Alla scoperta delle Marche, tradizioni e numeri di una regione da scoprire

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta delle Marche: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa regione ricca di città d’arte e piazze che sembrano salotti, dove il tempo sembra essersi fermato.

 

Gli abitanti e le imprese delle Marche

Le Marche sono al quindicesimo posto per superficie tra le regioni italiane, la densità abitativa della regione è di 163 abitanti per km² ed è composta da 228 comuni distribuiti in cinque province.

Una regione che vanta la presenza di numerose aziende conosciute a livello internazionale per la qualità delle loro produzioni. Importante polo produttivo è il Distretto del mobile di Pesaro, composto da circa 30 comuni appartenenti alla provincia di Pesaro-Urbino con imprese specializzate nella costruzione di mobili in legno per l’arredo casa, principalmente soggiorni, camere e cucine.

Tra le aziende marchigiane iGuzzini Illuminazione, che produce apparecchi di illuminazione per interni e per esterni e vanta importanti collaborazioni con designer, architetti e centri di ricerca. E la Fratelli Guzzini che produce articoli per la tavola, la cucina e l’arredo in materiale plastico pregiato. Ed anche aziende grandi di produttrici di elettrodomestici come Indesit Company ed Elica specializzata nella produzione di cappe e piani ad induzione. E la Ariston Thermo Group multinazionale operante nel settore del comfort termico hi-tech e sostenibile. Il Gruppo Rainbow attivo nella produzione di prodotti televisivi e cinematografici per bambini e ragazzi e la Clementoni. Qui nasce e ha sede anche il gruppo Tod’s con i marchi Hogan, Fay e Roger Vivier. Ed hanno anche le azienda Poltrona Frau e Scavolini. Fabriano invece è  il più importante centro di di produzione di carta d’Europa.

Ancona | shutterstock_Nataliya Nazarova

Ancona

Ancona, capoluogo delle Marche, è una città poco battuta come meta turistica eppure splendida. Luogo ideale per un weekend tranquillo fra cultura, escursioni e spiagge. Una città dalla storia molto antica, fondata dai Greci di Siracusa nel 387 a.C. e poi abitata dai romani. Il suo golfo, porto naturale, le ha permesso di essere un importante luogo di approdo, e nel medioevo è stata repubblica marinara. Ancora oggi è un porto molto importante per il traffico internazionale di veicoli e passeggeri.

Sorge nella costa dell’Adriatico centrale su un promontorio alle pendici settentrionali del Monte Conero. Qui si trovano boschi che arrivano vicinissimi alle spiagge e tratti di litorale con ciottoli calcarei bianchissimi e arrotondati. Il centro storico di Ancona è formato da quattro rioni ed è circondato da mura di cinta ottocentesche. Tra le chiese più antiche nel centro storico la Chiesa di Santa Maria della Piazza, nei suoi sotterranei è ancora visibile la chiesa paleocristiana su cui è sorta. Al suo interno si possono ammirare i pavimenti a mosaico della chiesa paleocristiana del VI sec e di una chiesa ancora precedente risalente al IV secolo, ed anche tratti di mura della polis greca. L’edificio più rappresentativo della città è la Cattedrale di San Ciriaco, splendida basilica romanico-gotica, con elementi bizantini, che si trova sul colle Guasco. La posizione panoramica rende la visita alla cattedrale ancora più affascinante. La piazza principale della città è Piazza del Plebiscito, più conosciuta come Piazza del Papa per via della statua dedicata a Papa Clemente VII. Sulla piazza si affacciano il Palazzo del Governo, la Torre dell’orologio, e la Chiesa di San Domenico. Al suo interno nove statue dello scultore Gioacchino Varlè, l’Annunciazione opera del Guercino e la Crocifissione ad opera di Tiziano. Simbolo dell’anima commerciale della città è la Loggia dei Mercanti, imponente edificio in stile gotico veneziano con una facciata ricca di particolari decorativi. Centro culturale di Ancona è la Mole Vanvitelliana. Isola artificiale ex Lazzaretto della città, opera di Luigi Vanvitelli. Una struttura che vedeva abbinate le funzioni sanitaria e difensiva, oggi diventata un sistema culturale articolato in spazio espositivo e performativo, formativo e produttivo. Molti gli eventi organizzati in questo luogo, che ospita anche diversi festival come il KUM! con Massimo Recalcati come direttore scientifico, e il Weekendoit che riunisce giovani crafters e makers. All’interno della mole anche il Museo Tattile Statale Omero, modello di eccellenza creato per avvicinare e conoscere l’arte attraverso il senso del tatto. Tra i musei da visitare anche il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a Palazzo Ferretti, residenza della nobile famiglia Ferretti, costruito a metà del ‘500 e ristrutturato nel ‘700. All’interno si può percorrere la storia della regione marchigiana dal Paleolitico all’Alto-Medioevo.  Di recente fondazione l’Università Politecnica delle Marche che, per aprirsi alle città che ospitano le sue sedi, e favorire le connessioni tra Facoltà, studenti, ricercatori, territorio e sistemi sociali e economici, organizza il Your Future Festival. Nel 2018 dedicato ai temi dell’unicità, diversità e parità, per incentivare le donne ad iscriversi ai percorsi STEM – Science, Technology, Engineering, Matematics.

