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Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino

Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino?

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Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino? Le tecniche di coltivazione sono molto semplici e poco faticose. L’aglio si pianta da ottobre a febbraio e si raccoglie dal mese di giugno. L’importante è che il terreno sia asciutto e senza ristagni d’acqua. Ecco come gestire l’intero processo, sia in vaso che in giardino, con cura e attenzione ai dettagli, per non mettere in rischio l’intero raccolto.

L’aglio, la pianta dai molteplici effetti benefici

L’aglio è un tubero, una pianta perenne bulbosa comunemente utilizzata in cucina e considerata anche preziosissima per le sue proprietà terapeutiche, conosciute già in tempi antichissimi. Pertanto, per l’aroma che conferisce ai piatti, e per le sue virtù salutari, non può mancare tra le spezie da piantare in vaso e in giardino.

Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino
Come coltivare l’aglio in vaso o in giardino – shutterstock foto di Natallia Ustsinava

Scegliere la varietà dell’aglio da coltivare

L’aglio si adatta a qualsiasi condizione climatica, ma la sua coltivazione richiede tempo e pazienza. In Europa meridionale la qualità più diffusa di aglio è l’Allium sativum, ma sono conosciute ed apprezzate anche anche l’Allium vineale, l’Allium ursinum e il fragrans. Invece, in Italia le specie di aglio più sconosciute sono l’aglio di Caraglio, l’aglio bianco piacentino, l’aglio rosso di Sulmona, l’aglio bianco di Vessalico, l’aglio rosso di Nubia. Queste varietà non temono particolarmente il freddo e possono essere coltivate in quasi ogni tipo di terreno. Una volta scelta la varietà che più si addice al clima territoriale, basta piantarla nel periodo più adatto dell’anno.

Come coltivare l’aglio

Selezionato il tipo di aglio da piantare per cominciare la coltivazione basta uno spicchio completamente biologico e non trattato. Il periodo ideale va da ottobre a marzo: ottobre nelle regioni con climi temperati e marzo nelle regioni con climi più rigidi. È sufficiente una piccola fioriera per ottenere una produzione ottimale per un consumo regolare. Invece, con una coltivazione a terra è possibile avere un proprio personale raccolto sempre a disposizione. L’importante è selezionare gli spicchi più grandi e metterli a dimora a 3 cm di profondità con l’apice rivolto verso l’alto a 12 cm l’uno dall’altro, in modo che vi sia lo spazio necessario per una crescita confortevole.

Subito dopo aver piantato gli spicchi è necessario annaffiare il terreno. Inoltre, se il clima è troppo rigido, è bene coprire il terriccio con uno strato di paglia, da togliere non appena la temperatura esterna aumenta. Infine, nel periodo di crescita, per un raccolto migliore si può aggiungere una parte di fertilizzante naturale ogni tre settimane.

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La raccolta dell’aglio

Quando la parte inferiore dei gambi assumono una colorazione giallognola l’aglio è pronto per essere raccolto. A questo punto occorre estirpare la pianta e lasciarla seccare all’aperto per una settimana. In seguito bisogna ripulire accuratamente i bulbi di aglio dalle tuniche esterne, dalle radici e dal fogliame e creare delle trecce simili a quelle che si trovano al supermercato.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’aglio è una pianta capace di svolgere un’azione repellente nei confronti di molti insetti dannosi. Oltre a difendere sé stesso, riesce a proteggere dai parassiti anche gli ortaggi che gli crescono vicino. Pertanto, è bene piantare l’aglio in consociazionecon cetrioli, carote, lattughe, lattughe da taglio, patate, sedano, fragole e pomodori, per proteggere anche questi ortaggi.
  • In Italia nel 2018, in base ai dati Istat, la produzione di aglio e scalogno in pieno campo è stata di 311.510 quintali per una superficie di 3.573 ettari. Rispetto al 2008 la produzione è cresciuta del 13%, quando i quintali erano 274.065, e la superficie del 18%, quando gli ettari erano 2.937.
  • L’aglio regola la pressione sanguigna, è un antibiotico naturale contro malattie gastrointestinali, abbassa il colesterolo e i trigliceridi. In più, ha una funzione antitumorale e contiene ben 400 componenti curative.

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