Spreco di cibo in Italia: quanto vale e come evitarlo

Lo spreco di cibo in Italia vale quasi 12 miliardi, ai quali va sommato lo spreco alimentare di filiera stimato in oltre 3 miliardi, ovvero il 21,1% del totale. Lo spreco complessivo di cibo vale pertanto oltre 15 miliardi.

In realtà bastano pochi semplici accorgimenti per evitare di sprecare troppo cibo. In primo luogo è bene limitare la spesa acquistando ciò che realmente serve. Meglio quindi preferire spese brevi e recarsi più spesso al supermercato. Gli avanzi possono anche essere riutilizzati per preparare piatti gustosi. Basta un po’ di fantasia e voglia di creare e il gioco è fatto.

La riduzione degli sprechi però è anche questione di sensibilizzazione.

Spreco di cibo in italia, come ridurlo

La prima cosa da fare per ridurre lo spreco è premiare chi produce meno rifiuti e, al contrario, penalizzare chi ne realizza troppi. Molti comuni per esempio riducono la tassa della spazzatura ai cittadini che fanno bene la raccolta differenziata e lasciano meno immondizia e meno imballaggi nei cassonetti. Per combattere davvero lo spreco alimentare non bastano le denunce ma servono nuove iniziative.

In realtà lo spreco di cibo domestico sta diminuendo. I cibi che finiscono nella spazzatura sono, nell’ordine frutta, insalata, verdura e pane seguiti da carne, formaggi e salumi.

Secondo la Coldiretti, già sei famiglie su dieci hanno ridotto gli sprechi alimentari, anche per effetto della crisi degli ultimi anni. La diminuzione dei rifiuti parte anche dalla riduzione degli imballaggi, dei contenitori e delle carte. 

Oltre a premiare il cittadino attento, va ampliata la rete del volontariato che lavora per recuperare il cibo altrimenti sprecato e donarlo alle associazioni caritatevoli. Una delle più famose associazioni, il Banco Alimentare coinvolge circa mille aziende, vari punti vendita e più di trecento mense.

Foto di Evan Lorne su Shutterstock

Anche la tecnologia può essere una valida alleata nella lotta allo spreco alimentare. Ci sono molte app e piattaforme dedicate che, con pochi click, consentono di non sprecare il cibo rimasto invenduto o non vendibile. Abbiamo già parlato di To good to go ma esistono molte altre realtà. Soy comida ad esempio, è la startup antispreco alimentare nata dalla volontà di due imprenditrici, Desiree Taboada, da sempre impegnata nella sensibilizzazione su tematiche ambientali, e Natalia Escolá, di ideare un negozio online per vendere prodotti alimentari altrimenti destinati alla spazzatura. Confezioni ammaccate o con etichette capovolte; frutta e verdura troppo mature o prodotti freschi e conservati che si approssimano alla scadenza.

Per il momento le consegne avvengono a Barcellona e nel comune castigliano di Castelldefels ma l’idea è quella di estendere progressivamente la rete, non solo in Spagna ma anche in altri Paesi europei.

Bring The Food invece è un’app sviluppata dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trento in collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per recuperare le eccedenze alimentari della piccola e grande distribuzione, delle mense e del settore della ristorazione per metterle a disposizione di Onlus ed enti caritatevoli che, a sua volta, si occupano di donarlo a chi ne ha più bisogno.

Last Minute Sotto Casa è un portale che permette ai commercianti di vendere a prezzi scontati i prodotti rimasti invenduti in giornata e ai clienti interessati di approfittare delle diverse offerte.

MyFOODY è una piattaforma disponibile sia per iOS sia per Android, che consente di trovare le offerte dei supermercati più vicini, facendo risparmiare fino al 50% sulla spesa e contribuendo a ridurre lo spreco alimentare, con benefici evidenti per l’ambiente.

PucciFrigo è invece un’App per Android molto utili per ricordare le scadenze degli alimenti.

Consigli anti-spreco alimentare: come conservare il cibo

 

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Per spreco alimentare si intende lo scarto di tutti quei prodotti legati alla catena agroalimentare che tuttavia non hanno ancora esaurito il loro potenziale.

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In copertina: foto di Flaffy su Shutterstock

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