La baia di Portonovo è la spiaggia più bella nei pressi di Ancona. Chiamata anche la Baia Verde perché completamente immersa nella natura del Parco del Conero. Un’oasi protetta tra natura e mare, con acque cristalline e panorami mozzafiato che comprende anche Sirolo e Numana. Qui si trova il porticciolo turistico e l’Antiquarium Statale. Per chi preferisce dedicarsi alle escursioni all’aria aperta si possono visitare le grotte a Camerano. A Loreto invece c’è il Santuario Mariano. Una tappa a Castelfidardo per scoprire la tradizione della fisarmonica e ad Osimo per visitare le tredici statue romane di epoca imperiale conservate nel Palazzo Comunale, e anche Polverigi e Offagna, inserito tra i Borghi più belli d’Italia.

Ascoli Piceno | shutterstock_Claudio Giovanni Colombo

Ascoli Piceno

Ascoli Piceno è una città molto accogliente, il suo centro storico medievale e rinascimentale è ricco di palazzi ed edifici di travertino bianco, delle vicine cave del Piceno. Una città di torri, chiese, piazze e palazzi storici, con viuzze strette chiamate rue, dove si  incontrano ancora gli antichi lavatoi pubblici. In città più di 20 chiese visitabili, palazzi nobiliari e un ponte romano. Le piazze di Ascoli sono bellissime, Piazza del Popolo, su cui affacciano la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani del Popoli, case medievali e portici, è considerata una delle piazze più belle d’Italia. In questa piazza si trova lo storico caffè Meletti, fondato nel 1905 e inserito tra i 150 caffè storici d’Italia. A Piazza Arringo c’è il Palazzo dell’Arengo sede della Pinacoteca Civica che ospita opere di Tiziano, Guido Reni, Strozzi, De Ferrari, Magnasco, Mancini, Morelli, Palizzi e Pellizza da Volpedo. Poi il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano. Nella Galleria d’Arte Contemporanea “O. Licini” sono esposti dipinti di artisti come Fontana, Matta, Hartung, Morandi, De Pisis e Severini, e 40 dipinti e 38 disegni di Osvaldo Licini. Invece il polo museale della Cartiera Papale, unico esempio di archeologia industriale nel territorio, ospita la mostra permanente “Tutta l’Acqua del mondo”, che si aggiunge al Museo della Carta e al Museo di Storia Naturale Antonio Orsini. Un appuntamento importante per la città è la rievocazione storica della Quintana che prevede un corteo storico in abiti del quattrocento e la giostra. Con due appuntamenti all’anno, il primo si corre in notturna, il secondo sabato di luglio, e il secondo nel pomeriggio della prima domenica di agosto, in onore di Sant’Emidio.

La provincia è caratterizzata da piccole cittadelle fortificate, con stradine strette e architetture affascinanti. Per chi vuole fare una piccola escursione nei pressi della città c’è l’eremo di San Marco è un romitorio abbarbicato alla parete rocciosa del Colle San Marco, al quale si accede mediante una possente scalinata in pietra che, come un ponte, attraversa il profondo burrone. Ed anche Castel Trosino, borgo medievale arroccato su una rupe, Ripatransone chiamato belvedere del Piceno per la sua posizione panoramica. Il centro storico del borgo di Offida è racchiuso all’interno delle antiche Mura Castellane. Qui si trovano monumenti di grande valore storico, artistico ed architettonico. A rendere unico questo borgo sono gli oltre 1.100 ettari coltivati a vigneto. È la maggiore superficie vitata della provincia ed una delle prime della regione Marche. Quattro sono le D.O.C. presenti nel territorio, Rosso Piceno, Rosso Piceno Superiore, Falerio dei Colli Ascolani e Offida Doc. Per chi preferisce un cammino spirituale può percorrere il Cammino Francescano della Marca che unisce Umbria e Marche che ripercorre una delle vie che San Francesco utilizzò ottocento anni fa per le sue predicazioni nelle Marche meridionali. S’incontrano lungo il Cammino meravigliose piccole e grandi città, cariche di storia e arte, oltre che importanti luoghi della spiritualità francescana, da antichi conventi a splendide chiese gotiche e romaniche.

