo per cui oggi siamo qui a parlare di autosufficienza: restare a casa ci ha fatto tornare con “le mani nella terra”; coltivare l’orto, fare il pane e preparare le conserve sono stati soltanto alcuni spunti per iniziare ad essere più autonomi e indipendenti.

Ci siamo messi in gioco e abbiamo imparato a dare valore alle cose semplici per vivere in autosufficienza: cucire, lavorare a maglia, preparare la pasta fatta in casa, imbiancare, fare piccole riparazioni e tanto altro ancora.

La Vecchia Cucina

Imparare a fare il pane a casa, le conserve, la pasta fresca ci ricordano un po’ la cosiddetta cucina della nonna o “Vecchia Cucina”.

Preparare il pane in casa è uno dei passi più semplici verso l’autosufficienza. Si può richiedere in dono della pasta madre a chi la utilizza già e poi iniziare ad impastare con le farine acquistate dal contadino.

Lo stesso discorso vale per le conserve fatte in casa.  Si tratta del modo più semplice per utilizzare il surplus dell’orto. Ad esempio, quando abbiamo a disposizione della frutta molto matura che altrimenti rischieremmo di non consumare in tempo, dedichiamoci alla preparazione delle confetture.

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