L’autoproduzione in cucina: la nuova sfida sostenibile

Durante questi mesi abbiamo trascorso molto tempo a casa, e molti, in questo periodo di reclusione, si sono dati da fare con l’autoproduzione in cucina: la nuova sfida sostenibile. Scopriamone insieme i benefici!

Perché scegliere l’autoproduzione in cucina

Per autoproduzione in cucina si intende la produzione di alimenti in modo autonomo, senza servirsi dei prodotti preconfezionati offerti dal supermercato. Un tempo qualsiasi cosa veniva prodotta in casa, anche il lievito e il sapone! Ma come riuscire a non acquistare più nulla al supermercato?

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Autoprodurre gli alimenti in casa, in questa società basata primariamente su prodotti usa e getta, rappresenta un’ opportunità per fare qualcosa di positivo nei confronti dell’ambiente. Oggi l’autoproduzione domestica sta diventando una necessità per il risparmio e per l’indipendenza alimentare. Durante le settimane passate in quarantena molte persone hanno iniziato a rivedere le proprie abitudini, avvicinandosi a pratiche virtuose che sembravano essere state dimenticate. Questo periodo ha rappresentato per molti il momento giusto per ingegnarsi e realizzare progetti ai quali si pensava da tempo! Sembra che fare il pane in casa sia diventata la nuova tendenza tra i ventenni. Chissà se rappresenta solo uno sfogo fisico e psichico provvisorio o se nasce da una riflessione su stili di vita, comportamenti e modelli di consumo. Una cosa è certa, l’autoproduzione domestica genera un risparmio notevole, la qualità dei prodotti è migliore e si impiega al meglio la creatività: si socializza e si tramandano saperi culinari che andrebbero persi.

L’autoproduzione in cucina: l’orto domestico

Con pochi investimenti iniziali, soprattutto chi vive in città, può ritrovare un contatto con la natura grazie alla cura di un orto in terrazzo o di un frutteto in giardino. La realizzazione di un orto domestico, anche se non si ha troppo spazio a disposizione, vi permetterà di produrre cibi sani come lattuga, pomodori, peperoni, patate e spezie come salvia, rosmarino e basilico per insaporire le vostre pietanze. L’estate è la stagione ideale per la coltivazione e la raccolta delle verdure! Che cosa state aspettando?

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I gruppi di acquisto solidale

In mancanza di spazio per coltivare cibi, un buon uso del nostro potere d’acquisto può essere l’inizio di una grande rivoluzione sostenibile. Per tenersi alla larga dai supermercati ed evitare la grande distribuzione, bisogna orientare i propri acquisti verso piccole botteghe o GAS. I gruppi di acquisto solidale si inseriscono in una rete economica solidale garantiscono il rifornimento settimanale di prodotti biologici e a Km 0 e sono un’ottima opportunità per socializzare con chi applica già da tempo i principi di equità, solidarietà e sostenibilità ai propri acquisti.

Gas cassetta di frutta

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Autoprodurre gli alimenti in casa

L’autoproduzione in cucina è in crescita, le ricerche indicano che gli italiani che preparano gli alimenti fatti in casa sono oltre 20 milioni. I cibi preferiti da produrre in casa sono pane, pasta, pizza, biscotti, conserve di frutta, verdura e pomodori, succhi di frutta, yogurt e dolci. Una tendenza in aumento e agevolata dalla diffusione di video tutorial online, che hanno trasformato anche i più inesperti, in cuochi sempre più attenti alla qualità delle materie prime e alla genuinità dei cibi.

Il futuro dell’autoproduzione in cucina

L’autoproduzione domestica degli alimenti sensibilizza le persone ad un approccio più etico all’alimentazione, che consente di ridurre l’impatto ambientale spendendo di meno e socializzando di più. Con il fai-da-te si eliminano dall’alimentazione gli agenti chimici nocivi come i conservanti che molto spesso sono presenti nei prodotti industriali. La cucina ecologica infatti predilige i prodotti locali, biologici e di stagione. Valorizza la filiera corta grazie al rifornimento nei mercati contadini e nei gruppi d’acquisto solidale. Sensibilizza le persone ad una dieta principalmente basata su cereali, legumi, frutta e verdura e insegna a limitare gli sprechi e a cucinare con gli avanzi. E’ abbastanza facile dedicarsi all’autoproduzione, basta iniziare e pensare che vi è sempre un’alternativa migliore all’acquisto.  Buona autoproduzione a tutti!

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo. E tu?

  • Secondo un’analisi di Coldiretti durante il lockdown si è verificato un aumento dell’80% nel consumo di farina, sintomo che gli italiani hanno ripreso a infornare.
  • Il terreno necessario per l’autonomia alimentare annuale di una persona è di 4750 m2 per una dieta onnivora, 5170 m2 per quella onnivora senza pesce, 4680 m2 per la dieta vegetariana e 1820 m2 per una dieta vegana.
  • L’autoproduzione può ridurre l’inquinamento atmosferico sostenendo la filiera del Km0 e del riciclo delle risorse domestiche.
  • Se tutti utilizzassero una dieta vegana e se rilocalizzassimo le produzioni agricole, la riduzione dell’impronta ecologica alimentare sarebbe di circa il 65% in più rispetto a quella mondiale attuale.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.