Fermo | shutterstock_Claudio Giovanni Colombo

Fermo

Fermo si trova in una posizione dominante, sorge sulla vetta e lungo le pendici del Colle Sàbulo. Una città d’arte e cultura, con strade strette e tortuose che lasciano scoprire inaspettati panorami. La parte storica della città conserva il suo aspetto medievale ed è cresciuta attorno e sulla sommità del colle. La sua origine è molto antica, fu un’importante colonia romana, infatti si ritrovano tracce di questo periodo anche nella pavimentazione del centro storico. Ma la più importante testimonianza di epoca romana sono le Cisterne Romane. Di età augustea, sono un’opera edilizia ipogea  realizzata per la raccolta dell’acqua. Si estende su una superficie di circa 2.000 metri quadrati divise in 30 camere poste su 3 file parallele. Le Cisterne Romane fanno parte dei Musei Civici insieme a Palazzo dei Priori che ospita la Pinacoteca Civica. Il palazzo si trova nel cuore della città, la rinascimentale Piazza del Popolo e custodisce opere che vanno dal XIV al XIX secolo, come l’Adorazione dei Pastori di Pieter Paul Rubens e nella Sala del Mappamondo un mappamondo disegnato nel 1713 dal cartografo Moroncelli di Fabriano. Poi il Teatro dell’Aquila, uno dei teatri più grandi delle Marche e i Musei Scientifici di Villa VitaliTra gli edifici religiosi la Chiesa di San Francesco, che conserva resti di affreschi di Giuliano da Rimini, uno dei più importanti seguaci di Giotto e la Chiesa di Sant’Agostino, che conserva affreschi di scuola giottesco-riminese, fabrianese e bolognese.

Nella provincia diverse spiagge e di ghiaia e sabbia. Ci sono Lido di Fermo, Marina Palmense e Marina di Altidona. Porto San Giorgio è la località più conosciuta. Si trova in una zona sopraelevata, con la Rocca Tiepolo che domina e l’ampia marina di sabbia. Ci sono anche piccoli borghi, tra questi Moresco, con il suo castello con le torri e le mura merlate. Da qui il panorama è meraviglioso e domina della verde valle dell’Aso.

Macerata | shutterstock_poludziber

Macerata

La nascita della città di Macerata risale al 1138, la struttura del suo centro storico ha preso forma nei secoli, e mantiene le sue caratteristiche fin dal Seicento con una struttura visibile ancora oggi. Racchiusa da mura quattrocentesche e cinquecentesche, con le costruzioni in mattone che rendono uniforme il suo centro. Nel Cinquecento fu un centro molto importante grazie alla Sede della Legazione Pontificia della Marca, nell’ambito dello Stato Pontificio. Oggi la presenza dell’Università, nata nel 1540 da uno Studium legum del 1290. la rende una città culturalmente molto attiva.

