Il borgo di Cingoli: il balcone delle Marche

Il borgo di Cingoli, in provincia di Macerata, è uno dei borghi più belli d’Italia. Scopriamo tutto quello che offre per vivere un weekend.

Il borgo di Cingoli: le origini antiche

Il nome del borgo di Cingoli deriva dal latino cingulum che ha il significato di “sporgenza rocciosa”, “ripiano che sporge sul versante di un monte”. Il cervo che riposa sotto un albero di tasso, raffigurato sulla fontana del Maltempo, invita a una sosta in questo grosso borgo adagiato sulla sommità di un monte che si chiama Circe, a ricordo di leggendarie magie sulle quali hanno ricamato gli eruditi rinascimentali e barocchi. Infatti, fosse stata davvero la maga Circe a fondare la città nei mitici albori piceni, non ci stupiremmo: sarà rimasta stregata lei stessa dal panorama che le si dispiegava davanti agli occhi dall’alto del colle. Qui, l’opera dell’uomo e quella della natura sembrano integrarsi e valorizzarsi a vicenda,

“in bono aere, et superba visione”.

Il passato nobile e glorioso non è stato eliminato dai segni della modernità, ma è ancora visibile nelle ombre lunghe che, la sera, i fastosi ed eleganti palazzi proiettano sulle piazze e lungo le vie.

Il borgo di Cingoli: il balcone delle Marche

Credits: shutterstock_Stanislava Karagyozova

Il borgo di Cingoli: tra storia e cultura senza tempo

Abbiamo notizie del borgo di Cingoli a partire dal IX sec. a.C.: il territorio è abitato da popolazioni picene. Nel III sec. a.C. è fondata Cingulum nella zona dell’attuale Borgo San Lorenzo.
Nel 60 a.C., la città è restaurata e fortificata a proprie spese da Tito Labieno, luogotenente di Cesare in Gallia; in età augustea diventa municipium della tribù Velina, all’interno della Regio V Picenum.
Arriviamo al VI sec. d.C., a cui le fonti storiche fanno risalire la presenza di una diocesi con a capo il vescovo Esuperanzio, e di devastazioni da parte dei Goti e dei Longobardi.

Un momento significativo per il borgo avviene nella seconda metà del XII sec. quando diventa libero comune e fioriscono attività artigianali, commerciali e artistiche. Nel XVI sec. Si ebbe uno sviluppo economico e urbanistico del borgo. In particolare, nel 1725, con il ripristino dell’antica cattedra vescovile, Cingoli, già sede di un patriziato numeroso e benestante, vede crescere in pochi anni le sue fabbriche: sorgono, o vengono restaurati, chiese e palazzi nel fastoso barocco del tempo.
Successivamente, nel 1829, Francesco Saverio Castiglioni, di nobile famiglia cingolana, diventa Papa con il nome di Pio VIII. Infine, nel 1861, Cingoli entra a far parte del Regno d’Italia.

Il borgo di Cingoli: il balcone delle Marche

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Il borgo di Cingoli: monumenti da scoprire

Subito colpiscono, appena entrati nel centro storico del borgo di Cingoli, i colori caldi degli intonaci delle facciate che si susseguono lungo l’arteria principale della città, armoniosamente intercalati dall’austerità della pietra degli eleganti portali rinascimentali. La sensazione di calma e rara atemporalità è rafforzata dalla quasi totale chiusura del centro alla circolazione delle auto. Cuore del borgo di Cingoli è la piazza Vittorio Emanuele II su cui si affacciano il Municipio e la cattedrale. Il palazzo Municipale è costituito da corpi realizzati in epoche successive: la struttura più antica, forse del XII secolo, è, tuttavia, avvolta dall’edificio in stile rinascimentale voluto nel 1531 dal governatore della città Egidio Canisio da Viterbo.

Altri monumenti significativi da scoprire:

  • Cattedrale di Santa Maria Assunta
  • Palazzo Conti
  • Chiesa di San Filippo Neri
  • Chiesa di San Domenico
  • Monastero Silvestrino di San Benedetto
  • Palazzo Puccetti
  • Chiesa di Santa Caterina D’Alessandria
  • Quartiere della Polisena
  • Fontana di Maltempo
  • Palazzo Castiglioni
  • Chiesa di San Nicolò
  • Collegiata di Sant’Esuperanzio
  • Santuario di Santa Sperandia

Il borgo di Cingoli: eventi e attrazioni turistiche

Cingoli presenta 10.670 abitanti, di cui 750 vivono nel borgo. Un’attività molto sentita è legata alle antiche tradizioni e alla religione:

  • Arte al Centro Storico, inizio luglio.
  • Festa del Folclore e della Trebbiatura, inizio luglio.
  • Festival delle Statue Viventi, fine luglio.
  • Rassegna di Teatro Estivo, luglio-agosto.
  • Cingoli 1848, agosto, rievocazione storica.
  • Luna in piazza, ferragosto.
  • Luci e Sapori di Natale.

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Il borgo di Cingoli: prodotti da gustare

Il borgo di Cingoli presenta diversi prodotti tipici da gustare: la parmigiana di cardi, chiamati localmente gobbi; le tagliatelle al sugo di cinghiale, gnocchi all’anatra, oca in salmì. Tuttavia, troviamo anche un ottimo olio extravergine d’oliva che si produce in località Troviggiano. Il territorio dona anche una buona qualità di sedani.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Fuori le mura è da vedere anche il santuario di Santa Sperandia, costruito a partire dal XIII secolo, che conserva il corpo della santa, monaca benedettina nata a Gubbio e morta a Cingoli nel 1276. Il cortile, fiancheggiato da alte mura, porta all’ingresso della chiesa, dove si conservano dipinti notevoli come Il Miracolo delle Ciliege di Pier Simone Fanelli e la Madonna con Bambino e Santi di Antonio da Faenza.
  • Via Maggiore è l’arteria principale del borgo ed è fiancheggiata da notevoli palazzi nobiliari. Nel XVI secolo questa via (oggi chiamata anche Corso Garibaldi) fu ribattezzata via Farnesia et Pontificalis, quando il cardinale Alessandro Farnese, più volte ospite della famiglia Silvestri, divenne Papa col nome di Paolo III.
  • Il borgo di Cingoli si trova a 631 s.l.m. ed è la meta ideale per gli appassionati della natura.

 

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Esperta in architettura e comunicazione. Consulente digitale e Instagram Strategist.