Alla scoperta di San Gimignano e le sue 72 torri medievali

La Toscana racchiude innumerevoli tesori da scoprire: borghi e città impreziosite da antiche opere d’arte che meritano di essere visitate. Vediamo San Gimignano e le sue 72 torri medievali.

San Gimignano e le sue 72 torri medievali: Patrimonio dell’umanità. Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità nel 1990. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell’aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell’età comunale. Concesso con Regio Decreto del 29 aprile 1936, San Gimignano si fregia del titolo di città.

Alla scoperta di San Gimignano e le sue 72 torri medievali

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San Gimignano e le sue 72 torri medievali: le origini

San Gimignano sorge su un luogo abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C. Il colle era stato scelto per ragioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull’alta Val d’Elsa. Sulle pendici del Poggio del Comune (624 m s.l.m.) sono presenti i ruderi di Castelvecchio, un villaggio di epoca longobarda. La prima menzione risale al 929.

Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l’Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.

Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall’occupazione di Attila. La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.

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San Gimignano e le sue 72 torri medievali: come sorsero tante torri

Dal 929 in poi sono i vescovi di Volterra a governare la città, che grazie alla posizione favorevole anche per gli scambi commerciali conosce un lungo periodo di ricchezza. Era già indipendente a quel tempo San Gimignano, divenuto Comune nel 1199, svincolato dalla sottomissione ai vescovi di Volterra, e guidato da un podestà.

Sono anni di splendore, dove le famiglie benestanti del paese fanno a gara per costruire magnifici edifici, anche se il contrasto tra le fazioni di guelfi e ghibellini accende troppo spesso rivalità pericolose. Costruire torri sempre più alte era una sfida tra le diverse famiglie, tanto che la città arrivò a contarne 72, alcune alte fino a 70 metri. Finché, nel 1255, le autorità comunali decretarono che nessuna torre poteva superare in altezza la Torre del Podestà, detta anche torre Rognosa, perché dopo il trasferimento del podestà divenne un carcere. Da allora la gente se ne teneva alla larga, perché portava “rogna”.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • La ricchezza del borgo anticamente era dovuta principalmente alla produzione di zafferano, ma anche alla Vernaccia, il famoso vino che pare sia nato intorno al 1200.
  • In realtà le due famiglie antagoniste di San Gimignano, i guelfi Salvucci e i ghibellini Ardinghelli, costruirono entrambe una coppia di torri gemelle, ben più alte del consentito, che furono poi capitozzate.
  • Nel 1348 la peste nera arriva a San Gimignano, che insieme alla carestia si porta via metà della sua popolazione. I superstiti, stremati, spontaneamente si assoggettano a Firenze, rinunciando alla loro autonomia.

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Esperta in architettura e comunicazione. Consulente digitale e Instagram Strategist.