Consigli anti-spreco alimentare: come conservare il cibo

Per combattere lo spreco alimentare, ecco qualche dritta su come conservare il cibo sottovuoto e sott’aceto

Si stima che, ogni anno, un terzo di tutto il cibo prodotto per il consumo dell’uomo vada sprecato. Soprattutto nei Paesi ricchi, una grande parte di cibo ancora buono viene sprecato direttamente dai consumatori. Mentre un’altra grandissima parte del cibo si spreca durante tutto il processo di produzione degli alimenti. Dalla produzione agricola alla lavorazione, alla vendita ed alla conservazione del cibo.

In termini di impatto ambientale si tratta di un problema enorme. Le perdite di cibo e lo spreco alimentare in generale rappresentano un grandissimo spreco di risorse usate per la produzione come l’energia, l’acqua e la terra.

Fonte: Wikipedia

come conservare il cibo

Di Rashid Valitov – Shutterstock

Per combattere il fenomeno dello spreco alimentare, esistono degli studi approfonditi e delle tecniche sulla conservazione del cibo, che si prefiggono lo scopo di preservare le proprietà intrinseche dell’alimento permettendone l’utilizzo dilazionato nel tempo. Ecco qualche consiglio per conservare il cibo a casa tua.

Cosa significa conservare il cibo? La conservazione dell’alimento è una tecnologia adottata per rendere fruibile l’alimento in un arco temporale che va da pochi giorni ad alcuni anni. Lo sforzo principale è rivolto a fermare o quantomeno a rallentare il deterioramento delle sostanze e quindi a prevenire i fenomeni di avvelenamento alimentare.

Conservare il cibo con il metodo “sott’aceto”

L’aceto crea un ambiente sfavorevole per i microrganismi ed è un metodo di conservare cibo molto semplice, in cui non è necessaria la sterilizzazione: i sott’aceti (pesce, verdure e funghi) non vanno mai a male anche se, dato che l’aceto continua a “cuocere” gli alimenti, col tempo questi si ammorbidiscono o inacidiscono eccessivamente.

Usa preferibilmente aceto bianco dal gusto delicato, con un’acidità tra il 4% e il 6%. Scottare gli alimenti ridotti a pezzi in una soluzione di aceto e acqua o vino bianco (al 50%), quindi asciugali su un canovaccio e riponili nei vasi senza pressarli, aggiungendo (se preferisci) foglie integre o semi interi di erbe aromatiche, poi ricopri fino all’orlo con altro aceto, senza lasciare spazio ed eliminando le bolle d’aria. I primi giorni è necessario rabboccare i vasi per evitare che le verdure rimangano scoperte in superficie.

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Di casanisa – Shutterstock

Conservare il cibo con il metodo “sottovuoto”

Si può prolungare notevolmente la freschezza dei prodotti associando l’atmosfera protetta al trattamento refrigerante. Per conservare il cibo in frigorifero, nel congelatore oppure gli alimenti secchi in dispensa, puoi utilizzare la tecnica del sottovuoto.

Lo scopo è quello di ridurre la quantità di ossigeno, evitando quindi la proliferazione di microrganismi. Per uso casalingo esistono strumenti di varie marchi e forme che aspirano l’aria dai sacchetti o dagli involucri dove sono contenuti i prodotti: oltre ad essere un sistema economico è anche molto semplice da applicare. Il sottovuoto non sostituisce la conservazione in frigorifero, ma è in grado di moltiplicare anche di cinque volte il tempo di conservazione della maggior parte degli alimenti.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il botulino: attenzione! Il clostidium botulinum è un batterio normalmente presente nel nostro corpo e nel cibo che ingeriamo. Quando, però, la sua presenza è eccessiva può provocare intossicazioni pericolose, a volte letali. È comunque possibile accorgersi della proliferazione di questo batterio  perché frutta e verdure diventano rancide e molli, il liquido di conservazione torbido e le capsule dei vasetti si gonfiano. 
  • Un esempio emblematico della conservazione del cibo è quella  del latte alimentare: il latte appena munto è un alimento che non necessita di alcuna trasformazione, tuttavia è soggetto ad alterazioni microbiche che nell’arco di pochissime ore lo rendono incommestibile a causa dell’incremento della carica microbica patogena; i processi di trasformazione industriale del latte alimentare hanno lo scopo fondamentale di preservarne l’edibilità e renderlo utilizzabile a distanza di alcuni giorni o di alcuni mesi.
  • Anche se nel medioevo la conservazione dei cibi si limitava ad alcuni processi che prevedevano l’utilizzo di aria, ghiaccio, sale o fumo, nel Nord Europa esistevano dei locali detti nevaie o ghiacciaie costruiti in pietra e adibiti allo stoccaggio della neve. I cereali e la loro conservazione erano un urgente problema, venivano conservati con la macinatura o con l’essiccatura al sole o all’aria ma spesso germinavano o ammuffivano. La tostatura invece permetteva di conservare a lungo i cereali commestibili ed era molto utilizzata.
  • Nei primi anni dell’Ottocento nascono le conserve alimentari. L’intuizione si basava sul calore che rallentava i processi demolitivi del cibo. La scoperta influì molto sul metodo di conservazione delle derrate militari napoleoniche e venne allora pubblicata col titolo di Art de conserver.

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