Bio-GNL: il miglior gas rinnovabile per decarbonizzare i trasporti

L’UE ha fissato una serie di obiettivi per poter raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, per questo le innovazioni per imboccare la strada giusta sono molte. Oggi per esempio, il Bio-GNL è il miglior gas rinnovabile per decarbonizzare i trasporti. Questo è un combustibile rinnovabile, prodotto in Europa e fonte di molteplici vantaggi socio-economici e ambientali.

Bio-GNL il migliore tra i gas rinnovabili

Il Bio-GNL è prodotto in maniera innovativo attraverso la liquefazione del biometano, un gas rinnovabile.

Oggi, grazie alle sue caratteristiche, è ottimo per ridurre le emissioni nel settore della mobilità, sia quello del trasporto marittimo sia quello stradale. Inoltre, si può facilmente immettere nel mercato utilizzando le infrastrutture già esistenti dedicate al GNL senza la necessità di investimenti addizionali. Il biometano rispetta gli obiettivi per il raggiungimento di decarbonizzazione perché può essere usato come sostituto del gas naturale nei trasporti.

Per di più, la sua produzione è aumentata del 15% dal 2018 al 2019 e ciò rappresenta l’incremento più alto mai registrato da questa fonte ad oggi, non sembrano esserci stati segnali di rallentamento. Tanto che gli studi sull’argomento prevedono che entro il 2030 il biogas e il biometano possano quasi raddoppiare la produzione, entro il 2050, l’output produttivo è destinato a quadruplicare.

Bio-GNL il miglior gas rinnovabile per decarbonizzare i trasporti

Bio-GNL il miglior gas rinnovabile per decarbonizzare i trasporti – shutterstock foto di Kletr

La materia prima per la produzione di Bio-GNL

L’estrazione della materia prima per la produzione di Bio-GNL, è caratterizzata da un’evoluzione più sostenibile. Infatti, a partire dal 2013 le “colture energetiche” sono state sostituite con residui agricoli, rifiuti urbani e biologi e fanghi di depurazione. Così, dal 2017 nessun impianto di produzione di biometano prevede l’utilizzo di colture agricole nei propri processi.

Emissioni negative di gas serra

Il Bio-GNL è un combustibile caratterizzato da un bilancio delle emissioni negative. Un veicolo alimentato da questo combustibile non aumenta le emissioni di gas serra, ma le riduce, a seconda del tipo di materia prima utilizzata. Ciò rappresenta un risparmio per nulla trascurabile, considerando che i settori dell’agricoltura e dei rifiuti prodotti dall’attività umana sono tra quelli maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra.

Il Bio-GNL a supporto dell’elettrico

Nonostante gli sforzi compiuti dall’UE, il settore della mobilità e dei trasporti è l’unico che non ha intrapreso un reale processo di cambiamento. Infatti, ancora oggi mostra un incremento continuo delle emissioni su base annua almeno dal 2014.

Proprio per questo, l’utilizzo del Bio-GNL nel processo di decarbonizzazione del settore dei trasporti, gioca un ruolo fondamentale per raggiungere importanti risultati con rapidità e costi contenuti.

Pertanto, per velocizzare il processo di decarbonizzazione è necessario associare alla mobilità elettrica i gas rinnovabili. Solo così i benefici economici che derivano da questo processo resteranno entro i confini comunitari.

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L’utilizzo del biometano nel settore dei trasporti

Da un punto di vista tecnologico, l’utilizzo del biometano nel settore dei trasporti è già possibile: i tradizionali motori a combustione interna (MCI) sono compatibili con il biometano. Inoltre, i primi studi di settore dimostrano che i MCI alimentati a biometano hanno performance migliori dei motori elettrici in termini di emissioni di CO2. Il Bio-GNL, inoltre, è intercambiabile con il GNL sia come carburante che negli altri usi e non richiede una differente expertise o manodopera specializzata. Tuttavia, per poter garantire il pieno sviluppo di questa nuova fonte, bisogna puntare allo sviluppo dell’infrastruttura per il trasporto del gas naturale liquefatto.

Ad oggi, l’UE può contare su 53 porti in cui è disponibile il rifornimento di GNL e oltre 330 stazioni di rifornimento di GNL, fino a raggiungere le 2.000 unità al 2030.

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Trasporto pesante e marittimo e Bio-GNL

Il trasporto pesante è tecnicamente difficile da elettrificare. Per far viaggiare un camion da 40 tonnellate per oltre 1.000 km, sarebbe necessaria una batteria da 6,4 tonnellate con la migliore tecnologia odierna. Tuttavia, la stessa distanza può essere coperta con alcune centinaia di litri di Bio-GNL.

Per di più, in relazione al trasporto marittimo, grazie al quale si trasportano l’80% delle merci mondiali, le emissioni prodotte non sono trascurabili. Questo è un settore in forte crescita e ad oggi, meno dell’1% della flotta mondiale utilizza combustibili alternativi.

Per questo è necessario decarbonizzare anche questo settore con l’uso di carburanti a zero o basse emissioni di carbonio, come il Bio-GNL.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Alla fine del 2019, l’Unione Europea poteva contare su una produzione di 167 TWh di biogas e 26 TWh di biometano, biogas purificato. Inoltre, gli impianti di biogas ammontavano a 18.943 unità mentre quelli di biometano si attestavano a 725. Una fonte dalle grandi potenzialità per coprire la futura domanda di Bio-GNL nel settore trasporti, stimata dalla società di consulenza Navigant in 461TWh entro il 2030, che corrisponde al 45-50% della capacità produttiva totale di biometano in Europa.
  • Nel 2030, secondo NGVA Europe, la flotta di veicoli alimentati a GNL richiederà circa 100 TWh di carburante, di cui almeno il 40% sarà coperto da Bio-GNL anche nel settore marittimo.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.