Edifici storici della città sono la Loggia dei Mercanti del 1504, Palazzo del Governo su Piazza della Libertà. Poi il Teatro Lauro Rossi, inaugurato nel 1774 è classico esempio di Teatro all’Italiana, la Torre Civica, alta 64 metri con l’orologio Planetario, il duomo di San Giuliano e la basilica della Madonna della Misericordia, progettata da Luigi Vanvitelli. Tra gli edifici più caratteristici della città l’Arena Sferisterio, costruita nel 1829 per il gioco del pallone col bracciale, uno sport di squadra tra i giochi nazionali italiani più antichi. Oggi è sede del Macerata Opera Festival, stagione lirica apprezzata in tutta Europa, attiva dal 1921. Qui si tiene anche il festival Musiculturta e la rassegna Sferisterio Live con importanti ospiti musicali. Il sistema museale Macerata Musei raccoglie il Palazzo Buonaccorsi, edificio dei primi anni del Settecento nel cuore della città, che accoglie il Museo della Carrozza, la collezione di Arte antica e la Galleria dell’Eneide con il museo di arte moderna con una sezione dedicata al futurismo maceratese. Il Palazzo della Biblioteca, il Museo di Storia Naturale nei sotterranei del Palazzo Rossini Lucangeli e l’area archeologica Helvia Ricina con rinvenimenti dell’età preistorica e l’insediamento dell’antica città romana. Palazzo Ricci, ospita una collezione di oltre 300 opere d’arte dei principali pittori e scultori italiani del XX secolo. Molto particolare il Museo della Scuola «Paolo e Ornella Ricca», dell’Università di Macerata, nato con lo scopo di far conoscere la storia della scuola in Italia. Alle porte della città si trova il borgo ottocentesco di Villa Ficana, oggi Ecomuseo grazie al recupero e alla valorizzazione delle abitazioni in terra cruda costruite intorno al 1850.

La provincia di Macerata è caratterizzata da colline, borghi bellissimi, abbazie e conventi. Qui si trova il parco archeologico di Urbs Salvia a Urbisaglia, il più grande delle Marche, con vicino la Rocca medioevale. Recanati è conosciuta per essere la città natale di Giacomo Leopardi, qui si può visitare la casa museo dello scrittore, il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e dell’Orto delle monache, un piccolo orto-giardino sul colle di Recanati adiacente alla casa del poeta dove Leopardi compose L’Infinito, nel 1819, oggetto di valorizzazione da parte del FAI Fondo Ambiente Italiano.

Ed ancora Sarnano, piccolo borgo medievale e stazione termale con le terme di San Giacomo. Treia, con viuzze collegate tra loro da vicoli e scalette, dove svetta la Torre Onglavina. Visso, centro montano caratterizzato dalle mura, le torri,  e i palazzi rinascimentali con portali in pietra. Tra vigneti ed oliveti, a più 600 metri d’altezza, c’è Cingoli detto il Balcone delle Marche, da dove si può ammirare il panorama che va dalle mura castellane al Mar Adriatico fino al Monte Conero.

Cattedrale Pesaro | shutterstock_Maxal Tamor

Pesaro e Urbino

La città di Pesaro è una città di mare, conosciuta per le sue spiagge con la costa bassa e sabbiosa incastonata dai rilievi del San Bartolo e dell’Ardizio che arrivano fino al mare, con piccole baie immerse nella natura. Le spiagge sono facilmente raggiungibili dal centro storico e ci sono diverse piste ciclabili. Ma non solo mare, Pesaro ha una storia millenaria, e il suo un centro storico è ricchissimo. Ci sono ville, palazzi nobiliari, chiese e musei che custodiscono opere d’arte di grande valore. Testimonianze architettoniche e artistiche di varie epoche con importanti tracce del passaggio delle grandi famiglie Malatesta, Sforza e Della Rovere. È famosa anche per aver dato i natali al grande compositore Gioachino Rossini. Nel cuore del centro storico troviamo il Palazzo Ducale, Palazzo Mosca che ospita i Musei civici, e la Casa natale di Rossini, che ospita oggi un interessante museo dedicato all’artista. E poi nell’Area Archeologica di via dell’Abbondanza, si possono vedere degli esempi di abitazione signorile della prima età imperiale romana.

La città di Urbino è tra i più importanti esempi di città Rinascimentale italiana, di cui sono ancora visibili le architetture. Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1998, qui ha sede una delle più antiche ed importanti università d’Europa, l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, fondata nel 1506.  Tra gli edifici più significativi Palazzo Ducale, qui ha sede della Galleria Nazionale delle Marche che ospita una ricca collezione di opere del periodo che va tra il Trecento e il Seicento, di artisti come Raffaello, Piero della Francesca di cui spicca la famosa Flagellazione di Cristo, Paolo Uccello, Tiziano e Melozzo da Forlì.  Altro luogo importante da visitare è la Casa Natale di Raffaello, nel cuore dell’antico quartiere artigiano, dove Raffaello nacque e trascorse gli anni della sua formazione giovanile presso la bottega paterna. 

