Quali sono i comuni che consentono i giochi in strada?

Quali sono i comuni che consentono i giochi in strada? Da Nord a Sud sono sempre di più le amministrazioni comunali che consentono ai bambini di giocare in strada. Chiedendo agli automobilisti di rallentare per consentire ai più piccoli di giocare a pallone, correre o divertirsi con la corda. Cose che negli ultimi tempi erano state vietate.

Il divieto di giocare in strada

In sempre più comuni d’Italia sono apparsi cartelli che indicano il divieto di giocare in strada. D’altronde, la legge detta alcune norme di comportamento che tutti i pedoni devono osservare e che si pongono in contrasto con la possibilità di giocare, per esempio, a pallone in determinate zone.

Inoltre, è vietato effettuare sulle carreggiate giochi, allenamenti e manifestazioni sportive non autorizzate. Sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini o altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti.

Nelle piazze, se queste sono aperte al traffico e costituiscono una carreggiata a tutti gli effetti è vietato giocare a pallone. Mentre, nei parchi e in tutte le aree riservate ai pedoni, la legge non vieta espressamente di poter giocare a pallone. Negli ultimi decenni si è fatta strada la tendenza di vietare i giochi sul suolo pubblico nell’educazione dei bambini.

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Comuni che fanno giocare i bambini in strada

Ci sono sempre più comuni che con specifiche ordinanze vietano ai bambini di giocare in determinate zone. Per esempio, a Ponzano è stato vietato il lancio delle palle di neve, invece a Terni è sanzionato il gioco della trottola. Tuttavia, alcuni comuni stanno cercando di riportare i bambini a godersi l’aria aperta, disponendo dei cartelli che avvisano gli automobilisti di rallentare. Chi, da bambino, non ha mai giocato per strada con il pallone?

A Roccavignale, in provincia di Savona, ci sono ben sette cartelli, nelle diverse borgate del comune, con questo avviso. Anche a Sfruz, incantevole borgo del Trentino nel cuore della Van di Non, l’amministrazione comunale è venuta incontro alle esigenze dei bambini della sua comunità e li protegge consentendo loro di frequentare i marciapiedi e la strada per giocare.

Iniziative analoghe sono state prese in diversi comuni, da Nord a Sud, dove gli amministratori consentono di giocare con il pallone, le bocce, i pattini, la corda. Infatti da Cazzago (in provincia di Varese) e Vione (Brescia) a Rignano Garganico (provincia di Bari) e Monterosso Almo (Ragusa). Passando per Mamoiada (in Sardegna, provincia di Nuoro) e Tagliacozzo (L’Aquila) i bambini sono protetti da una segnaletica che garantisce la bassa velocità delle auto.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • A causa dei molti divieti ancora in vigore in tanti comuni da qualche anno è nata una Campagna per abolirli. Questa si appella alla Convenzione Onu sui diritti per l’infanzia e mira a sensibilizzare sempre più comuni. Infatti, è dimostrato che giocare all’aria aperta è sano e istruttivo: stimola la creatività, aiuta la socializzazione, rafforza il sistema immunitario, aiuta i bambini a sviluppare il rispetto per gli altri essere viventi, promuove la risoluzione dei problemi.
  • Tra il 2005 e il 2013 Roma, Torino, Milano e Genova hanno abolito ogni divieto.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.