Giardini del futuro: sempre più sostenibili e innovativi

I giardini del futuro: una vera sfida

Il ruolo del giardino cambia con il passare degli anni, oggi si parla di giardini del futuro, e si tratta di una vera e propria sfida. Innovazione e sostenibilità sono alla base di una progettazione per un giardino, che è a un passo verso il futuro e il cambiamento.

Giardini del futuro: sempre più sostenibili e innovativi

La domanda da porsi è: in un futuro come cambieranno le funzioni del giardino? Le funzioni cambieranno e si stravolgeranno, si riuscirà a riparare in parte i guasti ambientali. Negli ultimi anni si è sentita molto l’esigenza di un’accelerata sullo sviluppo sostenibile, sia in chiave economica, che social e soprattutto ambientale. I giardini del futuro sono ideali per aggiustare tutti quei guasti fatti all’ambiente e saranno in grado di fornire scorte aggiuntive di cibo. I passi fondamentali da seguire per ottenere il miglior risultato ed un giardino sostenibile ed innovativo sono i seguenti:

  • La scelta delle piante.
  • L’attenzione alle api.
  • Il tipo di terriccio.
  • L’esposizione al sole delle piante.
  • L’impianto d’irrigazione.

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Giardini sostenibili ed innovativi: i dati nelle città

I dati parlano chiaro, Singapore è stata una delle tante città ad accogliere i giardini del futuro. Si tratta di un grande parco di ben 100 ettari che accoglie quasi oltre 220mila piante. Il tutto è suddiviso in tre grandi giardini: il Bay Central Garden, il Bay East Garden e il Bay South Garden. Si parla di piante tropicali, tra cui si notano le orchidee ed il fiore nazionale di Singapore. Ma anche in Inghilterra sono stati creati dei giardini del futuro, un percorso in una terra aspra. Questo giardino si snoda tra antiche piante e un bel attraversamento nell’acqua. Anche nella zona di Monaco, in cui si vive tra lusso sfarzo, ma incredibilmente anche di sostenibilità, infatti anche in questa zona sono stati creati dei giardini sostenibili ed innovativi. 

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Quando si parla si sostenibilità, si parla anche di sharing economy, vale a dire la condivisione di spazi di lavoro, trasporti e anche il divano di casa. Secondo quanto emerge da un’indagine condotta dalla Coldiretti, il 19% delle persone che sono state intervistate ha sperimentato il coworking. Un esperimento che permette di condividere spazi di lavoro con altre persone, anche se di mestieri differenti. Invece, un gruppetto del 5% degli intervistati si sono dimostrati più avventurosi e pronti ad ospitare sempre più sconosciuti nelle loro dimore. Invece il restante 43% ha sperimentato attivamente il coworking, condividendo non solo spazi di lavoro, ma anche trasporti, fino ad arrivare alla condivisione degli spazi in casa.
  • Il concetto di economia circolare guarda oltre l’attuale modello delle società di prendere-fare-smaltire per creare un’economia più riparatrice che progetta i rifiuti, mantiene prodotti e materiali in uso il più a lungo possibile e rigenera i sistemi naturali.
  • Lo scandalo del diesel, i divieti di circolazione, il cambiamento climatico: il traffico automobilistico non è solo un peso per le città, ma per il nostro clima nel suo insieme. Nelle città è più facile muoversi nel rispetto dell’ambiente. I trasporti pubblici e i collegamenti ferroviari lo rendono possibile. Il modo più sano, ovviamente, è andare in bicicletta. Aiuta a rimanere in forma e protegge l’ambiente. Se si vuole acquistare un’auto da solo, è importante conoscere i modelli più  rispettosi dell’ambiente. Se né il treno né la bicicletta sono un’alternativa adeguata, si può sempre provare l’uso alternativo dell’auto: ridesharing, car sharing, auto di quartiere: le opzioni disponibili stanno crescendo rapidamente, soprattutto nelle città.

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