Anche questa provincia è ricca di luoghi da visitare, tra tutti Gradara con la sua Rocca malatestiana. Un borgo fortificato, magnifico esempio di architettura militare medioevale. E Mondavio altro borgo fortificato, ideato per adeguare i sistemi di difesa quattrocenteschi, dove è ancora visibile il fossato e le macchine d’assedio. E poi il borgo di Montefabbri, dove il tempo sembra essersi fermato al 1400.

I parchi delle Marche

La Regione è ricca di bellissimi parchi e riserve naturali, i principali parchi presenti nella regione sono il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che ospita il gatto selvatico, il lupo, l’istrice e rapaci come il gufo reale e l’aquila, ma soprattutto il chirocefalo dei Marchesoni, un piccolo crostaceo rosso unico al mondo che fa parte di una specie protetta, ospitato nel Lago di Pilato. Nel parco anche numerose abbazie e centri storici medioevali.

Poi il Parco Naturale Regionale del Conero, il Parco Naturale Regionale del Monte San Bartolo, ideale per gli amanti dello sport all’aria aperta grazie alla rete di sentieri percorribili anche in mountain bike. Il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, e la bellissima Riserva Naturale Statale Gola del Furlo.

Le eccellenze delle Marche

Tra le eccellenza delle Marche sicuramente va citato Castelfidardo, uno dei principali centri mondiali della fabbricazione della fisarmonica. Una tradizione artigiana antica, alla quale è dedicato il Museo Internazionale della Fisarmonica e due eventi musicali, Il Festival Internazionale della Fisarmonica  e The World of Accordion – International Festival and Awards. Offida invece è noto per la tradizione del merletto a tombolo. Nel suo borgo si incontrano le signore sedute sull’uscio delle loro botteghe, intente a creare merletti. Fano e Jesi sono rinomate per la lavorazione dell’oro, mentre Fratte Rosa, Pesaro, Urbania e Urbino hanno una lunga tradizione nella produzione di terrecotte e maioliche.

Altro simbolo della regione è l’Anisetta Meletti, liquore a base d’anice che ha reso famoso il caffè in Piazza del Popolo ad Ascoli. Prodotta per la prima volta nel 1870, a renderla unica l’anice verde tipico dell’area del Mediterraneo che in queste zone assume caratteristiche aromatiche particolari grazie alle proprietà uniche di quei terreni argillosi.

Altra eccellenza è l’Azienda Enrico Paoletti e Figli, da più di cento anni  nel settore della produzione di bibite inserita nell’Albo Nazionale delle Imprese con oltre cento anni di attività tenuto dalla Camera di Commercio.

La cucina locale

I piatti tipici della regione sono lo stoccafisso all’anconetana e il brodetto. Poi c’è il mosciolo selvatico di Portonovo, una cozza che si riproduce naturalmente e vive attaccata agli scogli sommersi della costa del Conero, presidio Slow Food. Nella zona di Ascoli l’oliva ascolana è il piatto tipico per eccellenza, che rientra nel tipico “fritto misto” con costolette di agnello, carciofi e la crema pasticcera fritta. Poi ci sono chitarre, tagliatelle e maccheroni con ragù di carne e le tagliate di razza marchigiana. Ed ancora il ciauscolo, il gustosissimo salume da spalmare, e il salame Lardellato. Poi vincisgrassi, simili alle lasagne con condimento di fegatini e cacciagione e la caciotta del fermano. Tra i dolci i sughitti, un dolce, per certi aspetti simile ad una polenta dolce, realizzata con farina di mais, mosto e noci. Le castagnole all’anice, il frustingo con noci, fichi secchi, mandorle, e la pizza dolce.  E tra i vini locali il Rosso Piceno Superiore, il Falerio e il Verdicchio DOC di Matelica.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La coltivazione dell’olivo e la molitura delle olive nella regione ha origini antichissime. Troviamo menzione dell’olio di oliva a partire dal 1228 quando, alle navi marchigiane che dovevano approdare sul Po, era richiesto un pedaggio consistente in venticinque libbre di olio.  (fonte Turismo Marche)
  • Il gioco del pallone col bracciale è diffuso in Italia sin dal Rinascimento. Il “Trattato del giuoco della palla”, scritto nel 1555 da Antonio Scaino da Salò, è il primo documento nel quale vengono codificate regole e dimensioni dei campi di gioco. In quell’epoca il bracciale era il passatempo preferito dai nobili e le corti ospitavano spesso sfide molto accese. (Federazione Italiana Pallapugno)

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